Egli quasi ammonisce di tacere e di ascoltare… “La neve” di Helge Rode
000 Primo piano , Helge Rode / 10 Febbraio 2026

Drammaturgo, commediografo, saggista e poeta, il danese Helge Rode (1870 – 1937), nelle sue liriche come, peraltro, in tutta la sua produzione letteraria, ha inteso esaltare i valori soprattutto spirituali della vita in contrasto con il dilagante materialismo di fine diciannovesimo e inizio ventesimo secolo. Gli aspetti stessi della natura, come si rileva dalla poesia “La neve”, delicata e soave dedicata proprio a questo tipico elemento invernale nordico, hanno un senso e un linguaggio comprensibili se trovano risonanza precisamente nello spirito dell’uomo, che da essi ritrae una semplice, gioiosa letizia e un profondo conforto del cuore e dell’anima. La neve evoca quiete, calma, sia perché giunge senza far rumore alcuno, sia perché spegne, o attutisce, suoni e voci umane e della natura. Per il poeta del Nord è veramente la cosa più pura della terra, che egli paragona alla piuma del leggiadro cigno, quando dal cielo bianco discende e si posa sulla mano delle creature umane, trasformandosi quasi subito in una lacrima di rugiada. La danza dei fiocchi di neve che cadono anima e rallegra i pensieri degli uomini che la guardano e che la vivono… sì i nostri pensieri, i quali diventano perciò leggeri, luminosi, talvolta fino a sfiorare…

“Mi piace il giallo perché mi assomiglia …”. Conversando con la scrittrice di gialli Cristina Origone
000 Primo piano , Cristina Origone / 2 Febbraio 2026

Cristina Origone è nata a Genova nel 1970. E’ fondatrice e curatrice del magazine online AGATHA – Donne che scrivono gialli, ed è la curatrice della collana NeroDonna di Golem Edizioni. Ha iniziato a pubblicare thriller nel 2004 con Delos Digital e in seguito con Fratelli Frilli Editore, ma ha esplorato diversi generi letterari pubblicando romance nella collana “Youfeel” Rizzoli e nella collana Elit – Harper Collins Italia. Suoi racconti sono presenti in diverse antologie e riviste fra le quali: Confidenze (Mondadori). Per Golem Edizioni ha pubblicato “Nessuno sa la verità”, la serie “Le indagini di Camilla Serra” (“Il suono del vento”, “Il sussurro della pioggia” e “Il silenzio della terra”) e ha dato vita alle avventure di Simone Marini Mameo in una serie di gialli (“Gatti e misfatti”, “Di miele e veleno” e “Gatti, dolci e delitti”). Ha pubblicato in self – publishing la serie “Le indagini di Elisa Canezza”, “Morte al bacio – Due sorelle & un gatto nero”, la prima indagine delle sorelle Ballerini e “Voci del tempo – 29 Regine del giallo in viaggio nel tempo”. Il suo thriller inedito “Occhi di neve” è stato opzionato per una serie TV da una casa di produzione americana….

“Per me scrivere è un piacere e un bisogno, non un sacrificio”. Conversando con lo scrittore Alessandro Cerutti
000 Primo piano , Alessandro Cerutti / 26 Gennaio 2026

Alessandro Nicola Alessio Cerutti è nato a Torino nel 1970. Ha frequentato la facoltà di Teologia di Torino laureandosi. Dal 2011 è professore di religione in diversi istituti superiori di Torino. E’ appassionato di montagna e ama moltissimo leggere. Fra i suoi libri pubblicati: “I cavalieri di Taurina” (Visual Grafika Edizioni, 2011); “La cripta” (Impremix Edizioni, 2022); “La stirpe di Kefa” (Impremix Edizioni, 2023); “L’Ordine del Mandylion” (Riccadonna Editore, 2017). Francesca Rita Rombolà conversa con lo scrittore Alessandro Cerutti. D – Ha scritto e pubblicato diversi libri, vero? Ne vuole parlare un po’ in sintesi? R – Ho pubblicato una trilogia fantasy, una trilogia gialla, un romanzo distopico, due romanzi di formazione, una raccolta di racconti gialli e una di racconti premiati a concorsi letterari. Mi ispiro a molti autori ma quello che sento vicino per la varietà di generi letterari è Franck Schatzing, un autore molto versatile che spazia dalla fantascienza al giallo medioevale. Non voglio con questo paragonarmi a lui, ma solo citare questo autore che mi ha ispirato. Non mi piace incasellarmi in un genere o in un ruolo, per questo mi diverto a mettermi alla prova con generi diversi. La risposta positiva a questo mio “azzardo”…

