La Poesia e la sapienza antica. Dialogo con il professor Angelo Tonelli, fra i maggiori studiosi e traduttori italiani dei classici greci

11 Giugno 2024

Angelo Tonelli è studioso del mondo greco antico. Fra le sue opere principali: “Oracoli caldaici” (Coliseum 1993; Rizzoli 1995 e 2005); “Eraclito, Dell’Origine” (Feltrinelli, 1993, e ristampa riveduta 2005); “Properzio, Il libro di Cinzia (Marsilio, 1993, quattro edizioni); “T. S. Eliot, La Terra Desolata e Quattro Quartetti” (Feltrinelli, 1995, sei edizioni, con ristampa riveduta per il 2005). I suoi lavori sui tragici greci sono raccolti in un’unico cofanetto di millesettecentocinquanta pagine, ossia: “Tutta la tragedia greca” (Marsilio, 2007). Angelo Tonelli è anche autore di opere filosofiche, teatrali e poetiche, ed è intervenuto in numerosi programmi culturali della Rai.

Francesca Rita Rombolà dialoga, per poesiaeletteratura.it, con il professore Angelo Tonelli.

D- Professor Tonelli, cos’è stata, e cos’è oggi, nei primi decenni del ventunesimo secolo, la Poesia?

R – La Poesia è stata impulso vitale, conoscenza completa dell’uomo, parola che unifica ed eleva, che sconvolge e insieme coinvolge, che crea e trasforma l’interiorità umana. I poeti dell’antica Grecia hanno plasmato un mondo ostile e ferino trasformandolo nella grandiosa civiltà che tutti conosciamo. La Poesia oggi? Nel ventunesimo secolo? La Poesia è un’urgenza antropologica la cui presenza nella società caotica e tecnologizzata non può essere più rimandata, pena la fine della civiltà e del genere umano. L’oralità oggigiorno può mantenere salda e integra la vera poesia soprattutto al di fuori, o ai margini, di un modello affaristico – veniale, ormai diffuso a livello planetario, e trasmetterla integra alle generazioni future.

D – Perché il filosofo greco Eraclito è il più oscuro e tuttavia il più originale dei pensatori presocratici?

R – Sì Eraclito è proprio il più oscuro e il più originale dei presocratici in quanto il suo pensiero è profonda intuizione. Egli parla di armonia nascosta insita in tutte le cose poiché la luce divora l’ombra, l’ombra la luce, il secco divora l’umido, l’umido il secco, il vecchio divora il giovane, il giovane divora il vecchio, e così via, in una perpetua circolazione di termini che hanno un’essenza comune: physis, che è dynamis, potenza generativa del Principio Cosmico, il Fuoco, ed è attraversata dal logos, che è il senso del Cosmo, la Via, sempre in fieri. Il Principio – Fuoco eracliteo si espande e si contrae, creando e disfacendo mondi. Definirei Eraclito il “Buddha” dell’Occidente per l’aurea sacrale che lo ha sempre circondato e per una certa, diciamo pure, “affinità filosofica”.

D – Cosa hanno fatto conoscere, e comprendere, studiosi quali Karl Kereny, Giorgio Colli, lo stesso Friedrich Nietzsche e anche Angelo Tonelli sui miti e sui culti della Grecia arcaica ai moderni?

R – La sapienza iniziatica che si cela dietro l’apparenza, il reale significato dei miti e dei culti di quel mondo lontano nel tempo … e tutto quel che di atemporale trasmettono e dicono agli esseri umani. Ho conosciuto Giorgio Colli, sono stato suo allievo, sì ho seguito le sue lezioni all’università; una figura di studioso davvero unica ed esemplare, conservo di lui un ricordo straordinario e meraviglioso. Forse i moderni ( e i post – moderni), merito esclusivo di tali filosofi, possono comprendere il Noos nelle sue varie accezioni ossia l’anima, il principio divino che governa l’Universo, la mente dell’uomo e la mente del Tutto.

D – Può fare un breve cenno ai Misteri Orfici? Sa che io vivo in un luogo dove, millenni fa, venivano praticati?

R – In origine i Misteri Orfici insegnavano agli iniziati l’unità di tutte le cose (hèn panta), la necessità, per l’anima imprigionata nella materia, di fuggire dalla trappola dell’esistenza terrena attraverso la purificazione. Un complesso rituale accompagnava l’iniziando lungo la via della comprensione di sé e del mondo attraverso la conoscenza cosmogonica del dio Dioniso (o Bacco) e delle dee Demetra e Persefone. le “Laminette Orfiche” datate al V secolo a. C., ritrovate soprattutto in diverse tombe nel territorio di Hipponion (l’odierna Vibo Valentia, in Calabria), sono fra le testimonianze più importanti del culto di codesti Misteri.

D – Il mondo attuale ha bisogno della sapienza antica, oppure può farne benissimo a meno?

R – Sì ne ha bisogno, eccome! Privo di tale sapienza, il genere umano è destinato alla sua fine antropologica … alla sua estinzione quale specie dotata di intelletto intuitivo capace di pensare e di produrre arte, bellezza, creatività gratuita, vita. Potrebbe farne a meno, ma in questo caso l’uomo non sarebbe più “uomo” e sfocerebbe in un qualcosa di distopico e di aberrante.

Francesca Rita Rombolà

Angelo Tonelli

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