“L’ Arte è la nostra parte divina”. Conversando con la regista Irene Magnani
000 Primo piano , Irene Magnani / 28 Aprile 2021

Irene Magnani è nata nel 1971. Sceneggiatrice e regista, ha lavorato “dietro le quinte” per una decina di anni occupandosi della gestione di cinema e teatri dove ha potuto conoscere, dal suo interno, questo mondo e tutto il comparto che vi ruota attorno. Poi ha voluto mettersi in gioco ascoltando la sua creatività, così ha approfondito studiando sceneggiatura, storytelling e cinema e ha realizzato dapprima cortometraggi (dove ha sperimentato sia la fiction che l’animazione) per passare in seguito al lungometraggio. La sua opera prima “Testimoni Silenziosi”, un corto sulla tutela dell’ambiente nello specifico rapporto uomo – albero, ha vinto, nel 2019, il Corto Fiction di Chianciano Terme. Nel 2020 ha realizzato un cortometraggio di animazione sulla lotta al Covid 19. La sua terza opera è un lungometraggio, “L’oro di Pietro”, in fase di produzione, che potrebbe essere nelle sale nel 2022. Irene Magnani ha vinto diversi premi e ricevuto varie onorificenze. Francesca Rita Rombolà e Irene Magnani conversano per poesiaeletteratura.it D – Irene Magnani, cosa significa lavorare “dietro le quinte” del cinema e del teatro? R – Chi lavora dietro le quinte su un set, in un teatro si occupa di tutto quello che lo spettatore non vede ma che…

Nuovo anno genuino e verace. “Suites di fine anno” di Roberto Maggi
000 Primo piano , Roberto Maggi / 21 Aprile 2021

“Suites di fine anno” è un romanzo di Roberto Maggi, direi un romanzo particolare e di certo interessante per la sua originalità narrativa. Innanzitutto il linguaggio: forse un pò ridondante e talvolta eccessivo in quanto si adatta al climax della narrazione e alla incisività dell’atmosfera che permea e avvolge le varie situazioni, e poi la scrittura: un flusso di coscienza, portato avanti dal protagonista – io narrante dal principio alla fine, non sempre rispettoso delle regole grammaticali come, in fondo, è piuttosto giusto che sia (vedi i famosi flussi di coscienza dei protagonisti di “Ulysses” di James Joyce e di “Il male oscuro” di Giuseppe Berto). Il romanzo, come indica fin dall’inizio lo stesso titolo, si propone al lettore quasi in veste di concerto di musica classica: è, infatti, suddiviso, a mò di capitoli, in cinque parti ciascuna delle quali è proprio, in un certo senso, uno spartito a sé. Le cinque parti sono: Preludio: Toccata; Primo movimento: Allemanda (Andante); Secondo movimento: Capriccio (Allegro); Terzo movimento: Sarabanda (Scherzo); Quarto movimento: Finale. L’ultimo dell’anno (la notte di Capodanno, per intenderci) è una notte un pò strana, a volte meravigliosa, a volte noiosa, a volte frivola, a volte intensa ma comunque è…

Un profluvio di immagini visive e metafore. “I colori che non hai saputo vedere” di Carmelita Caruso
000 Primo piano , Carmelita Caruso / 14 Aprile 2021

Ho fra le mani il volume “I colori che non hai saputo vedere”, silloge poetica di Carmelita Caruso. E’ un libro bello, colorato, fatto di mille armonie d’estate; una copertina in cui prevale il rosso dei papaveri fioriti e il rosso di labbra sensuali: un accostamento fra donna, natura ed estate molto riuscito. Il libro è edito dalla casa editrice Mario Vallone Editore (marzo 2021) ed è un profluvio di immagini visive e metafore in cui si intrecciano pezzi di anima e filamenti di sentimenti con note di colore che si espandono fluidamente in una abbondante varietà di policromie. Infatti, ad ogni poesia è come “abbinato” un dipinto che sembra completarla e rimandare ad una profonda quanto intensa introspezione. La poesia “Il colore che non hai saputo vedere”: “Ho dato tanto colore/tanto quanto l’arcobaleno,/ma tu/non l’hai saputo vedere”. Lineare e scorrevole nella sua brevità, diretta nel messaggio che invia, fugace nel rimpianto, ferma nell’amarezza; e il dipinto di un volto di donna inserito in un rombo, simbolo di femminilità ancestrale, il cui unico occhio azzurro guarda lontano perdendosi forse nell’azzurro più vasto del cielo o del mare. O anche la poesia “Colori”. “I due colori del cuore/e dell’anima” che in…