“A oggi, per ogni riga che scrivo, credo di imparare più io di quanto riesca a raccontare”. Conversazione con Tiziana Di Francesco, scrittrice e assistente emotiva

Tiziana Di Francesco è nata in una grande provincia del nord Italia. I suoi studi superiori, seguiti da innumerevoli approfondimenti dettati dalla sua immensa curiosità per la mente, il comportamento e l’essere umano, la spingono a cimentarsi spesso in esperienze personali tra le più bizzarre, per mera curiosità, facendole variare lavori, luoghi e posti. Riservata, ama poco parlare di sé, ma adora raccontare, narrare le milioni di vite di questo mondo caotico che ci circonda. Attualmente, Tiziana Di Francesco ha affiancato, da qualche anno, la libera professione come assistente emotiva, Talking cure e terapeuta in comunicazione. Ha pubblicato i seguenti libri: “Senza tempo” (Pathos Edizioni, 2018); “La vergine” (PubMe – Flying Book, 2020); “Per un sogno” (Selfpublishing, 2024). Francesca Rita Rombolà e Tiziana Di Francesco conversano insieme. D – Tizian, parliamo dei tuoi libri pubblicati? R – Buongiorno a tutti, grazie Francesca per la domanda. Ad oggi i libri pubblicati sono tre. Ogni libro è stato il risultato di un bisogno dell’anima di esprimere un contenuto, che emotivamente incontrasse una mancanza o una domanda che mi circondava. Il primo romanzo pubblicato è “Senza tempo” e narra la quotidianità di “una donna di tutti i giorni” con i suoi problemi, i…

“Le storie che scrivo sono un po’ atipiche perché mi piace esplorare l’animo umano”. Conversando con la scrittrice Roberta Costantini
000 Primo piano , Roberta Costantini / 12 Gennaio 2026

Roberta Costantini nasce a Roma il 15 ottobre 1969. Nel 2014 viene pubblicato, dalle Edizioni Croce, il suo primo thriller “Le visioni inquietanti di Allison” che, insieme ad altre due storie, darà origine alla trilogia di Allison e Kate dal titolo “Destini incrociati” edita, nel 2018, da Rei France Edizioni. Nel 2019 pubblica, con Scatole Parlanti Edizioni, la spy – story “Servizi&Segreti”. Nel 2021 Roberta Costantini crea la collana “Giallo e Nero” il cui primo libro è proprio “Servizi&Segreti” rinnovato nella copertina. Nell’aprile 2022 segue “Il castello di carte” e nel 2023 “Viceversa”. Nel 2024 esce, per Edizioni Vulcaniche” il giallo “Note di vendetta” e, nel 2025, “Trappola di ghiaccio”. Il suo sito web è: robertacostantini.com Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Roberta Costantini. D – Ci parli un po’, dei tuoi libri, Roberta? R – Le storie che scrivo sono un po’ atipiche perché mi piace esplorare l’animo umano. Sono convinta che in ognuno di noi ci sia una componente positiva e una negativa. I miei personaggi, sotto la spinta delle circostanze, vengono spronati a ribellarsi alla parte oscura che tutti noi abbiamo, pur di non deviare dalla retta via. In effetti, la domanda è sempre la stessa:…

… Un inno alla gioventù e alla vita nel gelo profondo della terra russa. “Inverno. Che fare in campagna? Di Aleksandr Sergeevic Puskin

Aleksandr Sergeevic Puskin (1799 – 1837) è il primo grande poeta russo. Egli seppe dare una voce autentica e originale alla letteratura della Russia, trovando nei modelli del romanticismo europeo, in particolare nel poeta inglese George Byron, il riflesso dell’inquietudine spirituale che travagliava lui e i suoi contemporanei. La sua vita fu breve ma intensa, quasi interamente dedicata alla creazione poetica; subì due brevi periodi di esilio e morì in duello. Insieme al tormento romantico, nei suoi versi è presente un certo spirito ironico e quasi scettico. Nella prima parte della poesia “Inverno. Che fare in campagna?” vi si nota uno stato d’animo annoiato … sorta di noia non ancora esistenzialista seppur infeconda e pigra dal punto di vista caratteriale e, allo stesso tempo, dell’ispirazione artistica. Il poeta descrive, minuziosamente e realisticamente, la propria vita oziosa nel lungo e rigido inverno di campagna dell’ immenso paese: senza malinconia alcuna o angoscia, o anche turbamento, piuttosto con un sorriso alquanto ironico per quel mondo opaco, lento, rigido e bianco di neve. Nella seconda parte della poesia è l’arrivo delle fanciulle che movimenta e anima la scena … a fatica il poeta riesce a scrivere qualche verso senza ispirazione e la rima…

