I poeti romantici e l’unità dell’Europa
000 Primo piano / 22 Settembre 2020

Nei primi decenni del 1800 gli stati europei assistono alla nascita di quel movimento culturale rinnovatore conosciuto come Romanticismo. Il Romanticismo si presenta, fin da subito, quasi come un soffio di vento, improvviso e impetuoso, che travolge l’anima e la mente e si distende, supino e quieto, su una brezza leggera che sembra cullare i sensi, lo spirito, le passioni. Le nazioni dell’Europa del Nord (quali, ad esempio, l’Inghilterra, la Francia, la Germania) riscoprono le proprie radici storiche e antropologiche in un passato che si condensa nel Medioevo quando ciascun popolo europeo acquista la propria identità culturale, religiosa ed etnica e inizia a sentirsi parte integrante di un vasto territorio che da Nord a Sud, da Est ad Ovest ha un qualcosa di comune e di molto simile. Ma, insieme a ciò, queste stesse nazioni riscoprono anche il mondo classico mediterraneo, la sua classicità così importante e così tanto ispiratrice per la formazione della civiltà occidentale in una luce diversa ossia quella del Mito, che trasforma la realtà trasfigurandola in un principio ideale eterno il quale sa di eroicità e di bellezza. Molti poeti, infatti, “presi” da tale idealismo, lasceranno la propria terra per cercare al Sud (quel Sud mediterraneo…

Chiara Giacobelli. Lo scrittore come messaggero tra chi comunica e chi riceve la comunicazione
000 Primo piano , Chiara Giacobelli / 17 Settembre 2020

Chiara Giacobelli è una scrittrice e una giornalista. Nata nel 1983, si è laureata con lode in Scienze della Comunicazione con una tesi sul cinema di Michelangelo Antonioni e Luchino Visconti, per poi specializzarsi, sempre con lode, in editoria, comunicazione multimediale e giornalismo presso l’università di Roma Tor Vergata, dove ha conseguito il Premio Reali destinato ai più brillanti studenti dell’ateneo. Ha iniziato a dedicarsi al giornalismo nel 2006. Nel 2010 è entrata a far parte dell’ ufficio stampa del Senato della Repubblica a Palazzo Madama. Nel 2011 ha esordito ufficialmente come scrittrice con il libro “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita”, seguito da “1001 monasteri e santuari in Italia da visitare almeno una volta nella vita”, “Forse non tutti sanno che nelle Marche…”, “101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita”. Ha anche pubblicato il romanzo “Un disastro chiamato amore”, e altre pubblicazioni varie. Cura un blog culturale sull’Huffington Post e scrive per varie testate tra cui il gruppo Qn (La Nazione, Il Giorno, il Resto del Carlino), Affari Italiani, Luxgallery, Bell’Italia e In Viaggio. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com. Francesca Rita Rombolà e Chiara Giacobelli conversano insieme. D – Chiara…

Lo Spirito Lakota parte dalle librerie italiane
000 Primo piano / 8 Settembre 2020

L’artista Lakota Jim Yellowhawk pubblica il suo primo libro direttamente in Italia: una raccolta di opere che testimoniano lo spirito dei Lakota-Sioux, fiero popolo di Toro Seduto E’ grazie alla casa editrice Mauna Kea, già nota per aver pubblicato il Lessico Lakota, che contiene il primo dizionario Italiano-Lakota, che esce in questi giorni nelle librerie italiane e negli shop online un libro da non perdere per tutti gli appassionati di Nativi Americani: Spirito Lakota. Lakota Spirit, una opera completamente bilingue, con testo in italiano e in inglese. L’artista Lakota Jim Yellowhawk racconta, con parole e stupende opere, il passato e il presente del suo fiero popolo. Attraverso 70 stupende tavole a colori, Yellowhawk ci dischiude le porte della cultura Lakota e ci racconta le cerimonie e la storia del suo popolo: le Black Hills, Toro seduto, Cavallo Pazzo, i pow wow, le tradizioni. Narrati attraverso immagini di pura arte nativa ricca di simboli ancestrali. Chiediamo alla responsabile della casa editrice Mauna Kea, Raffaella Milandri, come sia stato per un autore nativo americano partire dall’Italia per la pubblicazione. “E’ una scelta coraggiosa: Jim ha  pregato prima di firmare il contratto. L’Italia ha un vasto pubblico di appassionati della cultura degli Indiani…

