CHURCH Freme la mia mano fra i muri diroccati percepisce e si agita, storie di sangue e di avventura sfilano in sogno quando alzo al cielo gli occhi e il mistero dell’ombra si infittisce Francesca Rita Rombolà I MISFATTO sono una trip – rock band che nasce nel 1990. Ha all’attivo, fino ad oggi, diversi album l’ultimo dei quali dal titolo HELEONOR ROSENCRUTZ. L’album raccoglie dieci brani, che sono la colonna sonora di un viaggio psichedelico intricato e complesso, purificatore e liberatorio. Liberamente ispirato al secondo libro di Gabriele Finotti LA CHIESA SENZA TETTO – 35 sogni a lisbona – Editrice Zona. I brani HELEONOR e ROSENCRUTZ, che danno il titolo all’album stesso, sono i poli opposti di personaggi inventati e reali: gioca molto al riguardo la catartica fuga verso la dimensione del sogno e della chiesa senza tetto. In questo nuovo album dei MISFATTO, prog – rock accennato e melodie pop – rock si uniscono alle voci maschili e femminili di Alberto Zucconi. Gli anni ’90 si sentono nell’album, tributi rock di qua e di là rendono il disco un album tra il concept e il ritorno al concetto stesso di album. I MISFATTO sembrano ispirarsi a band…
PRESENZE Notturne presenze cavalcano ostinate menti sopportandosi a vicenda … spunta l’alba e sforzi imbarazzanti per equilibrare pesi sempre più squilibrati arriva settembre e arriva aria nuova da troppo anelata IMPROVVISE ESIGENZE Allarmati! da un’improvvisa esigenza voler evadere e godersi il vento da soli STABILI EQUILIBRI PRECARI è un titolo che suona un pò strano e inusuale per una raccolta di poesie. Eppure bisogna anche dire che il linguaggio della Poesia è un linguaggio del tutto speciale, che non è e non dovrebbe mai essere o diventare convenzionale. Premesso ciò, allora si possono accettare termini apparentemente in contraddizione e in antitesi fra loro, perché un qualcosa in equilibrio stabile non può essere precario e viceversa per la logica e il raziocinio più rigorosi. Cosa immagina il poeta? E qual’è la sua ispirazione più immediata quando vuole comporre in versi una realtà separata o altra o altrimenti inconciliabile? Immagina forse molte cose insieme perché la sua immaginazione non ha limiti, e la sua ispirazione a volte è inconscia e irresistibile, talvolta “stabile” in “equilibrio” e “precaria”; l’importante è saper mediare fra le parole e la lingua e riuscire a trovare la sinergia perfetta che crea, produce e sintetizza i vari elementi…
THE SIDH Nei tempi più remoti del sogno e del mito vivevano liberi sulla verde terra dei celti: Tuatha de Danann dei o uomini ancora e da sempre avvolti nel mistero. trascorsero i giorni, mutarono le stagioni il sidh: tumulo funerario di glorie ormai passate divenne la loro dimora presente e futura. Prima di lasciare la luce per l’oscurità elargirono i doni del Canto e della Musica, ai quali oggi il mondo non può rinunziare. Francesca Rita Rombolà Segnalati per la nomination, come miglior album, agli “Australian Celtic Music Awards 2014”, con il loro singolo NITRO in playlist nelle radio di mezzo mondo, si stanno proponendo come la vera, assoluta ed innovativa rivelazione del 2014; sono i THE SIDH band giovanissima ancora agli esordi ma piuttosto promettente nel panorama musicale odierno internazionale. Dopo l’esordio discografico con il precedente lavoro FOLLOW THE FLOW(2013, autoproduzione), accolto molto bene da pubblico e critica, ad aprile di quest’anno i THE SIDH entrano in studio per registrare il secondo disco intitolato NITRO per l’etichetta indipendente Artist Records, la cui uscita è prevista il 28 ottobre prossimo. Il lavoro si presenta come un intreccio di sonorità elettroniche-dubstep e tradizionali-celtiche, con accenti melodici squisitamente pop. Il…
