“Il senso di universalità, riconoscere cioè che tutti siamo accomunati dal desiderio di bellezza e di felicità”. Un breve ma coinvolgente dialogo con Paolo Vites
000 Primo piano , Paolo Vites / 18 Gennaio 2023

Paolo Vites è redattore del quotidiano online ilsussidiario.net. Ha scritto per le maggiori riviste musicali italiane tra cui “Il mucchio selvaggio, Buscadero e Jam”, per l’americana “On the tracks” e per diversi quotidiani nazionali. E’ autore di monografie su Bob Dylan, Patti Smith, The Clash e Cat Stevens. Nel 2011 ha pubblicato “Un sentiero verso le stelle, sulla strada con Bob Dylan” (Pacini Editore). Nel 2018 ha firmato, insieme a Roberto Saetti, “Ghosts Upon the Road, Eric Andersen disco per disco” (Late for the Sky/ Vinyl Legacy Association). Ha inoltre scritto le biografie ufficiali di Francesco De Gregori e Antonello Venditti per il “Corriere della Sera” e “TV Sorrisi e Canzoni” (2009 e 2022) e pubblicato una raccolta di racconti con il Gruppo Editoriale l’Espresso “Do you believe in magic? La strada verso casa” (2008). Per Caissa Italia Editore ha pubblicato “Enzo Iannacci – Canzoni che feriscono” (2019); “Bob Dylan – 18 anni di canzoni e altro” (2020); “Rock ‘n’ roll suicide – Il lato oscuro del rock” (2022). Francesca Rita Rombolà dialoga con Paolo Vites. D – E’ un piacere, per me, dialogare con Paolo Vites; Paolo vorrei che parlassi del tuo ultimo libro, “Rock ‘n’ roll suicide –…

Liliana Angeleri e la sua passione per la storia del Monferrato

Liliana Angela Angeleri è scrittrice e sceneggiatrice, sposata con il pittore Gigi Coppo. I suoi libri sono principalmente romanzi storici. “Il romanzo di Aleramo”, “Viaggio nel Monferato sulle orme della cavalcata aleramica”, “Chi era?”, “Una panchina per gli angeli” sono già stati pubblicati. A breve uscirà “L’Angelo dell’assedio e i Templari”. Liliana Angeleri è dotata di una imperiosa e intensa ispirazione artistica. Francesca Rita Rombolà e Liliana Angeleri conversano insieme. D – Liliana da dove nasce la tua passione per il romanzo storico? R – La mia passione per il romanzo storico nasce dalle vicende molto coinvolgenti che formano la storia che io desidero raccontare. Sono tutte vicende ambientate in Piemonte, specialmente nel Monferrato, quasi tutte inedite. Per esempio, “Il viaggio sulle orme della cavalcata aleramica”, con molte illustrazioni, che potete trovare su Amazon e le altre librerie elettroniche. D – Hai scritto delle sceneggiature per film e fiction TV? R – Ho scritto nove sceneggiature, che sono in attesa di essere trasformate in film o fiction. Sono: “Aleramo. la vera vita leggendaria di Aleramo” (romantico/cavalleresco/fantasy); “Viaggio nel Monferrato sulle orme della cavalcata aleramica”; “Giuseppe Mayno, il bandito di Marengo”; “Chi era?”; “Una panchina per gli angeli”; “Bolle di sapone”;…

Il senso latente di epopea e il grande cuore pulsante di “verace e primigenio americano”. “Racconti di Nativi Americani – Luther Standing Bear Il mio popolo i Sioux – My People the Sioux” a cura di Raffaella Milandri
000 Primo piano , Raffaella Milandri / 10 Gennaio 2023