L’algoritmo che compone versi

Di recente è stato chiesto ad un algoritmo, da parte di una società situata nella Silicon Valley (California, USA), la Yewno esattamente, la cui piattaforma mette in connessione i concetti che trova nel suo archivio memorizzando ogni giorno milioni di pagine, di comporre una poesia così come l’avrebbe scritta, ad esempio, Emily Dickinson o Novalis o John Keats o Eugenio Montale. In modo specifico, per “l’esperimento” fu scelto il poeta italiano Eugenio Montale. E l’algoritmo, servendosi dei concetti, la compone, non uguale in tutto e per tutto ad una poesia di Eugenio Montale, ma nello stile attinente e proprio della sua poetica, lasciando sbalorditi gli stessi ricercatori che gli avevano inoltrato la richiesta in quanto i versi composti sono risultati “perfetti” nell’assonanza, nella metrica, nella sintassi e nell’allitterazione, e addirittura nel sentimento e nel pathos che hanno saputo ricreare… quasi come se la poesia fosse stata scritta dal poeta in persona, magari ritornato, per qualche attimo appena, dall’Aldilà. Ecco la poesia di Eugenio Montale scritta – elaborata dall’algoritmo in questione: “Ciò che rimane è l’esile traccia di filigrana che leggera segua i nostri passi è l’idea di te che lascerai la mia vita ed io che incerto proseguo il mio…

La Cina odierna e il concetto taoista del Wu – wei
000 Primo piano / 26 Agosto 2020

Cina del V secolo d. C. I due pensatori Hsiang e Kuo dettero, per la prima volta, una nuova interpretazione alle primitive idee taoiste sulla naturalezza e sull’artificiosità, sull’Yu – wei, o dell’avere, e sul Wu – wei, o del non avere attività (tradotto anche con non – azione). Quando c’è un cambiamento di circostanze nell’ordine sociale, nuove istituzioni e costumi vengono spontaneamente prodotti. Lasciare che essi si sviluppino significa seguire il corso naturale delle cose ed essere quindi Wu – wei, cioè non azione. Opporsi ad esse e voler mantenere ciò che è vecchio, fuori tempo e artificioso è Yu – wei, cioè con azione. In un passo del Commentario del Tao di Hsiang e Kuo è scritto: “Quando l’acqua scorre dall’alto verso la pianura la corrente è inarrestabile. Quando le piccole cose si associano a ciò che è piccolo e le grandi a ciò che è grande la loro tendenza non può essere ostacolata. Quando un uomo è vuoto e senza inclinazioni ognuno gli darà il contributo della sua saggezza. Cosa deve fare chi è a capo di uomini quando ci sono da affrontare diverse correnti e tendenze? Egli, semplicemente, confida nella saggezza del tempo, si affida alla…

Latore di un messaggio poetico elevato e misterico. Un senso possente di Eterno in “Cuore d’Ombra” di Simone Colaiacomo

“Ma il pensiero volge/ingenuo ad un eterno/che ormai/ha lasciato in me/solo il sapore/del tempo passato./Il mio è un/Cuore d’Ombra.” “Cuore d’Ombra” di Simone Colaiacomo, edito da Horti di Giano, forse una silloge poetica, forse un poemetto in tre parti che lascia il segno nel lettore attento come in quello meno attento. Innanzitutto la veste grafica del libro: il colore lilla con qualche sfumatura di viola scuro nel nome dell’autore e nel titolo dell’opera e il medaglione dentro il quale un volto inquieto, pensieroso e in abbandono forse medita sui grandi temi dell’Essere o forse riposa soltanto. Curato in ogni suo particolare, il volumetto intero si fa di sicuro latore di un messaggio poetico elevato e misterico. I versi sono parole alate, le parole si fanno parola, la Parola crea e genera l’Universo e, oltre l’Universo, l’incredibile e l’impossibile. Il poeta sa che, a un certo punto della propria vita, deve compiere un viaggio interiore alla ricerca di se stesso e del Tutto e per cercare di riavvicinare l’uomo al Tutto affinché il senso del divino che permea le cose tutte possa essere esperito e infine mostrato per la completezza e l’appagamento dell’intero genere umano. La discesa agli Inferi del poeta…

