Visione e profezia in una particolare tensione mitopoietica- WILLIAM BLAKE e BRUCE DICKINSON
Bruce Dickinson , William Blake / 27 Novembre 2012

William Blake(1757-1827)è uno dei più profondi, intensi, oscuri e complessi poeti di tutta la letteratura inglese. Egli fu anche incisore e pittore. I suoi molti dipinti non sono da meno della sua poesia in quanto a complessità e intensità, e possiedono un qualcosa di ipnotico e di incredibile che colpisce e cattura la vista. E’ stato definito poeta visionario per eccellenza, forse “iniziato” alla Poesia per forza maggiore e per una sorta di destino di predestinazione; infatti, nei suoi scritti si legge: << Non mi rivolgo al mio occhio corporeo o vegetativo più di quanto non mi rivolga a una finestra per un panorama. Vedo attraverso l’occhio e non con l’occhio>>. Interprete di una poesia nuova e rivoluzionaria, che ha infranto gli schemi tradizionali fino ad allora conosciuti e applicati, William Blake ha mostrato tutta la sua potenza espressiva e linguistica in un elevato impulso visionario che ha creato effetti di sublime suggestione. Il mondo dei sensi è per William Blake illusione o maschera sul volto della vera realtà, il quale va penetrato per vedere l’essenza dietro il fenomeno; la sostanza dietro l’apparenza; l’eterno oltre l’effimero e il contingente. <<L’immaginazione è il mondo reale ed eterno di cui questo universo…

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