Ho appena finito di leggere il libro “Racconti di Nativi Americani – Luther Standing Bear  Il mio Popolo i Sioux – My People the Sioux” a cura di Raffaella Milandri (Mauna Kea Edizioni, dicembre 2022). Un libro davvero intenso, piacevole da leggere e direi piuttosto inusuale, per non dire di una certa novità nel panorama editoriale non solo italiano. Innanzitutto Raffaella Milandri: studiosa e appassionata della cultura dei nativi americani, in particolare dei Sioux – Lakota; si percepisce, fin dalle prime pagine del libro, un’empatia sottile quanto intensa di questa autrice – studiosa nel modo di rendere il racconto preciso e insieme vivace nella traduzione dei particolari, dei paesaggi, della vita, della realtà inerenti questo popolo del nord America. Un qualcosa di profondo e di accattivante eppure di una semplicità quasi disarmante permea il racconto della vita (straordinaria sì) di Luther Standing Bear, figlio di un capo Sioux del Nord Dakota, vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Con lui i popoli nativi del nord America riescono ad aver voce e a farsi conoscere dai “bianchi” portatori (spesso con la coercizione e con la forza anche bruta) di una civiltà che può apparire, a prima vista,…

La Poesia e la guerra

I tamburi di guerra si odono ogni giorno e ogni notte. Vicini o lontani. Lontanissimi o vicinissimi. Dietro l’angolo o oltre la linea dell’orizzonte. Si odono per tutto l’anno. Si odono da anni. Si odono da secoli. Si odono da millenni. Si odono fin dalle prime civiltà umane. Si odono da sempre. Non c’è mai stato un periodo storico sul pianeta terra che abbia conosciuto la pace globale. Uguali, distinti, talvolta spaventosi, talvolta del tutto normali, delle volte perfino monotoni. Di giorno hanno ritmi incessanti. Rullano. Durante la notte sono un suono vago e indistinto che colpisce nel profondo la percezione e può mettere anche paura o panico. Un suono che penetra ciascuna fibra dell’anima e fa vibrare ciascun lembo di pelle. Ogni guerra, da quella combattuta con la fionda e le pietre più di diecimila anni fa, a quella combattuta con le bombe, i mitra, i missili nel ventunesimo secolo, porta con sé, inevitabilmente, distruzione, violenza inaudita, miseria, perdita, dolore dello spirito e sofferenze nel corpo, traumi di ogni tipo ma soprattutto morte. Dove la guerra sosta, anche per un tempo brevissimo, non vi sono che macerie su macerie … intere città, grandi e piccole (e villaggi), che un…

Questo bimbo… soffio dell’Eterno

QUESTO BIMBO Fu il più oscuro e il più solitario dei profeti nelle sue dolorose visioni a percepire, a capire … I pianeti, le costellazioni si mossero nei cieli quasi si misero in cammino come gli uomini che li osservavano da tempo, e del tempo compresero la grandiosità dell’Evento. Notti così stellate … Luce. Luce che splende sui popoli. Non ne verranno mai più in quel che è nominato futuro, in una notte così lunga per il mondo così sfibrante e unica il buio era tenebra le tenebre si libravano sopra l’Abisso. Che cos’è il cielo per la terra? Soltanto mistero e silenzio che parlano da una lontananza interdetta alla vista di occhi procaci nella tempesta. Chi è predisposto all’ascolto sa prima di comprendere che il segno giunge affinché sia ricomposta l’origine frantumata dal remoto accadimento degli avi. L’invisibile conosce la sua propria essenza per cui tutte le ragioni del mondo non potranno bastare. Immerso nell’azzurra quiete il bue gode la pienezza dell’istante, l’asino lo guarda felice dall’azzurro primordiale che lo avvolge. Sono e saranno gli animali più sfruttati più battuti, più dileggiati ma la notte in cui nasce questo bimbo hanno un compito elevato al pari del sole e…

“Poesia… è questo meraviglioso Universo che abitiamo”. Conversando con Sergio Cosentino, autore TV, di cinema, di teatro
000 Primo piano , Sergio Cosentino / 22 Dicembre 2022

Sergio Cosentino viene notato da Sonia Magagnini, futura produttrice di Domenica In. Nel 1980 comincia, così, ad esibirsi come cabarettista nei locali di Milano e di tutta Italia. Nel 1984 conosce Antonio Ricci, che lo chiama a partecipare, per qualche puntata, a Drive In calandosi nei panni del personaggio del pianista pazzo che si esibisce a bordo di un’ape Piaggio. Nel 1985 interpreta la parte di co – protagonista nel film “Il Bi e il Ba” con Nino Frassica e Leo Gullotta. Per tutti gli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta, Sergio Cosentino lavora come cabarettista esibendosi in migliaia di spettacoli in tutta Italia. Contemporaneamente partecipa a numerose trasmissioni televisive e radiofoniche. Nel 1998 collabora ai testi per la trasmissione Titanic di Rai Due con protagonista Massimo Boldi. Da quel momento in poi, Sergio Cosentino diventa autore di Massimo Boldi, scrivendo le sue battute in tutti i suoi film campioni di incasso. Nei primi anni duemila diventa anche autore di alcuni fra i più noti comici italiani quali Enrico Montesano, Gianfranco D’Angelo, Enrico Beruschi e tanti altri e firma o partecipa, in qualità di battutista, a programmi televisivi di successo come Zelig, Colorado, Scherzi a parte, Striscia…