“La bellezza, la bravura, la fascinazione possono nascondersi ovunque”. Un dialogo intenso e semplice con Simone Colaiacomo
000 Primo piano , Simone Colaiacomo / 28 Luglio 2020

Simone Colaiacomo ha pubblicato i romanzi: “Sotto il portico (2005), “Bardos e la stirpe degli Enchil” (2010) e “Nostra Signora delle Ceneri” (2017); i saggi: “Autopsia della Bestemmia” (2004, “A ritroso…” (2005) e “L’Ombra del Cristo” (2008); il racconto noir “I vicoli di Mala Strana” (2012) e diverse poesie nelle raccolte di AA. VV. dal titolo “Il libro dei sogni” (2006) e “Raccontare Roma” (2007). Strumentista e compositore, è il bassista e tastierista della band progressive e art rock Karmablue con la quale ha realizzato l’album “Nè apparenze nè comete” (2018). Ha anche pubblicato un album gothic rock da solista. E’ speaker su STAP RADIO con la trasmissione “Genius Loci” e gestisce il blog letterario STORIE HORROR – www.storiehorror.net. Sulla linea di confine tra una raccolta poetica e un poemetto il volume “Cuore d’Ombra” (2018) edito da Horti di Giano. Francesca Rita Rombolà e Simone Colaiacomo dialogano insieme su i diversi aspetti dell’Arte. D – Simone Colaiacomo, artista poliedrico attento ai diversi aspetti dell’Arte. Cosa puoi dirmi di questi diversi aspetti dell’Arte che prendono forma nei tuoi libri? Libri di poesia, saggi, romanzi? R – Buongiorno a tutti i lettori! La mia vita è sempre stata caratterizzata dall’influenza costante di…

“Scrivo cogliendo l’attimo”. Breve dialogo con Claudio Rampin
000 Primo piano , Claudio Rampin / 13 Luglio 2020

Claudio Rampin, nato a Conselve, in provincia di Padova nel 1957, dal 1978 risiede a Novara dove lavora. Amante dell’arte e della fotografia, nel 1997 ha allestito una mostra fotografica nella città di Adria (RO) dal titolo “Spray collection”, riproposta poi nel 2001 presso la biblioteca “Carlo Calcaterra” di Bellinzago Novarese (NO). Ha realizzato fino ad oggi diciannove pubblicazioni ed è presente in centoundici antologie e altri libri. Sono molte le province italiane che, nel corso degli anni, hanno beneficiato della sua adesione ad almeno una o più iniziative e concorsi culturali. Dall’inizio del 2015 riprende il conteggio da zero, e attualmente sono sessantuno. Inoltre, lo si può leggere spesso sulle riviste siciliane “Il Convivio” ed “Eventual – mente”. Francesca Rita Rombolà ha dialogato brevemente con Claudio Rampin. D – Claudio Rampin, ha scritto e pubblicato molti libri. Un titolo, in particolare, al quale è più legato degli altri e perché. R – Con sincerità le rispondo che il libro a cui sono più affezionato è “Sante Porte di Novara”. Il libro citato è una specie di guida sulle chiese di Novara, inoltre include una serie di chiese sconsacrate e non più aperte al culto, e le cappelle delle varie…

Un sound anche intriso di blues. Joseph Porcaro e i Toto
000 Primo piano , Joseph Porcaro / 9 Luglio 2020

Canzoni quali “Africa”, “Stop loving you”, “Rosena”, “Pamela” fra le più conosciute, ascoltate e apprezzate da milioni di fan in tutto il mondo hanno fatto la storia di un certo rock americano: melodico ma non sdolcinato, potente e compatto ma non duro, ascoltabile, ballabile, dal ritmo irresistibile eppure in un certo qual modo profondo e metropolitano, attento alle problematiche di una società in mutamento e, nello stesso tempo, capace di dare intensi spunti di riflessione e lasciare ampio spazio ad una atmosfera esotica che sa di sogno e di poesia. Questo rock americano è stato, in un certo senso, creato, ideato, realizzato e diffuso in America e nel mondo dai Toto la band leggendaria della famiglia Porcaro. Chi erano e cosa hanno rappresentato i Porcaro? Una famiglia di musicisti sì, che hanno fondato una band alla quale hanno dato il nome di Toto (un nome italiano, sorta di nickname piuttosto diffuso fra le persone di sesso maschile in Calabria e il cui nome di battesimo è Antonio), composta dal padre Joe e dai tre figli, Jeff (1954 – 1992), batterista; Steve, tastierista; Mike (1955 – 2015), bassista. Era il 1976 quando Joseph Porcaro, insieme ai suoi tre figli (Jeff, Steve,…

