“Anche quando realizzo un film, cerco sempre un ritmo, un’immagine o un silenzio che abbiano una forza poetica”. Conversando con Giovanni Battista Pollina, regista, scenografo, sceneggiatore cinematografico

Giovanni Battista Pollina è regista, scenografo, sceneggiatore cinematografico. Dal 2018 ad oggi è fondatore e presidente dell’Associazione culturale “Sicilia Incantata Valderice”. La sua filmografia (cortometraggi e lungometraggi in vernacolo siciliano) è piuttosto vasta e comprende, fra le varie opere: “U curtu saggiu”, “Tempi ri crisi”, “Campa cavaddu”. Prime visioni: “Idda” (tratto dal romanzo di Giovanni Sciara “La baronessa di Linguaglossa”), “L’ultimo brigante”. Fra i premi vinti: miglior docufilm 2020 “Turiddu Sunnaturi – Leggenda di Salvatore Giuliano” Premio Internazionale Proserpina 2025. Giovanni Battista Pollina è testimonial della regione Sicilia al Parlamento Europeo di Bruxelles. Francesca Rita Rombolà conversa con Giovanni Battista Pollina, regista, scenografo, sceneggiatore cinematografico. D – Giovanni Battista Pollina, qual’è il messaggio dei suoi film che il pubblico dovrebbe recepire? R – Credo che il cinema debba innanzitutto suscitare emozioni e invitare alla riflessione. Nei miei lavori cerco di raccontare l’essere umano nelle sue fragilità, nei suoi conflitti e nella sua capacità di rialzarsi. Se lo spettatore, uscendo dalla sala porta con sé una domanda in più o uno sguardo diverso sulla realtà, allora il film ha raggiunto il suo scopo. D – Cos’ha, secondo lei, la Sicilia che affascina così tanto lo straniero e anche l’italiano in generale?…

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