“La Poesia è amare e narrare la realtà trasfigurandola per mezzo delle parole”. Dialogo con Paolo Gulisano, medico e scrittore
000 Primo piano , Paolo Gulisano / 20 Dicembre 2022

Paolo Gulisano è nato a Milano nel 1959, ma vive a Lecco. Si laurea in Medicina e Chirurgia, specializzandosi in Igiene e Medicina Preventiva. E’ docente di Storia della Medicina e, all’attività di medico, affianca da anni il suo impegno culturale di scrittore. Ha collaborato con diversi quotidiani e riviste fra cui “L’Osservatore Romano”, “La Bussola Quotidiana”, “I quaderni di Avalon” etc. E’ fra i più apprezzati critici italiani di letteratura fantasy e in particolare di J. R: R. Tolkien. Il suo esordio, come scrittore di saggi, avviene nel 1996 con il libro “Cristeros!”. Fra le sue numerose pubblicazioni si ricordano volumi su Gilbert Chesterton, Giovannino Guareschi, Hilaire Belloc, sulla storia della Scozia, su quella dell’Irlanda e su San Colombano, una biografia di Clive Staples e di George MacDonald, due volumi sulla storia della medicina: “Pandemie” nel 2006 e “L’arte del guarire nel 2011”. Nel 2011 Paolo Gulisano ha esordito nella narrativa con il romanzo di fantascienza “Il destino di padre Brown”. Francesca Rita Rombolà dialoga di attualità, poesia, storia e altro con il dottor Paolo Gulisano. D – Dottor Gulisano, iniziamo a dialogare parlando della sua passione per la letteratura fantasy. Come nasce e perché? Il genere fantasy, secondo…

Conversazione con lo scrittore Alessandro Cirillo, pioniere del genere Action Tricolore
000 Primo piano , Alessandro Cirillo / 14 Dicembre 2022

Alessandro Cirillo ha svolto diversi lavori prima di entrare in ferrovia e diventare capotreno presso Trenitalia, precisamente sui Frecciarossa. Ha iniziato a scrivere nel 2011. Il suo primo romanzo, “Attacco allo stivale”, è uscito per la casa editrice Tripla E nel 2013. Nel 2014 ha pubblicato “Nessuna scelta” e nel 2015 “Trame oscure”. Nello stesso anno ha scritto a quattro mani con Giancarlo Ibba “Angelus di sangue”. Ha continuato così a pubblicare, anche con altri autori, un romanzo quasi ogni anno, l’ultimo dei quali è uscito pochi giorni fa. Oltre a scrivere libri, Alessandro Cirillo ha collaborato con una rivista militare (Combat Arms Magazine) scrivendo articoli sulle Forze Armate. Da un pò di tempo scrive anche recensioni di libri per il blog Thriller Cafè. E’ il primo autore in Italia, insieme a pochi altri, ad aver inaugurato il genere cosìddetto Action Tricolore. Francesca Rita Rombolà e Alessandro Cirillo conversano insieme. D – Può spiegare, in sintesi, per chi non lo sapesse, che cos’è il genere Action Tricolore? R – Una definizione di Action Tricolore non esiste ufficialmente. Si tratta di un termine che abbiamo adottato io e altri autori per identificare ciò che scrivevamo. Quando mi chiedono che cos’è Action…

Lo spirito averroista e la nostra epoca
000 Primo piano , Averroè / 6 Dicembre 2022

