Più di mille anni fa, in Giappone, dalla metà del 900 d. C. ai primi decenni dell’anno mille, fioriva la cultura Heian il cui centro era l’antica Kyoto, allora chiamata Heian – Kyo, la capitale della pace. L’era Heian fu un lungo periodo di pace per il Giappone. Nel contesto, molteplice e spesso contraddittorio della cultura Heian, la posizione di privilegio goduta dalle donne della nobiltà consentì loro di possedere molto soprattutto in termini di cultura. Infatti, le donne scoprirono e coltivarono delle capacità e delle ambizioni letterarie davvero uniche. Le nobildonne di Heian ereditavano spesso la casa paterna e possedevano un patrimonio proprio, erano libere dalle cure domestiche e dei figli e ricevevano un’educazione letteraria e artistica molto accurata. E proprio perchè il costume dava loro indipendenza economica e una certa libertà, esse avevano a disposizione un’infinità di tempo per esprimere i talenti personali e mettere a frutto tutta la loro vivace immaginazione. In tale contesto fiorì una letteratura tutta al femminile davvero speciale, meravigliosamente giapponese nella lingua e nei contenuti, affresco vivente e vibrante di una civiltà superiore e perduta.

Murasaki Shikibu fu la più geniale e la più innovatrice fra le voci letterarie femminili dell’epoca Heian. Dama di corte, amica personale dell’imperatrice, narratrice eccellente, donna complessa e schiva, appassionata, coltissima e solitaria visse in modo consapevole la propria epoca e colmò la sua vita(non lunga, purtroppo)scrivendo la “Storia di Genji, il principe splendente” il primo grande romanzo della vasta e gloriosa letteratura giapponese e di quella, ancor più vasta e varia, mondiale. Di lei Marguerite Yourcenar disse: “La prima donna al mondo ad aver scritto un romanzo: una lunga storia in più volumi. Ogni donna, in ogni parte del mondo, che ama scrivere e ama leggere le sarà debitrice per sempre”. In effetti, Murasaki Shikibu ha inventato il romanzo e descritto in prosa intrighi, passioni, amori, vicende, consuetudini, intrecci molteplici che avvincono il lettore dalla prima all’ultima pagina(come succede oggi con tanti romanzi moderni).

Nel Giappone di ogni tempo Murasaki Shikibu è sempre stata una personalità letteraria di alto livello(un pò come lo è stato per la Grecia antica Omero o per il mondo latino – romano Virgilio). Col passare dei secoli e col volgere delle epoche la sua fama anzichè diminuire si è andata sempre più spandendo e rafforzando finchè non è arrivata in Occidente e, con la traduzione della sua opera nelle lingue principali, inglese e francese in primis, questa grande scrittrice di altri tempi, è stata valorizzata al massimo e resa del tutto universale. Se pensiamo all’epoca in cui questa scrittrice visse e scrisse la sua opera non possiamo che rimanere sbalorditi e fare una riflessione profonda innanzitutto sul “pregiudizio comune” della superiorità mondiale della civiltà e della letteratura dell’Occidente. L’Europa dell’anno mille è immersa nell’Alto Medioevo. La sua civiltà e la sua compagine politico – sociale – culturale sono ancora tutte da definire e da sviluppare, ma soprattutto la donna non gode di una libertà e di un’indipendenza tali, nel costume corrente, da potersi permettere di esternare la sua immaginazione singolare per riuscire a scrivere un romanzo! Cosa può suggerire a noi donne Murasaki Shikibu così lontana nel tempo e anche nello spazio? Forse che la scrittura, in particolare, può indicare una via da seguire(non senza difficoltà e pericoli di ogni genere)per essere pienamente se stesse e per interrogarsi sui grandi temi dell’esistenza. Forse che la cultura, in generale, in ogni epoca della Storia può renderci libere di immaginare, di sognare, di edificare il più bel palazzo dello spirito e dell’anima all’interno del quale si può vivere anche felicemente, e che può davvero rendere più raffinata la percezione delle cose e più civile il modo di essere, di esprimersi e di rapportarsi all’altro per la vera realizzazione di una società di sicuro maggiormente libera, maggiormente aperta e maggiormente tollerante.

Un piccolo ma significativo aneddoto letterario. La protagonista femminile di “Storia di Genji, il principe splendente” si chiama Murasaki come l’autrice del romanzo. In giapponese “murasaki” è il nome di una pianta le cui radici danno una particolare colorazione porpora. Il principe Genji, il protagonista maschile del romanzo, appena vede Murasaki se ne innamora perchè assomiglia a un’altra donna amata cui non può più avvicinarsi in quanto divenuta moglie di suo padre, l’imperatore. Già in quel primo attimo in cui la vede ha pronta una poesia che mormora tra sè e sè:

Quando coglierò

e terrò nella mia mano

la giovane pianta del campo


le cui radici

si uniscono a quelle

della murasaki?

Un’ode, spontanea e vibrante, alla poesia, alla bellezza, all’amore, alla donna.

Murasaki Shikibu, grazie, a nome di tutte le donne, per essere stata veramente “prima donna globale” nella scritura e nella cultura.

Francesca Rita Rombolà

 

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Più di mille anni fa, in Giappone, dalla metà del 900 d. C. ai primi decenni dell'anno mille, fioriva la cultura Heian il cui centro era l'antica Kyoto, allora chiamata Heian - Kyo, la capitale della pace. L'era Heian fu un lungo periodo di pace per il Giappone. Nel...