Il vissuto dell’attimo. I duecento anni dalla nascita di Charles Baudelaire

Duecento anni fa, il 9 aprile 1821, nasceva, a Parigi, Charles Baudelaire. Poeta ribelle, anticonformista, controverso e brillante, arguto nei versi, innovatore nella poetica; fin dal primo istante del suo poetare si presenta come un poeta capace di cambiare il modo di fare letteratura. Il suo ingegno è acuto, la sua lingua affilata, dolorosa e mordace, la sua profondità di guardare oltre il velo che avvolge le cose rasenta quasi la chiaroveggenza. Egli osserva la realtà, osserva il suo mondo e il suo tempo e mette in versi tutto ciò che riscontra di ingiusto, di efferato, di incredibile e di improbabile. Vede il futuro, il futuro dell’Europa e dell’Occidente, il futuro del mondo nei suoi immani cambiamenti e nei suoi incredibili stravolgimenti. Non a caso egli scrisse “I Fiori del Male”, silloge poetica dallo spessore letterario, umano, dissacrante dalla portata inaudita destinata nel tempo ad essere quasi un’ icona della poesia che inaugura una difficile modernità ed una ancor più difficile post – modernità. A duecento anni esatti dalla nascita Charles Baudelaire ha ancora molto da dire all’uomo, forse ancora troppo da dire all’umanità, perché un vero poeta non può che riproporre, ancora e sempre, il vissuto dell’attimo nell’abisso senza…

Il poeta e la Poesia in ogni attuale momento esistenziale. “Scene da un interno” di Roberto Maggi
000 Primo piano , Roberto Maggi / 7 Aprile 2021

In primis, sfogliando la silloge poetica di Roberto Maggi, colpisce la foto all’inizio del volume: foto di un interno, con ombre e luci, chiaroscuri e colori sfumati che catturano subito l’occhio. “Scene da un interno” è poesia che stravolge, fin dal principio, e che insieme coinvolge, che spinge alla riflessione e che lascia perplessi e un poco attoniti per la lingua e lo stile, le argute metafore, l’osservazione minuziosa delle cose tutte, lo scavo profondo e doloroso in esse, il far conoscere cosa si cela inconsciamente oltre il sipario. La silloge è composta da quattro sezioni – Metropolis a fuoco, visioni a 180°, Bestiario digitale, Istantanee di niente – tutte decisamente forti e taglienti come una lama che penetra nella carne e lacera. Il poeta coglie la realtà attuale di un mondo avulso, frammentato, spesso allucinato e allucinante, i suoi mali e le sue perversioni, la sua consistenza distorta e la sua frequenza distopica e li canta per l’uomo che sa e vuole ancora ascoltare perché, non mi stanco mai di ripetere, la funzione della poesia (o almeno la sua principale funzione) è trarre canto anche dal sangue e dal letame, dando un senso compiuto all’Essere transeunte. Dalla prima sezione…

E’ solo il principio

E’ solo il principio Un rombo di luce dagli abissi più profondi dell’Universo dove la luce non è nemmeno più… ha spezzato i sigilli della pietra ha accecato gli uomini rudi soldati e niente più. Era un giardino spoglio nonostante la primavera, nudi i rami degli alberi intrappolati le foglie e i fiori nell’inverno del tempo. L’aurora già indora il cielo è un giorno nuovo e rinnovato, sazi e abbandonati nel sonno dormono i potenti all’ombra dei loro troni effimeri ignaro va il povero a mendicare dove sempre si posano i suoi stracci pacata e silenziosa ogni madre si affanna a preparare il pane unico alimento dell’umanità affamata e il cane randagio, l’asino il bue aggiogato rimarcano al mondo il dolore di vivere. E’ pieno giorno ormai fiori e foglie a profusione: la dolce pace di una festa segreta. Cosa è successo? Cosa è avvenuto? Niente sarà più come prima. Cosa avverrà? Cosa succederà? Lo spazio il tempo la morte i luoghi la storia tutto è stato sconfitto … E’ solo il principio. Francesca Rita Rombolà P. S. – Buona Pasqua ad ogni essere vivente della terra.

