Perché il mondo rinnovi la sua veste, anche se vestito non è. Perché i giorni di un anno abbiano luci e ombre, anche se le ombre avvolgono il tempo e lo spazio. Perché la festa che annuncia l’inverno faccia splendere il sole, anche dove il sole non splende mai; e il solstizio vada sicuro verso l’imminente sorgere dell’aurora al termine della notte più lunga dell’esistenza.
Un Buon Natale e un Felice Anno Nuovo.
LA GLORIA DEI CIELI IN FESTA
Saldo nel silenzio primordiale
l’Universo si espande
nei suoi mondi,
punti luminosi le stelle
ora che le tenebre
non sono più
e la luce si invola
nell’istante che libera
la frazione dell’attimo.
Che cos’è l’uomo?
E’ una sera che
pungola l’inverno
a reagire anche quando
quieta l’aria si adagia
dopo il crepuscolo
splendido a occidente del mondo
nel suo rosso soffuso bagliore.
Chi è l’uomo?
Eoni ed eoni
frammenti di un istante
un millisecondo
gettato nel lampo
che lontanissimo va
per i recessi cosmici
verso le colonne portanti
della Creazione.
Perché l’uomo?
Bianche si adagiano le case
come cubi disuguali
scagliati nel vento,
poco più di un villaggio ormai
con un glorioso passato
che trascende i secoli
nel portento enigmatico della profezia.
Un evento si prepara. L’Evento.
Luci nel cielo. Luci nel buio più fitto,
la terra è buia. Oscuro e impenetrabile
il cuore di ogni essere che la abita.
Ma luci, qui. Adesso. Squarciano il cielo,
ritmiche armonie. E la Parola
che in principio sconvolse il vuoto
e lo portò all’esistenza.
Cosa sapranno veramente
i popoli, le genti, le moltitudini
nell’avvenire che le sovrasterà?
La Natura gioisce. Gioia e umiltà
cullano il primo vagito del nascituro,
quelli che i potenti rifiutano
e sempre rifiuteranno
gli unici a vedere e ad udire
la gloria dei cieli in festa.
Che cos’è l’uomo?
Chi è l’uomo?
Perché l’uomo?
Da questa notte in avanti
nei cuori e nelle menti
degli inquieti e degli erranti
codeste domande potranno forse
trovare la risposta.
Francesca Rita Rombolà

Nessun commento