La musica giusta al momento giusto. Addio ad Ennio Morricone
000 Primo piano , Ennio Morricone / 8 Luglio 2020

“Quando la musica finisce raccogli la pistola e cerca di sparare. Cerca.” “Colonnello, prova con questa. Indio, tu il gioco lo conosci.” Dopo queste battute famose dette da un Clint Eastwood schivo quanto ineguagliabile nella parte de “Il monco” nel film di Sergio Leone “Per qualche dollaro in più”, ecco che la musica parte sicura, tagliente eppure sospesa, precisa, la musica di un carillon pensata per evocare, per ricordare, per conservare la memoria di affetti perduti, di momenti dolci eppure tragici… la musica di un grande compositore quale è stato Ennio Morricone. Ennio Morricone, il compositore, il maestro, il creatore di colonne sonore di film mitici che hanno fatto la storia del cinema non soltanto italiano ma mondiale, si è spento ultranovantenne all’alba del 6 luglio scorso in una Roma avvolta dal caldo endemico di luglio. Con Ennio Morricone scompare uno dei più grandi compositori di colonne sonore di film di ogni genere. Registi quali Sergio Leone, Quentin Tarantino, Martin Scorsese, Carlo Verdone, Pier Paolo Pasolini e altri giganti del cinema internazionale hanno sempre pensato bene di affidare la parte musicale dei loro film al genio di questo straordinario compositore romano, convinti che la musica giusta, al momento giusto, nella…

Esce la antologia di Gramsci  curata da Mario Di Vito: “per capire il presente e  immaginare un futuro migliore”
000 Primo piano , Mario Di Vito / 7 Luglio 2020

E’ in uscita in questi giorni in libreria  la antologia di “Quaderni del Carcere” di Antonio Gramsci curata dal giornalista Mario Di Vito e edita dalla Mauna Loa Edizioni. E’ una edizione importante perchè, come dichiara il curatore: «Questa antologia si propone di illustrare in maniera chiara i punti cardinali del pensiero di Antonio Gramsci in modo da offrire a chi si avvicina a lui un primo sguardo, comunque ampio, alle sue tematiche. La profondità delle sue posizioni e la forza e la tenacia con cui ha continuato a portarle avanti anche dopo essere stato incarcerato dicono molto sulla storia del nostro paese e possono anche aiutarci a capire il presente e a immaginare un futuro migliore». Gramsci trasmette nei brani scelti da Di Vito la  coerenza profonda del suo pensiero: un intellettuale e filosofo, prima ancora che uomo di partito, d’ispirazione universale e incredibile attualitá.  I Quaderni del carcere sono la raccolta degli appunti, dei testi e delle note che Antonio Gramsci iniziò a scrivere dall’8 febbraio 1929, durante la sua prigionia nelle carceri fasciste. In questa antologia la selezione e divisione in capitoli del curatore è effettuata nell’ottica della maggiore chiarezza possibile, anche per dare la possibilità, a chi ne sia completamente all’asciutto,…

La doppia valenza della solitudine. “L’inganno della solitudine” primo romanzo di Simona Marocco
000 Primo piano , Simona Marocco / 1 Luglio 2020