L’amore verso le storie. Conversando con Andrea Martina, scrittore e sceneggiatore
000 Primo piano , Andrea Martina / 30 Marzo 2021

Andrea Martina è uno scrittore, sceneggiatore e autore teatrale. Ha pubblicato i romanzi “Fratelli di strada” (Il Filo, 2012), “C’è chi dice no” (Lupo Editore, 2015) e “La terza stagione” (2019). Per il teatro ha scritto e interpretato gli spettacoli “Il Gigante – La vita nel carbone” (2015), “Amata terra mia – Domenico Modugno prima del mito” (2016) e “Gino Bartali” (2020). Ha realizzato anche lo spettacolo “Il Mediterraneo di De André” da cui sono stati ricavati un omonimo saggio, pubblicato nel 2017, e una turnée di un anno e mezzo con più di cento date in tutta Italia. Collabora con “LOST – L’Osservatorio delle Serie TV” dell’Università del Salento. In ambito audiovisivo ho realizzato, come sceneggiatore e aiuto regista, il cortometraggio “Turno di notte” (2021) diretto da Angelo Cascione, mentre figura come sceneggiatore e produttore in diversi spot pubblicitari, “Passo a due”, “Il mare ti aspetta”, e videoclip. Andrea Martina è docente di sceneggiatura e scrittura creativa per School Masters Team. Dal 2021 collabora con la casa editrice “I libri di Icaro” in qualità di curatore della collana narrativa. Francesca Rita Rombolà e Andrea Martina conversano insieme D – Andrea Martina, scrittore e sceneggiatore. Cosa hanno in comune (e…

Switzerland Literary Prize

    Scadenza Iscrizioni 15.aprile 2021 Cerimonia di premiazione sabato 25 settembre2021 PREMI   Cat. “A” libro edito di narrativa di poesia o di saggistica in lingua italiana, francese,tedesca, inglese, spagnola   1° classificato  CHF 1000 + trofeo 2° classificato             trofeo 3° classificato                         targa 4° classificato             targa 5° classificato             targa   Cat. “B” opere inedite di poesia in lingua italiana, in lingua italiana,francese,tedesca,inglese,spagnola   1° classificato  CHF  500 + trofeo 2° classificato             trofeo 3° classificato                         targa 4° classificato             targa 5° classificato             targa   Cat. “C”. narrativa inedita breve in lingua italiana,francese,tedesca,inglese,spagnola,   1° classificato  CHF 500  + trofeo 2° classificato             trofeo 3° classificato                         targa 4° classificato             targa 5° classificato             targa       Cat. “D”. silloge poetica inedita in lingua italiana.   1° classificato  pubblicazione + trofeo 2° classificato  pubblicazione + targa 3° classificato  pubblicazione + targa 4° classificato             targa 5° classificato             targa   Cat. “E”. romanzo inedito o raccolta di racconti in lingua italiana.   1° classificato  pubblicazione + trofeo 2° classificato  pubblicazione + targa 3° classificato  pubblicazione + targa 4° classificato             targa 5° classificato             targa   Saranno inoltre assegnati i seguenti premi:   Premio della giuria (targa) Premio della critica (targa) Premio…