Muhammad Ibn Rusd, noto con il nome di Averroè, fu forse il più eminente filosofo arabo nel periodo medioevale. Egli nacque a Cordova nel 1126, nell’allora Spagna musulmana. Dopo una formazione completa in teologia, diritto, medicina, matematica, astronomia e filosofia, a partire dal 1169, spronato dal califfo almohade di Marrakesh, Abn Ya’qub Yusuf, intraprende una serie di commenti dell’opera di Aristotele. Nel 1182 diviene medico personale del califfo e, successivamente, viene da costui nominato cadì (ministro) di Cordova. Caduto in disgrazia, i suoi libri furono bruciati e divenne il bersaglio dei teologi e del popolo. Morì in Marocco nel 1198 poco dopo essere stato riabilitato dal califfo almohade. Ben presto verrà riconosciuto in tutto il mondo occidentale come il più importante filosofo ed erudita dell’epoca. Averroè ha offerto, al pensiero arabo, la possibilità di un riscatto e di un cambiamento. Il ricambio – rinnovamento da lui proposto nella sfera del rapporto religione – filosofia è suscettibile oggi, nel ventunesimo secolo, di essere reinvestito per stabilire un dialogo fra la tradizione arabo – musulmana e il pensiero contemporaneo mondiale, dialogo che potrà dare, a codesta tradizione, l’autenticità e la contemporaneità a cui, in fondo, aspira da sempre. Averroè ha proposto una…

Uno studioso completo animato dal fuoco dello spirito romantico. “Henrich Steffens – Filosofo della Natura” di Pier Francesco Corvino

Con un linguaggio prettamente di taglio accademico, ma piuttosto chiaro, conciso talvolta brillante Pier Francesco Corvino propone al lettore un personaggio importante purtuttavia quasi sconosciuto in Italia; il suo libro, “Henrich Steffens –  Filosofo della Natura” (Mauna Edizioni, 2022), è una trattazione esauriente della vita del naturalista, filosofo, geologo danese Henrich Steffens vissuto in piena età romantica (fine XVII secolo inizio XVIII secolo) in quelle nazioni nordiche (paesi scandinavi e Germania) dove il Romanticismo raggiunse il culmine del suo sviluppo e della sua diffusione. Seppur con le caratteristiche peculiari di una biografia, questo libro non è una biografia (o almeno non solo quello), a mio parere, in senso spicciolo e stringente. Ogni periodo della vita di questo filosofo viene descritto nelle linee generali e quindi reso evidente e significativo dalla ricerca e dallo scavo che mettono insieme il periodo storico, il contesto sociale, umano, culturale come elementi di coesione efficace sviluppandoli abilmente per dare una sintesi definitiva e una visione ampia del tutto. Varia, complessa e decisamente avventurosa la vita di Henrich Steffens la cui caratura e importanza si arguiscono subito dai circoli che ha frequentato e dalle amicizie che ha coltivato, in primis con Schlegel, Shelling, Tieck figure cardine…

Breve dialogo fra una donna, ferita e maltrattata, e una splendida pantera

Una splendida pantera trova una donna, ferita e maltrattata, ai margini di una foresta. I due iniziano allora a dialogare in tutta sincerità e spontaneità. P – Hai lividi dapertutto e sei ferita al petto. Lascia che ti lecchi il sangue dalla piaga e ti dia conforto. Chi ti ha fatto tutti questi lividi? Chi ti ha procurato questa ferita al petto? D – E’ stato l’uomo … Sei una pantera davvero splendida con un manto nero come la notte e gli occhi ardenti e penetranti come i fuochi di un accampamento di nomadi nella vastità della steppa. P – L’uomo ti ha fatto questo? Perché?! … D – Perché l’uomo spesso è violento e colpisce senza una ragione. P – Colpisce gli animali, colpisce gli alberi e le piante; sì proprio senza una ragione. Eppure non immaginavo che potesse colpire anche la donna: un essere umano uguale a lui. D – In fondo lo ha sempre fatto, e continua a farlo ancora oggi. P – Ancora oggi? Oggi che ha costruito una civiltà avanzata dove ciascun essere del pianeta può reclamare senza paura il diritto alla vita e alla propria dignità di essere vivente? D – Sì, ancora oggi,…