Tommaso, Paola, Rossana, Daniele, Cinzia sono i personaggi del romanzo “L’inganno della solitudine” di Simona Marocco edito dalla casa editrice Horti di Giano. Le loro esistenze, forse soltanto in apparenza solitarie, si intrecciano come in un gioco piuttosto strano che finirà, appunto, nell’annullare il tarlo segreto della solitudine. Rossana, amica di Tommaso, è un’insegnante di educazione fisica in un istituto superiore, Valeria è la sua “alunna del cuore”, Daniele e Cinzia i genitori di Valeria, Paola è la convivente di Tommaso. Vite normali eppure particolari, quotidianità che talvolta sanno di amarezza e di riflessione, di sofferenza interiore e fisica, di incomprensione e di abbandono sullo sfondo di una Torino post – industriale e post – moderna incapace di reagire alla crisi, anche economica, sociale dei tempi e che tuttavia riuscirà a dare, alla fine, una risposta positiva ai personaggi della storia, a ciascuno separatamente e a tutti quanti insieme. Intensa e di una certa profondità è la riflessione di Rossana sul senso della vita e sulla solitudine fisica e dell’anima. Ella, che vive sola e si è saputa costruire uno spazio tutto suo dopo la morte tragica del suo compagno Roberto, comprende appieno il dilemma che può scatenare la reazione…

L’apporto del poetare o della poesia. “E piove ancora” di Francesco Montalto
000 Primo piano , Francesco Montalto / 25 Giugno 2020

Una raccolta di poesie breve, definirei il volumetto “E piove ancora” di Francesco Montalto. Poesie che toccano vari argomenti e aspetti di un vissuto lacerato e spesso pieno di disincanto, versi che giocano con ciò che le emozioni e i ricordi possono produrre nell’anima… un’anima che sembra ferita e disillusa ma pur sempre capace di rispondere ad ogni tempesta, caos, travolgimento con il “farmaco benefico” della poesia. Ecco, ad esempio, i versi della poesia “Calde strade”: Calde strade/che si perdono nel nulla/la pelle brucia/sotto il sole rovente/Puttane a buon mercato/si incontrano/all’entrata di sudici motel/dove accamparsi per poco tempo/e sentirsi vivo. Stringata e asciutta nel linguaggio, realistica e mordace nelle descrizioni forse fa scaturire nel lettore un moto profondo che agita fino a scuotere l’essere tutto, e la sua immediatezza ha un ché che lascia quasi interdetti. Vi scaturisce un senso di inadeguatezza marcata che si trasforma in una sorta di malessere esistenziale con un occhio vigile sulla possibilità di riscatto (sociale? Morale? Spirituale e umano?). “E piove ancora”, silloge poetica che si colloca come appropriata metafora di un tempo (o di tempi, se si preferisce) che ha mutato e stravolto i normali paradigmi, non solo di una civiltà con valori…

Il vento, e la sua ombra. In ricordo di Carlos Ruiz Zafòn
000 Primo piano , Carlos Ruiz Zafòn / 22 Giugno 2020

Dopo Luis Sepulveda un altro grande scrittore di lingua spagnola si è spento pochi giorni fa, esattamente il 19 di giugno. Carlos Ruiz Zafòn avrebbe compiuto cinquantasei anni il prossimo 20 settembre, era nato infatti nel 1964 a Barcellona, in Spagna. E’ morto a Los Angeles, in California (Stati Uniti d’America) stroncato da un cancro al colon. Scrittore di spessore mondiale, portatore di un senso della scrittura e della letteratura come strumenti di comunicazione universale, Carlos Ruiz Zafòn era considerato uno dei massimi scrittori spagnoli. Le sue opere sono state tradotte in ben cinquanta lingue, quindi si può dire veramente in ogni angolo del pianeta a dimostrazione, forse, di come il concetto di globalizzazione ha un valore molto positivo e altamente significante per quanto riguarda le lettere. Ci lascia prematuramente Carlos Ruiz Zafòn, ancora al culmine di una giovinezza avvolta dalla piena maturità dell’età che induce alla vera e profonda comprensione di se stessi, delle cose tutte, di quel che abbiamo vissuto, che stiamo vivendo e che forse vivremo. Carlos Ruiz Zafòn è stato l’autore della tetralogia “Il Cimitero dei Libri Dimenticati” composta da: “L’ombra del vento” (il più conosciuto dei suoi libri che ha venduto milioni di copie nel…

Una poesia che non si concede mai subito. Renè Char e il mistero della sua poesia
000 Primo piano , Renè Char / 17 Giugno 2020