Il vento azzurro della primavera e della poesia

Il vento azzurro dei poeti. Il vento azzurro della poesia. Il vento azzurro che porta con sé la speranza e il sogno. Il vento azzurro che porta il silenzio dell’anima e la voce della libertà. Il vento azzurro che porta il calore e allontana il freddo del lungo inverno dell’immaginazione. Il vento azzurro che spira dai monti al mare e dalle vette più alte alle pianure più ampie. Il vento azzurro che spira dal cono terminale dei vulcani alle onde infinite degli oceani. Il vento azzurro della vita e della morte. Il vento azzurro della vita. Il vento azzurro del risveglio. Il vento azzurro della poesia. Il vento azzurro dell’uomo che ama, e sa che l’amore può tutto e va oltre il Tutto. Il vento azzurro della primavera. Il vento azzurro del suo primo giorno. PRIMAVERA SILENZIOSA E SILENTE L’inverno è forse il volto gelido della morte? Forse i suoi occhi colmi di vuoto scrutano senza guardare? Riposano lieti finalmente i morti nel primo giorno del risveglio universale e coloro che i propri morti piangono sentono il caldo sole dell’alba. Il Canto rinnova la terra scorre cristallino e sobrio il ruscello di montagna, ritmo e danza è la cascata sulla…

“La Poesia occuperà sempre un posto d’onore”. Conversazione con Roberto Maggi
000 Primo piano , Roberto Maggi / 10 Marzo 2021

Roberto Maggi nasce a Roma, dove si laurea in Scienze Biologiche. Amante della natura, indirizza i suoi interessi professionali e personali verso tematiche legate all’ambiente e all’ecologia. Inizia a scrivere fin dall’adolescenza, nutrendo una passione particolare per la Poesia. Nel 2014 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Schegge liquide” edita da Aletti Editore. Seguono apparizioni su varie antologie poetiche: “Federiciano 2014” (Aletti Editore); “Vivo da poeta” (Montecovello Editore, con menzione di merito), nonché la sua prima pubblicazione in prosa: Il racconto breve “Irish blues” nell’antologia “1000 parole” (Montecovello Editore, 2015). Nel 2015 Roberto Maggi, insieme al pianista Theo Allegretti, avvia un progetto che unisce musica e poesia: la performance “Suoni di – versi”. Nell’aprile 2019 pubblica la raccolta di racconti “Suites di fine anno” (Florestano Editore). Nello stesso anno pubblica anche la raccolta antologica “Il diario della Natura” (Fuorilinea Edizioni). Nel gennaio 2021 Roberto Maggi pubblica la sua seconda raccolta di poesie dal titolo “Scene da un interno” (Terra D’Ulivi Edizioni). Francesca Rita Rombolà e Roberto Maggi conversano insieme di poesia, di musica, di attualità. D – Roberto Maggi biologo, come riesce ad avere un rapporto particolare e intenso con la Poesia? R – Come ci viene…

Samira Makhmalbaf, una regista donna che racconta la donna

Samira Makhmalbaf, regista e donna, nasce a Teheran, in Iran, il 15 febbraio 1980. Figlia del famoso regista iraniano Mohsen Makhmalbaf, già all’età di otto anni compariva nell’acclamato film “The Cyclist” diretto dal padre. Dopo aver terminato la scuola di cinematografia, è stata assistente alla regia del padre per il film “Il Silenzio”. Ha debuttato alla regia di lungometraggi a soli venti anni, classificandosi come la regista più giovane in assoluto del mondo, con la pellicola “La Mela” nel 1998. Il film è stato presentato al Festival di Cannes, edizione 1998, e premiato in una delle sezioni collaterali. Fra i suoi film più importanti, oltre al già citato “La Mela”, si ricordano “Lavagne” (2000), “Joy of Madness” (2003), “Alle cinque della sera” (2003). Samira Makhmalbaf è veramente una regista donna che racconta la donna, in contesti difficili, e non di certo a favore della donna, in paesi quali l’Afganistan e l’Iran in cui i diritti delle donne sono spesso calpestati e derisi se non addirittura inesistenti. Il suo cinema coraggioso ha fatto conoscere all’Occidente super tecnologizzato e foriero dei diritti umani, civili e politici, delle donne in primis, una realtà diversa, sconosciuta, spesso oscura e profonda in cui la donna…

“La Poesia è indispensabile nella crescita e nello sviluppo umano”. Un dialogo breve e intenso sulla poesia con Giovanni Tavcar
000 Primo piano , Giovanni Tavcar / 5 Marzo 2021