LA GLORIA DEI CIELI IN FESTA

Perché il mondo rinnovi la sua veste, anche se vestito non è. Perché i giorni di un anno abbiano luci e ombre, anche se le ombre avvolgono il tempo e lo spazio. Perché la festa che annuncia l’inverno faccia splendere il sole, anche dove il sole non splende mai; e il solstizio vada sicuro verso l’imminente sorgere dell’aurora al termine della notte più lunga dell’esistenza. Un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.   LA GLORIA DEI CIELI IN FESTA Saldo nel silenzio primordiale l’Universo si espande nei suoi mondi, punti luminosi le stelle ora che le tenebre non sono più e la luce si invola nell’istante che libera la frazione dell’attimo. Che cos’è l’uomo? E’ una sera che pungola l’inverno a reagire anche quando quieta l’aria si adagia dopo il crepuscolo splendido a occidente del mondo nel suo rosso soffuso bagliore. Chi è l’uomo? Eoni ed eoni frammenti di un istante un millisecondo gettato nel lampo che lontanissimo va per i recessi cosmici verso le colonne portanti della Creazione. Perché l’uomo? Bianche si adagiano le case come cubi disuguali scagliati nel vento, poco più di un villaggio ormai con un glorioso passato che trascende i secoli nel portento enigmatico…

… Sulla scena di due “civiltà in conflitto” che assumeranno tanta rilevanza nei decenni futuri. “La terra abbandonata” di Bonaventura Tecchi
000 Primo piano , Bonaventura Tecchi / 15 Dicembre 2025

“La terra abbandonata” è il romanzo che lo scrittore Bonaventura Tecchi (1896 – 1968) terminò poco prima della morte. Questo romanzo – dunque – ha, per motivo ispiratore, il dramma dello scontro della civiltà contadina con la civiltà tecnologica. In questo scontro l’autore soffre fortemente il crollo dei più cari ideali di vita, soprattutto dell’incanto elegiaco che si effonde dalla terra abbandonata. Tutto questo mondo di pensieri e di pene, tutto il pathos che incarna l’intera vicenda del romanzo si concretizzano nella protagonista, Rapisarda, una delle figure femminili di Bonaventura Tecchi più complete e più sofferte e, in fondo, a lui più care, come uomo e come artista. Rapisarda, una contadina, lascia i campi e va a vivere in città per accontentare la figlia Rosanna, che è ammaliata dalla città e dalla vita che in essa vi si conduce. Ma, in città, Rosanna, che è sposata con Stefano, un modesto impiegato, avrà una relazione con un nobile ( un marchese) dal quale rimarrà incinta. Ella morirà a causa del parto, e il bambino – Momi – sarà allevato dalla nonna Rapisarda. Momi, crescendo, mostrerà una certa propensione per la campagna, la terra; sicché Rapisarda, che ha sempre avuto nel cuore…

Nella sensazione di un comune dolore che grava sul mondo. “Il taglio del bosco” di Carlo Cassola
000 Primo piano , Carlo Cassola / 9 Dicembre 2025

“Il taglio del bosco” è un racconto lungo che è fra le prime opere scritte da Carlo Cassola (1917 – 1987) – scritto fra il 1948 e il 1949, fu pubblicato nel 1950 su “Paragone”; è stato successivamente ristampato nel 1954 con altri racconti in un volume omonimo – ma che tuttora non pochi critici letterari considerano il capolavoro di questo scrittore. In “Il taglio del bosco” vi sono rievocate, con appassionata partecipazione, l’angoscia e la solitudine di un boscaiolo sui trentotto anni, Guglielmo, che, dopo aver perduto la moglie (e in ciò rivive la dolorosa esperienza dello scrittore) ed essere rimasto solo con due bambine, per fortuna accudite da una zia, nel lavoro accanito del taglio di un bosco – un lavoro senza un momento di sosta dall’autunno al mese di marzo successivo – cerca di superare la disperazione. Nulla, però, vale ormai per l’uomo, tanto il tormento della morte della donna amata lo tiene afferrato; a Natale, ad esempio, neppure il pensiero delle figlie riesce ad indurlo a lasciare per due giorni il bosco e tornare a casa da loro. E quando una volta si ammala, e nella capanna è in preda alla febbre, si sente addirittura felice…