Renè Char (1907 – 1988), poeta, francese. Il suo cognome è breve e duro. Nella Resistenza portava un altro nome, più melodioso: Capitaine Alexandre. La Resistenza in Francia si chiamava “Maquis”, come l’impenetrabile macchia che copre certe zone della Provenza. Renè Char abitava in Provenza, esattamente a L’ Isle – sur la Sorgue. Nella lotta clandestina Renè Char era un combattente, un soldato. C’è, in fondo, una gloria antica nella combinazione di poeta e soldato, basti pensare a Wilfrid Owen, a Ernst Junger, a Miguel de Cervantes e alla poesia dei samurai del Giappone antico: il poeta come eroe guerriero, quasi mitologico. Nel caso di Renè Char l’aspetto mitologico sembra sia ulteriormente rafforzato dal mistero della sua poesia: una poesia che non si concede mai subito, che sfida e mette alla prova. Versi misteriosi e non conformisti certo, nei quali echeggia latente una sorta di “recondita antichità” che stabilisce le proprie leggi e ha la propria storia. Versi che vanno letti in lingua originale (il francese) per poterli comprendere e gustare appieno. Versi che forse catapultano in una specie di incantesimo da cui emerge lentamente un senso che non corrisponde alle parole, ma che tuttavia cattura finché non si riesce…

La Poesia è espressione dei sentimenti di un artista. Breve dialogo con Chiara Taormina
000 Primo piano , Chiara Taormina / 9 Giugno 2020

Chiara Taormina nasce a Palermo nel 1973, dove vive e lavora. Ha una formazione classica avendo frequentato Lettere e Filosofia all’università. Ha ottenuto premi e menzioni in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali. Da sempre amante della natura, ha deciso di dedicare molti dei suoi scritti alla causa per la tutela dei diritti animali scrivendo dei libri per ragazzi apprezzati e recensiti anche dalla LAV (lega antivivisezione). Nel 2012 pubblica un libro per ragazzi “I racconti di Leccius, l’albero saggio” con illustrazioni di Serena Pieri. Sue liriche sono presenti in antologie di poeti contemporanei. Fra le sue pubblicazioni: la raccolta di poesie “La voce della sera”, il racconto “Le rose del silenzio”, “Ruggero e la macchina del tempo”, con la speciale prefazione di Luis Sepulveda, “La fantastica storia della fata Lunina”. Francesca Rita Rombolà e Chiara Taormina dialogano insieme. D – Chiara Taormina, parliamo un pò dei suoi libri. R – Da diversi anni mi dedico alla letteratura per bambini. Ho pubblicato diversi titoli, riscuotendo un discreto successo. I protagonisti dei miei libri sono quasi sempre animali a cui affianco bambini dall’animo sensibile e nobile, che si prodigano per aiutare chi è meno fortunato su questo pianeta. Non è casuale…

Metafora di un viaggio particolare. “Next stop Anagnina” di Meri Jo
000 Primo piano / 29 Maggio 2020

Volumetto dalla foggia briosa e dal rosso caliente, “Next stop Anagnina” di Meri Jo, edito da Horti di Giano Editore, si presenta fin dalla prima pagina divertente, ironico e rilassante. L’autrice racconta con un linguaggio schietto e immediato le avventure, o meglio, le disavventure vissute in prima persona ogni giorno soprattutto sulla linea della metro A Anagnina, la principale linea metro di Roma. Episodi solari e buffi si intrecciano ad aneddoti curiosi. Alla fermata della metro di una città come Roma si possono incontrare persone di ogni tipo la cui caratterizzazione li fa subito diventare personaggi di tutto rispetto. Anzi l’autrice ne fa proprio una specie di classifica con tanto di grafico con dati e indicazioni piuttosto precise. Vi è il turista la cui abilità speciale è l’ottimismo, vi è il ragazzo – abilità speciale il menefreghismo – e poi l’operaio – abilità speciale la determinazione – e l’impiegato che sfoggia, quale abilità speciale, una faccia da snob, e ancora la vecchietta che si serve – quali abilità speciali “proprie” – del sorriso gentile e affabile; volti e figure che chi frequenta abitualmente la metro principale e più affollata della capitale (la metro A Anagnina, appunto) riconosce subito. Di che…

“Rimini Criminale”: Rimini sotto assedio nell’atteso libro di Luca Cafaro edito dalla Mauna Loa edizioni
000 Primo piano / 25 Maggio 2020