Giovanni Tavcar è nato a Trieste. E’, per sangue e collocazione culturale, poeta di tre lingue e tre culture diverse: l’italiana, la slovena e l’austriaca. Egli risulta essere, con queste caratteristiche, il poeta più originale di Trieste, intesa come città mitteleuropea. Fino ad oggi ha pubblicato venticinque raccolte di poesie nonché diversi altri volumi (saggi, biografie, traduzioni poetiche, riflessioni religiose).Collabora con diverse riviste culturali con articoli musicali, poesie, prosa, approfondimenti religiosi e traduzioni poetiche (italiano, sloveno, tedesco e viceversa). Ha poi pubblicato sedici raccolte di poesie di gruppo con altri autori. Premiato in numerosi concorsi nazionali e internazionali di poesia, è stato anche quaranta volte finalista e ha vinto più di un centinaio di diplomi d’onore, di merito, encomi solenni, ecc. ecc. Gli sono stati assegnati cinquantasei premi speciali “Ad personam”. Giovanni Tavcar è presente in diversi dizionari, atlanti e enciclopedie e in più di un centinaio di antologie diverse (anche di carattere scolastico). Francesca Rita Rombolà e Giovanni Tavcar dialogano sulla poesia. D – Vedo, dottor Tavcar, che la sua produzione poetica è piuttosto notevole, e allora mi può dire come sente, come percepisce, come vive e come giudica la Poesia? R – Innanzitutto, non sono dottore. Dimentichi, perciò,…

“Scrivere è sempre stato il mio sogno”. Conversando con Ezio Gavazzeni
000 Primo piano , Ezio Gavazzeni / 25 Febbraio 2021

Ezio Gavazzeni nasce a Milano, dove vive e lavora. E’ laureato in Scienze del Servizio Sociale, master in Managment per la PMI, diploma superiore in Tecniche di Marketing. Per diciotto anni alle dipendenze dell’ Università Statale di Milano dove ha pubblicato, con altri, undici articoli scientifici. Dal 1986 al 2011 ha collaborato, in modo continuato, con diverse agenzie stampa e case editrici: News, Proget, PrePress, Motta Editore, Giuffré Editore. Ha lavorato per diverse redazioni di settimanali e mensili occupandosi della correzione bozze e revisione testi, tra le tante: “Mondo Economico”, “Il Mondo”, “Bella”, “L’ Europeo”, “Capital”, “Donna Moderna”, “Photo”, “Elle”, “Marie Clare”, “Astra”, “Playstation”, “World”, “Ville e Giardini”. Negli anni ’90 e fino al 2001 Ezio Gavazzeni si è occupato, in modo continuato e assiduo, della correzione bozze delle collane Mondadori con circa 32 – 33 testi all’anno: Gialli Mondadori, Urania, i Romanzi, Best Seller e Segretissimo. Per la Motta Editore ha curato la redazione dell’Enciclopedia della Letteratura Internazionale e l’Annuario del Cinema per diversi anni. Come redattore e coautore ha legato il proprio nome alle guide di viaggio “Portogallo Madeira e le Azzorre”, “Grecia 2 isole greche”, “Parigi”, “Milano” (Mondadori 1998). Nell’ottobre 2015 inizia a dirigere il Laboratorio di…

Gli oscuri e aurei cancelli dell’Eternità. Per il bicentenario della morte del poeta John Keats
000 Primo piano , John Keats / 23 Febbraio 2021

Poeta fra i massimi esponenti del Romanticismo inglese, colui che ne ha incarnato appieno i valori, le finalità, le idee, il senso artistico e umano più autentico, John Keats compie oggi, 23 febbraio 2021, i duecento anni della propria dipartita da questo mondo e da una vita brevissima segnata dal dolore ma anche dall’intensità, dalla profondità e dal sublime afflato della poesia. Venerdì 23 febbraio 1821 è l’ultimo giorno di vita di John Keats. Le sue ultime parole sono rivolte all’amico Severn che lo assisteva sul letto di morte: “Severn Severn sollevami sto morendo, morirò facilmente e in modo lieve, non spaventarti. Grazie a Dio è giunta l’ora …”. Poi un po’ più tardi: “Non respiratemi addosso, sembra ghiaccio”. Morirà alle undici di sera. Due giorni dopo, il 25 febbraio, il dottor Clark, il medico inglese che lo aveva in cura, fa l’autopsia e trova che i polmoni di quel corpo giovane e bello sono completamente devastati. John Keats è morto di tubercolosi ad appena ventisei anni (essendo nato il 31 ottobre 1795 a Finsbury nei pressi di Londra) al pari di altri poeti romantici quali Novalis e Tieck e come gli eroi di un mondo mitico, leggendario, lontano, forse…