“I poeti non parlano, creano risonanze”. Conversazione con Lavinia Pinello psicologa, scrittrice, sceneggiatrice, saggista
000 Primo piano , Lavinia Pinello / 4 Dicembre 2025

Lavinia Pinello è psicologa, scrittrice, sceneggiatrice e saggista. Come autrice spazia tra romanzi, racconti simbolici, saggi, graphic novel e sceneggiatura. Parallelamente alla scrittura narrativa, Lavinia Pinello svolge un intenso lavoro divulgativo e culturale. Partecipa, infatti, a convegni, tavole rotonde, festival dedicati alla letteratura, alla mitologia e al fantastico, portando uno sguardo unico che combina competenze psicologiche e conoscenza simbolico – narrativa. Coltiva, inoltre, una forte passione per la cultura pop e la narrativa di genere, che integra nella sua opera con approccio critico e ispirato. Francesca Rita Rombolà conversa di anima, di poesia, di letteratura con Lavinia Pinello. D – Vogliamo iniziare questa conversazione parlando un po’ dei libri che ha scritto e pubblicato? R – Certo, con piacere. Il mio lavoro nasce sempre da un punto di incontro tra psicologia, narrazione fantastica e simbolismo. Scrivo perché nella narrazione trovo una forma di conoscenza, un modo per dire ciò che la pura esposizione teorica non potrebbe contenere. In questo mi sento in continuità con la tradizione dei miti e delle fiabe, che non sono mai stati semplici intrattenimenti: erano, e restano, dispositivi simbolici. Nei miei romanzi e nei miei saggi cerco di fare ciò che Bruno Bettelheim descrive ne “Il…

Senza paura dinnanzi al monolitico muro del tempo. “Ragazzo di strada” di Stefano Diotallevi
000 Primo piano , Stefano Diotallevi / 24 Novembre 2025

E’ di sicuro un racconto lungo “Ragazzo di strada – Racconto musicale” (Armando Editore, 2025) di Stefano Diotallevi. Originale e accattivante è la copertina del libro che colpisce subito, al primo sguardo (forse ha un non so ché il quale rimanda vagamente all’America degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando il suo mito era forte e ancora genuino nei giovani di ogni parte del mondo). Dunque, c’è un particolare rilevante in ” Ragazzo di strada” che mi ha colpito e che, in un certo qual modo, sembra essere la chiave di lettura dell’intero racconto; si tratta della frase sul frontespizio, frase di Dino Buzzati: “Il tempo è fuggito via tanto velocemente/che l’animo non è riuscito a invecchiare”. Perché, ci si domanderà, questa frase è una chiave di lettura possibile? Penso che una possibile risposta possa essere per via, a causa, del tempo; sì la scansione temporale. In questo breve scritto di Stefano Diotallevi il tempo sembra si sia fermato o che scorra molto lentamente … o addirittura a ritroso. Il protagonista vive o, “ritorna”, agli anni della sua gioventù: all’estate, al caldo, all’amore, ad un modo di vivere, e di essere, comunque diverso da quello attuale. E ogni…

Quella appassionata comunione che va oltre la morte. “Il mistero del Poeta” di Antonio Fogazzaro
000 Primo piano / 17 Novembre 2025

“Il mistero del Poeta” di Antonio Fogazzaro (1842 – 1911) è stato definito il romanzo della passione italiana e della nostalgia esotica; ed è anche stato detto che in tutta la storia della letteratura italiana (attraverso i secoli) non è mai, in fondo, comparso, dopo il Petrarca, (periodo Medioevale) un libro – romanzo d’amore tanto schietto, immediato, vibrante, doloroso e insieme umano. E’ l’amore del Poeta, un italiano ardente, che narra in prima persona la vicenda della sua passione per una ragazza, Violet Yves, figlia di un pittore inglese, ma orfana, stabilitasi con gli zii in Germania dove si è promessa ad un professore tedesco. Le vicende della passione dei due giovani hanno note davvero intense e drammatiche in un susseguirsi di struggimenti e confessioni reciproche. La conclusione sarà tragica: la morte improvvisa per sincope di Violet quando, appena iniziato il viaggio di nozze, assisterà ad un colloquio piuttosto violento fra il marito, il Poeta, e l’uomo del suo primo amore che l’aveva sedotta e abbandonata. Pagine strazianti (fra le più strazianti dell’intero romanzo) quelle che preludono la morte di Violet: cupe, indefinite, nebulose che si intrecciano poi con altre di una sensualità languida e delicata a un tempo, sulle…