La donna e il simbolo del velo
000 Primo piano / 21 Novembre 2022

Presso le prime civiltà del bacino medio – orientale le donne portano un velo che copre loro il capo e parte del volto, lasciando scoperti gli occhi, la fronte, un poco degli zigomi. Si tratta quasi sempre di un velo sottile e talvolta trasparente. Lo indossano le donne del popolo, come quelle di alto lignaggio (principesse, regine, concubine reali, donne di corte ecc. ecc.). Così il velo diventa elemento di distinzione piuttosto particolare per la donna. Con il passare del tempo si trasformerà in un simbolo quasi sacrale, che giunge a sfiorare il Divino. La donna velata è simbolo dell’Universo, della potenza del generare che ha in sé, quindi della vita; ma anche dell’oscurità notturna, del silenzio assoluto e delle tenebre portatrici di presenze ctonie e infere, quindi della morte e del potere che ella ha di esplicarla quasi al pari della vita. Il velo che copre il suo corpo la vela e, insieme, la rivela; conserva e, insieme, mostra al mondo il suo mistero e la protegge dal mondo, dalle sue insidie, dai suoi pericoli. Il velo e la donna hanno una valenza mistico – divina imprescindibile. Perciò il genere femminile è come una divinità in terra, che emana…

“La Poesia è capace di suscitare emozioni con il linguaggio… Come si fa a non amarla?”. Conversazione con Manuela Celli, stilista di moda e scrittrice
000 Primo piano , Manuela Celli / 16 Novembre 2022

Manuela Celli è nata a Roma e vive in Toscana. Ha lavorato per diverse aziende come stilista di moda. Esperta di sviluppo personale, da oltre trent’anni ricerca e studia tutto ciò che riguarda la gestione delle emozioni, l’autostima, le interazioni umane, con particolare attenzione ai meccanismi che regolano attrazione, conquista e mantenimento delle relazioni sentimentali. E’ autrice di “Come entrare nel suo cuore senza uscire di testa”, “Amore e seduzione”, “Come conquistare uno stronzo”, “Le chiavi del potere personale” tutti pubblicati dalle Edizioni Il Punto d’Incontro. Francesca Rita Rombolà conversa con Manuela Celli. D – Manuela, inizio questa conversazione col chiederti della tua esperienza come stilista di moda. Lo sei ancora? Continuerai ad esserlo? R – Ho studiato Moda e Costume Teatrale. Ho iniziato a lavorare come stilista appena terminati gli studi e ho lavorato per molti anni nel settore collaborando con diverse aziende. La moda è stata, è e sarà sempre una grande passione per me. Ma, ad un certo punto della mia vita, è successo altro, e ho intrapreso un altro cammino. Nella mia vita ci sono state due grandi passioni che mi hanno accompagnato fin da quando ero piccola: una riguarda la moda e il disegno, l’altra…

Il fascino latente di uno strano noir. “AD UN PASSO DALLA VERITA'” di Patrizio Grossi
000 Primo piano , Patrizio Grossi / 8 Novembre 2022

“AD UN PASSO DALLA VERITA’” (Emmelibri Editore) di Patrizio Grossi è un noir ambientato a Genova. Diversi e variegati sono i personaggi di questo giallo, ma legati tutti da un filo sottile che diventerà visibile chiaramente soltanto nelle ultime pagine del romanzo. Eleonora, la protagonista, è la chiave dell’intera vicenda, e sarà, per il lettore attento, il personaggio più enigmatico e controverso forse fin dal principio. La storia si svolge nell’arco di un quarantennio, cioè dal 1964 fino al 2004. Ben orchestrati i vari flashback, che scandiscono puntualmente le date e le fasi degli avvenimenti. In una Genova tranquilla e forse anche un pò monotona, “un’altra Genova”, ammantata di perbenismo e di ostentata eleganza, agisce spesso nell’ombra e si insinua nei meandri oscuri di una realtà tutt’altro che perbene e sincera. Marco Torresi è l’altro protagonista del romanzo, che avrà un ruolo decisamente subdolo e intrigante fin dal prologo sintetico ma marcato. E poi detective privati, viaggi in Sud America, un misterioso delitto, segreti inconfessabili del passato che vedono la luce lentamente costituiscono un mix produttore di suspance e di quel pizzico di adrenalina in più la quale non guasta mai in questo genere di romanzi. Claudia e Corrado forse,…