Monumenti e vie di Rimini fanno da scenario a una storia mozzafiato in cui fino all’ultimo è dubbia la soglia tra coloro che sono vittime e carnefici. Il libro è in uscita in questi giorni, l’autore è Luca Cafaro e la casa editrice è la Mauna Loa, “sorella” esordiente della Mauna Kea, nota soprattutto per le uscite dedicate ai Nativi Americani. La Mauna Loa, invece, si dedica agli autori emergenti e spazia su diversi generi. Dice Raffaella Milandri, fondatrice della Mauna Kea e Mauna Loa: “Siamo particolarmente orgogliosi di “Rimini Criminale”, un thriller molto curato e preciso come un orologio”. Vediamo insieme la trama: una serie di crimini, apparentemente non collegati tra loro, dilaga tra le strade cittadine e le campagne di Rimini. Per il vicequestore Lombardi e la sua squadra è una matassa davvero difficile da sbrogliare. È proprio dietro la figura tranquilla del professor Casagrande, docente di lettere al Liceo, che si nasconde la soluzione: porterà a una banda straniera che coordina un incredibile e efferato traffico di vite umane. E la risposta di tanti misteri che lo coinvolgono nasce dal suo cuore nuovo, un trapianto che avrà risvolti imprevedibili. Un thriller avvincente, dal finale imprevedibile. Il libro…

Maria Domenica Lazzeri e la “passione vivente” di Cristo nel libro “La manutenzione dell’universo” di Pino Loperfido
000 Primo piano , Pino Loperfido / 21 Maggio 2020

“La manutenzione dell’universo” è un libro di Pino Loperfido autore di saggi, di romanzi, di piece teatrali già conosciuto da poesiaeletteratura.it, il suo ultimo libro, nel senso che è uscito nel marzo 2020. Un libro di sicuro diverso da molti altri libri, dalla maggior parte dei libri in primis per l’argomento che tratta. L’autore affronta quasi una prova con questo libro, una prova piuttosto difficile dalla quale uscirà rafforzato nello spirito e nell’anima. Egli racconta di una figura straordinaria e, al tempo stesso, semplice: la mistica trentina Maria Domenica Lazzeri vissuta nel diciannovesimo secolo. Maria Domenica Lazzeri, conosciuta familiarmente anche come la Meneghina, nasce a Capriana, un piccolo villaggio sulle montagne del Trentino – Tirolo, nel 1815. A tredici anni perde l’amato padre, e da allora in poi ella soffrirà di una strana febbre, una “febbre nervosa intermittente”. In famiglia sono rimasti in sei: la moglie di Bortolo Lazzeri e i cinque figli, due maschi e tre femmine, inclusa Maria Domenica. Bortolo Lazzeri era mugniaio, e presso il mulino lavorerà il resto della famiglia. Nell’estate 1833 Maria Domenica Lazzeri vive un evento della sua vita piuttosto strano che sarà forse determinante per il suo futuro di mistica stimmatizzata, e cioè…

La Morte è forse il mistero più grande. “Il dubbio di Signora Morte” di Francesco Loretucci

Che cos’è la Morte? Un passaggio verso una dimensione altra? La fine assoluta della vita, quindi di tutto? La Morte è forse il mistero più grande. La Morte rende tutti uguali al suo cospetto. Di fronte alla morte non c’è ricco o povero, bianco o nero, vecchio o giovane, uomo o donna. La Morte annulla per sempre quelle distanze sociali che la vita non riesce mai a colmare. “Il dubbio di Signora Morte” è un volume di racconti di Francesco Loretucci edito dalla casa editrice Horti di Giano. Forse la prima cosa che colpisce leggendo questi racconti è la bravura con la quale l’autore riesce a personificare la Morte. Egli sa dosare ogni caratteristica, ogni sentimento, ogni emozione: ironia, paura, incredulità, sgomento, fatalità, perfino una certa comicità sembrano dare ai personaggi tutti dei racconti un modo precipuo di interagire con la Morte. Ne “Il dubbio di Signora Morte” il racconto più lungo, quello che apre il volume e da il titolo all’intera raccolta, la Morte si trasforma in una sorta di giudice in terra la cui sentenza si fa implacabile verso coloro che si sono macchiati di crimini in un tempo remoto, sicuri di non essere mai scoperti e di…

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