… Attimi vibranti e ardenti avvolti dall’amore. Le “Quartine” di Omar Khayyam
000 Primo piano , Omar Khayyam / 13 Febbraio 2021

Nulla, in fondo, si sa di Omar Khayyam uno dei massimi e più celebri poeti e uomini di cultura dell’Iran dell’X – XI secolo circa. Egli nacque probabilmente in uno degli anni della prima metà del V secolo dell’Egira (computo cronologico – temporale musulmano). Nemmeno l’anno della sua morte è noto con esattezza. Forse è avvenuta intorno al 510 dell’Egira (1130 d. C. circa). Delle caratteristiche della personalità di questo poeta si tramanda che egli si dedicò con molto impegno all’insegnamento e alla produzione letteraria. E’ conosciuto in tutto il mondo soprattutto per le sue famosissime “Quartine”, opera poetica dal rilievo molto alto e dalla sensibilità profonda e raffinata. Da una riflessione non superficiale delle “Quartine” di Omar Khayyam si evince che egli forse non era un poeta faceto e che, tramite tali componimenti poetici, non cerca di mettere in risalto la sua arte poetica, il gusto ricolmo e la natura brillante che si riteneva conveniente possedere, bensì di esprimere in versi i pensieri e le meditazioni della sua mente vigile, aperta e grande. Egli ha, infatti, uno stile e una eloquenza trascinanti: è scorrevole e semplice come l’acqua, è molto lontano da artificiosità e formalismo, non tende ad abbellire…

“La scrittura è il mezzo che ho scelto per esprimermi”. Cinzia Fiore Ricci parla di sé e della scrittura
000 Primo piano , Cinzia Fiore Ricci / 10 Febbraio 2021

Cinzia Fiore Ricci nasce a Roma nel 1971. Inizia la sua attività come fotografa, sua grande passione, dove avrà modo, per diversi anni, di entrare in contatto con grandi colleghi del mondo dello spettacolo, della moda, del reportage. Inizia a scrivere per caso, spinta dall’esigenza di esprimere il suo estro. Il suo primo libro, “La rosa del mare”, è un romanzo erotico. Nel 2015 esce un suo racconto, “Il limbo della verità”, per la collana indipendente “Attimi infiniti”, progetto fondato da Walter Padovani e Andrea Lagrein. “Fino all’ultimo respiro” è il primo di quattro libri della serie “Colpe d’amore” pubblicato dalla ErosCultura nel 2016. “Innamorarsi a Natale” è un racconto breve che Cinzia Fiore Ricci auto pubblica nel dicembre 2016. Nel gennaio 2017 esce la sua prima raccolta di poesie “Essenza di Donna”. Nel marzo 2017 Cinzia Fiore Ricci diventa socia di EWWA. Nel novembre 2017 esce un suo racconto per la collana erotica “Passione Fucsia” della Clown Bianco Edizioni dal titolo “MeravOgliosa”. Francesca Rita Rombolà e Cinzia Fiore Ricci conversano insieme. D – Cinzia Fiore Ricci cosa ha chiesto, e cosa continua a chiedere, alla scrittura? R – Non credo di aver mai chiesto qualcosa in particolare alla scrittura….