La morte e la vita si contrappongono come le cose che in natura coesistono. La dolorosa percezione del poeta Miguel Hernandez

Miguel Hernandez (1910 – 1942), di umilissime origini, passò la giovinezza aiutando il padre, un pastore di capre sensale di bestiame, finché, attratto dalla poesia, si recò a Madrid dove, tra innumerevoli difficoltà economiche, riuscì a farsi conoscere e apprezzare nei circoli letterari più importanti e vivaci della capitale spagnola. Allo scoppio della guerra civile militò tra i repubblicani. Al termine di questa fu rinchiuso nelle prigioni franchiste dove subì maltrattamenti e torture di ogni genere, che ne minarono la salute portandolo a morte precoce. La sua poesia presenta una tecnica che risente della tradizione del barocchismo spagnolo ai limiti della retorica, ma è sinceramente ispirata da un senso della vita grave e dolente, da un qualcosa che ha quasi il peso ineluttabile della fatalità e della morte, a parte – si intende – le liriche che rivelano il suo forte impegno civile e politico testimoniato dalla partecipazione alla guerra civile e dalla morte in carcere. La breve lirica “Il cimitero è vicino” è dedicata al figlioletto morto a soli dieci mesi, mentre in Spagna imperversava la guerra civile. Il dolore è contenuto e silente, ed esplode, in silenziosa deflagrazione, soltanto nell’ultimo verso che chiude la dolorosa descrizione dove la…

Il mite e sereno ottobre mediterraneo nella poesia di Juan Ramòn Jiménez

Juan Ramòn Jiménez (1888 – 1958) nacque nella regione spagnola dell’Andalusia ( nella città di Moguer). Ancora giovanissimo fu attratto dalla pittura e dalla poesie, che trattò sempre con uno spiccato gusto moderno e pienamente innovatore; coltissimo, alternò periodi di isolamento e di solitudine nel paese natale a viaggi in Europa e nelle Americhe. Allo scoppio della guerra civile spagnola, riparò in Portogallo, dove morì a San Juan. La sua poesia riflette, in genere, motivi dello straordinario e colorato folklore andaluso, ed è caratterizzata da una purezza e una semplicità del linguaggio davvero sorprendenti  e molto efficaci, che sanno cogliere anche le più sfuggenti e sottili vibrazioni dell’animo e da una intensa vena malinconica che da vita a dei versi talvolta opulenti e sontuosi e talaltra piuttosto lineari quanto marcatamente essenziali. Pochi anni prima di morire, cioè nel 1956, egli ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. Nella poesia “Ottobre” Juan Ramòn Jiménez sembra aver raggiunto, spiritualmente ed emotivamente, una calma e una serenità impensabili fino a pochi anni prima. La dolcezza della stagione autunnale dei paesi mediterranei accarezza con levità il suo cuore stanco e provato, donando sollievo ad uno sguardo profondo reso dolente dalle cruente battaglie di una…

I poeti americani e la città di New York: inferno o paradiso?
000 Primo piano / 12 Ottobre 2022

Il mito di New York, per gli americani, nasceva già nel 1661 quando si chiamava ancora New Amsterdam; venne celebrata dal suo primo poeta, Jacob Steendam, come la sede, o il luogo, di un benessere naturalmente e positivamente aureo e forse paradisiaco: enorme giardino stretto fra due fiumi che si riversano nel mare, ricco di pesce oltre ogni misura, di latte, di burro, di frutta, del frumento migliore; insomma un vero giardino dell’Eden. Walt Withman, giungendovi nel 1841, dedicò alla città di New York alcune fra le sue poesie più belle, cantandone, con spirito curioso di osservazione, la sua vivacità spasmodica, il suo movimento inarrestabile di persone e di oggetti, di merci e di idee. Lo stesso farà anni dopo il poeta Frank O’Hara. Anche il poeta Allen Ginsberg, il maggiore e il più importante della Beat Generation, ripropone la New York caotica fatta di bidoni, di scale antincendio, di vetri rotti, di gente di colore e di ispanici (immagini quasi cult di molti film famosi, di fumetti, di videoclip di cantanti rock e pop), accompagnato però da un morboso desiderio di poesia in fondo unica realtà possibile e umana in un mondo minacciato perennemente dalla perdita di sé e…