“La musica e la poesia sono ossigeno per il corpo, sono come il sale per il mare. Fanno parte di me”. Conversando con il poeta e musicista Santo R. Saraco
000 Primo piano , Santo R. Saraco / 10 Novembre 2025

Santo R. Saraco nasce a Locri nel 1988. Nel 2013 conosce Francesco Benevento, musicista, con il quale da vita al suo attuale gruppo musicale, i Nostrana, nel quale è percussionista e autore, in parte, dei testi. Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie “A cosa servon le parole”. Nel 2016 pubblica la sua seconda raccolta di poesie, “Vagabondo”, arricchita da disegni creati dall’amica e artista Lara Gregori. Dall’incontro, sempre nel 2016, con la regista e performer Amalia De Bernardis e con l’attrice Martina Manera nasce, nel 2017, CONCERTATO – uno spettacolo teatrale di poesia e corpo, ispirato e tratto dalle sue opere, che viene portato in scena nella stagione 2017 – 18 in varie rassegne, teatri e locali. Nel 2018 pubblica la sua terza raccolta di poesie “My name’s Histoire” e, nel 2020, pubblica “Stand By”, una raccolta di storie, canzoni e poesie con illustrazioni di artisti vari. Nel 2023 alcune opere di Santo R. Saraco vengono scelte dalla coreografa e ballerina Fanny Genna per dare vita ad uno spettacolo di danza e teatro, FREEWOMAN, con tema la violenza contro le donne, che lo vede fra i protagonisti. Nel 2025 pubblica “Malanova Express”, la sua nuova raccolta di…

Forse la prova narrativa più riuscita di questo fecondo scrittore di frontiera. “La miglior vita” di Fulvio Tomizza
000 Primo piano , Fulvio Tomizza / 4 Novembre 2025

Accolto, fin dal suo primo apparire, con molto fervore dalla critica, e premiato con il Premio Strega nel 1977, il romanzo “La miglior vita” di Fulvio Tomizza (1935 – 1999), del quale quest’anno ricorre il novantenario della nascita, è stato giudicato da diversi critici letterari il più completo fra tutti quelli scritti e pubblicati da questo autore il quale, impegnato in una narrativa essenzialmente tradizionale, coerente e fedele alla matrice di “scrittore di frontiera”, continua a raccontare ancora, come negli altri suoi romanzi, la storia della sua terra istriana lungo un preciso itinerario artistico e umano. Il romanzo è la rievocazione in prima persona che Martin Crusich, il sagrestano di una piccola parrocchia istriana di confine, dalla parti di Buje e di Umago, fa di quella che è stata la vita della parrocchia stessa dagli inizi del secolo ventesimo fino agli anni ’70 dello stesso, attraverso la presenza e l’alternanza di sette parroci (molto diversi per origine, carattere, virtù e vizi) che si sono succeduti nel corso degli ultimi decenni e a cui Martin è stato vicino in modo costante. Datate, appunto, agli inizi dell’anno 1975 sono le righe che il vecchio sagrestano scrive con la mano stanca e che…

Luci che muovono verso chi le scorge – anche e ancora – in lontananza …

E’ un tempo che annuncia il raccoglimento interiore. Un tempo per meditare e per riflettere su se stessi e su tutto ciò che ci circonda. Un tempo che avvicina di più a noi i nostri cari morti … una vera festa tutta per loro. Dedicata a loro. Perché la luminosità dei loro occhi vivi entri nei nostri e non si spenga mai. Perché ciò che ci rende consapevoli e forti nelle avversità possa essere fresca sorgente per il loro spirito e quiete per la loro anima. Un tempo e un giorno elargiti per chi amò e praticò la pace e la giustizia, il bene e la verità, percepì il senso profondo dell’umano patire e dell’umano agire. Nello splendore e nella gloria luci che muovono verso chi le scorge – anche e ancora – in lontananza … poiché il vicino e il lontano non arretrano di fronte all’inesorabile che, a volte, sembra sovrastarci e renderci impotenti. Così l’autunno apre le sue porte, e ci invita ad entrare pienamente nella sua bella e modesta dimora. VOLTI CHE PIU’ NON VEDI Silenti i crepuscoli serali, di un rosso acceso le nubi trascolorano a Occidente nella quiete che precede la sera. Fra poco la…

