Il racconto breve nella letteratura italiana non ha mai veramente avuto tutta l’attenzione che merita e non ha mai avuto tanta fortuna da essere paragonato al romanzo o alla prosa in generale. Eppure il racconto breve può descrivere un microcosmo e può abbracciare insieme l’intero Universo. Nella sua brevità talvolta lampante, nella sua forma precisa e spesso schietta e spontanea si pone, a mio parere, come la metafora perfetta, o quasi, degli accadimenti, la piena e problematica riflessività dell’evento, e il momento – chiave sul senso ultimo della letteratura per la società e per l’uomo. Nel racconto breve ci può essere (e spesso c’è) anche saggezza ed esperienza narrativa, due qualità che, in fondo, mancano al romanzo anche quando forse viene considerato un capolavoro. E c’è, soprattutto, scavo psicologico; lo scavo interiore necessario a far emergere dalle abissalità oscure dell’inconscio tutto il rimosso dalla coscienza che può essere un condensato di detriti surreali, deriva dei sentimenti, delle passioni, dell’esistenza ma anche scrigno di ottima fattura che può contenere gioielli preziosi o addirittura perle esotiche e rare. A me sembra sia questo il caso del volume di racconti brevi “STORIE DI UN’ALTRA STORIA” di Mauro Germani edito da Calibano Editore, gennaio…
Vincenzo Della Corte è nato a Napoli il 6 giugno 1981. Ha frequentato diversi corsi di formazioni quali, ad esempio, stage di “Mimo e Maschera” nel 2013; corso di Stantman/cascatore nel 2009; corso di “Introduzione alla TV e pose fotografiche”. Ha lavorato per il cinema e la TV in fiction e film quali “I Cesaroni 5, nel 2012; “Un medico in famiglia 8”, 2009; “Un posto al sole”, nel 2015; “La passione del nostro Signore Gesù Cristo” nel 2014, regia di Costantino Maiani; “Wonderwell”, nel 2016, regia di Vlad Marsavin; “Italian Blood Stories” nel 2018 – 19, regia Claudio Fragasso e Rossella Drudi. Fra i suoi lavori teatrali: “Non tutti i ladri vengono per nuocere! … ” di Dario Fo, anno 2013; “Il sindaco del Rione Sanità” di Eduardo De Filippo, anno 2012. Vincenzo Della Corte è stato vincitore, nel 2021, del premio “Vincenzo Crocitti International” come attore emergente. E’ presentatore, speaker, sceneggiatore. E’ stato doppiatore in “Io non mi arrendo” Rai 1, anno 2016 e, nel 2017, nel film “I peggiori” di Vincenzo Alfieri. Francesca Rita Rombolà e Vincenzo Della Corte conversano di Teatro, Cinema, TV, Letteratura. D – Vincenzo, hai lavorato in molte fiction TV per la Rai;…
Il sole splende, il vento soffia leggero. Il cielo è azzurro striato da nuvole corsare, il mare ha il color del vino e della porpora che sfuma nel turchese. La terra è verde, le sue zolle sono scure e fertili. Le colline ridono, i monti respirano lieti. Danza la vita. Danza il mondo. Danzano gli innamorati felici e persi nei sospiri intensi dei loro cuori liberi e vagabondi che hanno vissuto cento avventure, e mille altre ancora ne vivranno. AMIAMOCI Amiamoci così Senza nulla chiedere ai sogni. Amiamoci soltanto Senza sperare nel domani Frustato a sangue Dall’incertezza del tempo. Amiamoci nell’attimo rubato all’Eternità Senza condizioni Perché è la vita a conoscere Il trascorrere dei giorni Sul ciglio della pelle Umida di sensuali umori. Francesca Rita Rombolà P. S. – Un Buon San Valentino a tutti gli innamorati
Magico ritmo umano La magia esiste, eccome, basta respirarla, basta viverla. Come a un ballo scegli il vestito sfruscii di pizzi, la scoperta detta il ritmo. La danza, anima del corpo, le rime, allegro saltare dello spirito, l’essenza umana più pura si risveglia. Il ritmo e la danza sono l’argomento della poesia “Magico ritmo umano” di Isabella Pesarini. Versi semplici e lineari che esaltano, senza eccessività di forme ed enfasi ricercata, la magia di tutto quel che è ritmo. Ma dal ritmo nasce la danza, e dalla danza il ballo; così l’autrice, nei versi iniziali della poesia, immagina uno scenario fiabesco e di incanto fatto di vestiti sontuosi, di pizzi il cui fruscio si percepisce tra gli astanti ed è ritmo esso stesso. Ritmo è la natura tutta, il corpo umano con i suoi movimenti e i suoi slanci vitali e armoniosi, non separato di certo dallo spirito che si libra anch’egli, e in modo più sottile, nella purezza e nella vastità della propria essenza. Tutto allora sembra coinvolgere nel risveglio, in un risveglio umano e universale che fa apprezzare e godere della bellezza. Ancora una volta è davvero straordinario come la Poesia, seppur condensata in umili versi, faccia…
Valentina Vicario, nata in Cile, ha vissuto in Italia dove ha studiato recitazione presso la scuola del Teatro dei Cocci e il Centro Sperimentale di Cinematografia. Inizia la carriera di attrice in teatro, per poi recitare anche per il cinema ma soprattutto per la televisione. E’ nota al grande pubblico per il ruolo della cattiva Vera Medici interpretata, dal 1999 fino al 2003, nella serie TV “Incantesimo” in onda sulle reti RAI. Nel 2020 esordisce discograficamente con il brano “Again”, mentre nel 2021 pubblica la cover del brano “Aut here in my own”. Entrambi i brani pubblicati dall’etichetta discografica Tilt Music Production. Francesca Rita Rombolà e Valentina Vicario dialogano insieme. D – Valentina Vicario, vuoi parlare dei tuoi ruoli di attrice per la TV e per il Teatro? R – Il primo ruolo per il Teatro è stato quello in “After Juliet”, per la regia di Matteo Ziglio, nel quale maneggiavo una spada inneggiando alla guerra; mentre per la TV mi divertivo ad interpretare il ruolo della cattiva nella serie “Incantesimo” di Rai Fiction. D – Perché ultimamente sei diventata anche cantante? Per realizzare un tuo sogno di sempre o per altri motivi? R – Sono diventata cantante per realizzare…