Questa mirabile strada in salita, in arrampicata, tra voragini e abissi. Una lettura illuminante di “OCEANO IRRAZIONALE – Cronache di uno psicoterapeuta” di Matteo Maria Bonani

Ho appena finito di leggere il libro di Matteo Maria Bonani, “OCEANO IRRAZIONALE – Cronache di uno psicoterapeuta” (MAUNA LOA Edizioni, 2022). Un libro piuttosto interessante e, direi, appassionante. Oltre a definirlo una specie di avventura personale, che ha inizio dalla nascita dell’autore, la seconda parte si snoda in un percorso doloroso e di sofferenza nella condizione umana riguardo la malattia mentale e culmina con la coscienza di Matteo Maria Bonani il quale ha finalmente raggiunto la meta che forse non si prefissava in modo esplicito dal principio; o forse, decisamente, sì. Non è stato facile vivere e lottare per vivere (non lo è quasi mai per nessuno). Le difficoltà della vita sono sempre tante, di varia natura e spesso addirittura letali. Riuscire a trovare un pò di luce alla fine del tunnel non è mai del tutto scontato e comporta dei pericoli insieme a cadute e ricadute che ti formano e ti rafforzano spiritualmente certo, ma che ti possono anche piegare e catapultare in un vortice psichico di non – ritorno. Mentre proseguivo con la lettura delle pagine di “OCEANO IRRAZIONALE”, non ho potuto fare a meno di pensare al “demone” di James Hillman, cioè alla grandiosa scoperta che…

Versi spezzati e incerti di una poesia, frammenti dispersi e lacerati di un poema oltre il Tempo

Il cielo è bianco. La terra è bianca. L’aria è freddissima. Il mondo ha vissuto la sua apocalisse ormai da tempo. La civiltà è scomparsa dalla faccia del pianeta. Spazzata via forse da una guerra atomica, forse da un’immane catastrofe naturale o forse perfino di origine extraterrestre. La vita si è quasi estinta. La varietà di colori, con le loro molteplici sfumature, che caratterizzavano le terre emerse, è scomparsa. La fauna e la flora terrestri, evolutesi in milioni di anni, non esistono più. Era un pianeta meraviglioso la terra, il terzo di un sistema solare collocato non troppo al centro di una galassia come ve ne sono centinaia o anche migliaia in tutto l’Universo conosciuto o sconosciuto. Un pianeta meraviglioso la terra sì. Per il solo fatto che vi era la vita: forme di vita via via sempre più complesse fino a raggiungere quella umana, la più completa e complicata, la più enigmatica, la più sublime e, allo stesso tempo, la più controversa e la più contraddittoria, che si potesse mai immaginare e realizzare. Ma adesso è tutto finito … in questo ammasso sferico di macerie, di ceneri, di polveri radioattive, di strati su strati di scheletriche rovine, di inumani…

Joshua Tree. Un albero le cui radici toccano il centro della terra e dell’anima

Negli Stati Uniti d’America e nel mondo è conosciuto come Joshua Tree (ossia l’albero di Giosuè, il personaggio biblico dell’Antico Testamento, chiamato così dai primi coloni bianchi giunti nel deserto della California nel diciannovesimo secolo, appartenenti alla confessione religiosa dei Mormoni). E’ davvero un albero mitico. Ma forse più che mitico si potrebbe anche dire leggendario. Oggi si trova all’interno del Joshua Tree National Park, in un’area sacra ai nativi americani denominata il deserto del Mojave, in California. Un albero, oltretutto, che appartiene ad una specie molto longeva che può sopravvivere anche per diversi secoli. Un unico albero e un albero unico puntellato e circondato solo da rocce e da cespugli bassi. Solitario e grandioso, misterioso e immerso nella sua area sacrale, The Joshua Tree vive e si nutre di un paesaggio surreale e insieme irreale, altamente suggestivo e intensamente poetico. Artisti in ogni campo e di ogni tempo hanno immortalato quest’albero con le loro opere e per mezzo delle loro opere. Si dice che un poeta, un musicista, un pittore, uno scultore, un regista, uno scrittore recandovisi ai piedi di The Joshua Tree e sostandovi, anche per pochi minuti, non possa fare a meno di trovare ispirazione per le…

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