…Fra gli incerti confini della vita e della morte. “Le stelle fredde” di Guido Piovene
000 Primo piano , Guido Piovene / 21 Ottobre 2025

Il romanzo “Le stelle fredde” di Guido Piovene (1907 – 1974) è quasi una sofferta meditazione sulle condizioni esistenziali dell’uomo di oggi (forse perfino oltre il post – moderno), esposta senza preoccupazioni di ordine prettamente “narrativo”, nel senso che il romanzo vuole essere voce diretta, forse meglio, quasi “pensiero scritto” del travaglio interiore dell’autore, attento a ricostruire un lucido, ma piuttosto negativo, bilancio delle sue esperienze e dei casi degli altri uomini. Il protagonista di “Le stelle fredde” narra come, dopo aver troncato ogni legame con il passato, specialmente quello affettivo, in seguito all’abbandono dell’amante, si ritira in campagna, nella casa avuta in eredità dal nonno, e dove sta, solo, suo padre. Ma il rapporto con il padre non sarà per niente facile; per questo egli si isolerà sempre di più e andrà a vivere nella stanza più lontana e scialba del palazzo intorno al quale si estende una campagna ampia e luminosa. Ma nel palazzo e fuori succedono cose davvero strane; fra l’altro un giorno viene trovato morto, ucciso in circostanze misteriose, una persona che precedentemente aveva tentato di uccidere il protagonista. Questi allora, sospettato di essere l’assassino, si nasconde in un luogo solitario dove incontra (per caso?) un…

Una scrittura … forse pur essa metafora nella metafora di un oggi che ormai va oltre la stessa post – modernità in tutti i sensi e in ogni senso insieme. “Il burò delle persone scomparse” di Adele Costanzo
000 Primo piano , Adele Costanzo / 17 Ottobre 2025

Proprio fresco di stampa, addirittura freschissimo (forse sono una delle prime lettrici affezionate ad averlo letto), ecco il terzo romanzo di Adele Costanzo sul Grand Tour dal titolo “Il burò delle persone scomparse” (Readaction Editrice Roma, settembre 2025). Adele aveva promesso di scriverlo. E lo ha fatto. Il volume è ben curato nei dettagli tecnici. Presenta una bellissima copertina con sfumature di azzurro che si alternano a colori pastello, catturando l’occhio fin da subito; pagine ampie e ben “squadrate” e dei caratteri di scrittura legibilissimi, anche a persone anziane e con problemi di vista. Ritroviamo gli stessi personaggi (Antonia, Henri, Bachume, Florentin e adesso il figlio Didier) degli altri due romanzi, ma trenta anni dopo! E’ il 1746. Primavera. Il gendarme Florentin, insieme al figlio Didier e alla moglie di lui, ha messo su un burò delle persone scomparse, perciò Antonia ed Henri si rivolgono a loro l’una per cercare la sorella Annetta, scomparsa molti anni prima, l’altro il figlio naturale, Armand, che ora dovrebbe essere un giovane ben piantato. Le loro vicende in questo volume si svolgono tra la Francia del Nord (Normandia e Bretagna) e il Piemonte (con una breve sosta a Genova e una sortita in Spagna)….

“Abbiamo sempre bisogno di nutrire la nostra anima, e la Poesia è, fra tutti quelli possibili, un nutrimento eccellente”. Un intenso dialogo con la poetessa Sonia Giovannetti
000 Primo piano , Sonia Giovannetti / 14 Ottobre 2025