“Amo molto tutti i libri che ho pubblicato, e li amo nella loro interezza” Conversazione con Piera Mattei, scrittrice ed editore
000 Primo piano , Piera Mattei / 1 Febbraio 2021

Piera Mattei, dopo una laurea in filosofia, studi e realizzazioni nel campo del teatro e del cinema e una collaborazione decennale alle pagine culturali di testate nazionali e riviste culturali, dal 1991 al 2013 è stata nella redazione della rivista di poesia internazionale “Pagine” per la quale si è occupata soprattutto di critica letteraria e di traduzione di poeti stranieri. Nel 2010 ha fondato le Edizioni Gattomerlino, delle quali è la responsabile editoriale, firmando anche all’interno della sua casa editrice introduzioni, traduzioni, curatele. Negli ultimi venti anni ha pubblicato raccolte di poesie – “L’infinito dei verbi”, Manni, dicembre 2019, è la sesta – raccolte di racconti, libri per l’infanzia, testi di critica letteraria. Ha firmato molte traduzioni di prosa e poesia, in particolare di poeti contemporanei d’Europa e d’America e di classici degli ultimi secoli. Piera Mattei, come poetessa e narratrice, è presente in numerose antologie ed è tradotta in molte lingue: inglese, francese, spagnolo, russo, turco, estone. Francesca Rita Rombolà e Piera Mattei conversano di poesia, di cultura e altro per poesiaeletteratura.it. D – Piera Mattei, iniziamo la nostra conversazione per poesiaeletteratura.it con la Poesia, cioè tutto ciò che Piera Mattei ha fatto e fa per la Poesia, e…

Premio Letterario Città di Castello

PREMIO LETTERARIO «Città di Castello» XV edizione 2021   REGOLAMENTO   Art. 1  L’Associazione Culturale «Tracciati Virtuali» indice la XV edizione del Premio Letterario «Città di Castello», riservato a opere inedite, che dovranno essere tali sia al mo­mento dell’iscrizione che al momento della premiazione finale. Art. 2  Il concorso, a tema libero, è diviso in tre sezioni: Narrativa, Poesia e Saggistica. I lavori, su formato max A4, dovranno essere necessariamente scritti a macchina o al computer: non vengono pertanto accettati manoscritti. La quantità di pagine (circa 2.000 caratteri cad.) per la narrativa dovrà essere compresa tra un minimo di 50 e un massimo di 180; per la saggistica il quantitativo minimo dovrà essere di 60 per un massimo di 200; per la poesia il quantitativo minimo accettato sarà di 25 poesie per un massimo di 60. Art. 3  I concorrenti dovranno far pervenire, entro e non oltre il 30 giugno 2021, a mezzo posta elettronica (premioletterariocdc@libero.it) il seguente materiale: 1) File dell’opera in formato word o pdf; 2) breve presentazione dell’Autore con i dati anagrafici completi e l’indicazione della fonte da cui è stata appresa la notizia del concorso, recapiti postali e telefonici; e-mail; 4) attestato dell’avvenuto pagamento del rimborso…

Wallace Stevens. Il poeta che va, dolorosamente e coraggiosamente, in direzione della luce
000 Primo piano , Wallace Stevens / 19 Gennaio 2021

Wallace Stevens (1879 – 1955), poeta americano, sensibile quanto colto e di una profondità schiva e spesso oscura, si colloca quale figura singolare e tuttavia specifica nella letteratura americana del Novecento, assurgendo a voce di spicco di elevato livello universale. Nella sua prima silloge poetica, pubblicata nel 1923, dal titolo “Harmonium”, vi è già, visibilmente delineata, la sua poetica, sorta di ideale di una poesia sublime intesa come riscatto per un mondo in cui ogni agire umano è privo di idealità e di idealismo e ogni fede (religiosa, politica, sociale, etica ecc. ecc. ), insieme a ogni trascendenza unita a un marcato o latente senso del Divino, è morta o morente. In un mondo dallo scenario ambiguo, rischiarato, poco o nulla, da una sinistra luminosità larvale o di tenebra la Poesia assurge allora, per Wallace Stevens, a un piano quasi assoluto di realtà e di verità superiori. Essa, infatti, è l’unica a poter trascendere la realtà tutta, anche la più infima, per sostituirvisi quale guida, cammino, luce. Nella seconda silloge poetica dal titolo “Ideas of Order” questo concetto avrà un ampliamento significativo e quasi assoluto e Wollace Stevens teorizza, da ciò, una “parola poetica” artefice del mondo, cioè in grado…

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