Sonia Giovannetti è poetessa, scrittrice saggista e critica letteraria. Fa parte di molte associazioni promotrici di arte e letteratura, è membro e presidente di giuria a premi letterari nazionali, internazionali e in alcuni istituti di istruzione secondaria. Numerose poesie, racconti e saggi sono stati pubblicati da testate giornalistiche, riviste, antologie letterarie e raccolte poetiche. Sul periodico di informazione “Il Nuovo” ha curato, con i suoi componimenti, la rubrica letteraria “In punta di penna”. Della sua poesia si sono occupati illustri letterati e le sue opere hanno ottenuto il primo premio a molteplici concorsi letterari nazionali e internazionali per la Poesia, la Narrativa, la Saggistica e per l’impegno sociale. Fra i vari riconoscimenti le è stato conferito anche il “Certamen Apollinare Poeticum 2019” dall’Università Pontificia Salesiana, il premio “Caput Gauri 2019” e il premio speciale al Premio della Svizzera “Switzerland Literary Price” a Lugano 2024. Alcune sue opere sono state tradotte in inglese, azero, cinese e spagnolo con una pubblicazione nel 2024. Le opere di narrativa di Sonia Giovannetti: “Le ali della notte” (Armando Curcio Editore, 2014); di poesia: “Ho detto alla luna” (Aletti Editore, 2012), “Tempo vuoto” (Tracce Editore, 2013), “Un altro inverno” (Kairòs Editore, 2015), “Dalla parte del tempo”…

Quasi come un “sassolino nella scarpa” del cuore e dell’anima. “Autunno” di Vincenzo Cardarelli

In questa poesia, dal titolo “Autunno”, il poeta Vincenzo Cardarelli (1887 – 1959) descrive le sensazioni che si succedono nel suo, e nel nostro animo, all’avvicinarsi dell’autunno, avvertito con un certo doloroso stupore già nei presagi del vento di agosto, nelle improvvise e intermittenti piogge di settembre, in particolari giornate di sole pallido e incerto, con nuvole in cielo bianche ed enormi che corrono come branchi di cavalli selvatici in una steppa preistorica, quando sembra che la terra tutta, ormai priva della sua lussureggiante vegetazione estiva, sia attraversata da un brivido di freddo sottile e breve più dell’attimo. L’autunno, che via via lentamente scorre, si porta seco i giorni lieti e felici, vigorosi e ardenti, complicati eppure semplici, sofferti e insieme liberi: perciò, in questa stagione, si riflette con amarezza il declino della gioventù, che ci saluta un poco beffarda forse; dolorosa metafora, ahimè, dell’inesorabilità e della velocità del tempo che passa lasciando su di noi i segni , sia fisici che mentali, del suo tocco impercettibile. “Autunno” è una poesia intensa e raccolta, ricca di sfumature disincantate e tristi nonché di palese amarezza; espressione veramente sofferta di chi vede, con nostalgia, spegnersi poco alla volta l’età più bella. Le…

“Credo che raccontare e, di conseguenza, scrivere sia una parte della mia vita personale”. Conversando con la scrittrice Daniela Ferraro Pozzer

Daniela Ferraro Pozzer è nata a Napoli nel 1963 e vive a Roma dove, da oltre venti anni conduce giochi di ruolo da tavolo, inventandone trame e ambientazioni. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo “La Locanda della Quercia Incantata” (Acar Editore), cui hanno fatto seguito “Il Libro di HennetH” e “Il Signore delle Tre Lune” (GDS Editrice). L’intera saga si intitola “Le Storie della Locanda”. Ha scritto racconti brevi premiati e pubblicati su diverse antologie. Nel 2019 esce il suo primo romanzo breve “L’amabile Elèna – Il diario delle conseguenze” (Echos Edizioni) e, nel 2022, “Facili impronte” (GPM Editore). In collaborazione con Antonella Turchetti, ha pubblicato anche due saggi: “La Filastrocca dei 13 Folletti” (Echos Edizioni, 2017) e “La Filastrocca delle 13 Fate” (Echos Edizioni, 2020). Nel 2024 Daniela Ferraro Pozzer pubblica il romanzo “Inseguendo Hamelin” (Marlin Editore). Pagine Facebook dei libri fantasy: https://www.facebook.com/LaLocandadellaQuerciaIncantata/; https://www.facebook.com/IlLibrodiHennetH/; https://www.facebook.com/ilSignoredelleTreLune/; https://www.facebook.com/LeFilastrocchediNonnaGnoma/ Francesca Rita Rombolà conversa con la scrittrice Daniela Ferraro Pozzer. D – Daniela Ferraro Pozzer, mi pare di capire che le tue preferenze di scrittrice vanno al genere fantasy, perché? R – I miei fantasy hanno delle caratteristiche particolari: potrebbero essere dei thriller, se non appartenessero a questo particolare genere, che io…

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