I raggi della luna piena in una lunga notte di gennaio, in riva al mare o in un bosco. L’immagine lontana al crepuscolo serale di una falce lunare che sale, sale nel cielo freddo di una limpida sera invernale. E, infine, il tramonto di una luna splendida e siderale all’orizzonte che indica il misterioso Occidente, nel bianco irreale di una distesa di neve. Queste frasi, quasi dei versi, per me poeta, sono scaturiti all’improvviso imprimendosi sulla carta e acquisendo forma nella scrittura dopo aver preso visione dell’album LUNA D’INVERNO di Alessia D’Andrea e soprattutto delle sue parole nel descrivere il misterioso paesaggio della luna, in una notte d’inverno, in simbiosi con la sua anima. Poesia romantica e ossianica, che amplifica il rigurgito di inusitate emozioni servendosi della musica per poter creare o individuare e donare il fascino incommensurabile di un’evocazione senza tempo. La luna d’inverno è forse glaciale, splende di una luce pallida, forse bianca o forse d’argento. L’ho osservata in notti dolorose e agitate, le ho parlato fra i sibili del vento e i fiocchi di neve cercando una risposta o non cercandola affatto, perchè la luna è, fin dai tempi più remoti, l’amica più sincera dei poeti e…
“(…)Ti chiedo, ritieni possibile che cinquant’anni fa i persiani o i macedoni, quando anche un dio avesse loro predetto il futuro, avrebbero mai creduto che nel tempo in cui viviamo perfino il nome dei persiani sarebbe stato del tutto cancellato – dei persiani, che erano signori di quasi tutto il mondo – e che i macedoni, il cui nome era prima quasi sconosciuto, sarebbero ora divenuti i padroni di tutto? Ma questo destino, che non scende mai a patti con la vita, che sempre annulla i nostri calcoli con nuovi colpi, che è solito dimostrare la sua potenza distruggendo le nostre speranze, anche ora questo destino, pur dando ai macedoni tutta la ricchezza della Persia, non di meno ha fatto manifesto a tutti gli uomini di aver dato loro queste benedizioni solo fin quando si deciderà a distribuire diversamente.” Demetrio, SUL DESTINO Questo brano tratto dall’opera SUL DESTINO dell’autore greco-antico Demetrio fu ripreso da Polibio, famoso storico romano del periodo della repubblica, per mettere in rilievo la profeticità delle parole e rimarcare il senso del Destino presso il mondo classico. Infatti, nello stesso senso Polibio, emigrato greco e amico di Scipione Emiliano, il distruttore di Cartagine, riporta il pianto e…
“Oggi è un giorno importante. Indosserò per la prima volta la maschera taurina e cercherò di capire come ci si sente nella parte del Minotauro. La curiosità mi sta letteralmente mangiando.” Brano tratto da MINORITAURO di Alex Bevilacqua Sabato 11 ottobre alle ore 18.30 ci sarà la presentazione del nuovo romanzo di Alex Bevilacqua alla prestigiosa LIBRERIA DELLO SPETTACOLO in via Terraggio, 11 a Milano. Il titolo del romanzo è MINORITAURO(Loquendo Editore). MINORITAURO suona come un titolo alquanto strano e piuttosto accattivante. Esso è la sintesi linguistica di “Minoritario” e “Minotauro”. Racconta di un ragazzo-uomo che, indossando una maschera di toro, cerca di evadere dal suo anonimato, dallo stato di “minoranza” e “minorità”, per affermare se stesso e la sua arte nel mondo. Così, tra momenti di delicato lirismo ed altri di ludica ironia, l’autore crea una “maschera vivente”, l’ennesima maschera dietro cui rifugiarsi, ma anche una trovata per attirare l’attenzione e con cui fare breccia nella dilagante indifferenza. Al di là della finzione narrativa, il libro effettua una personale ricognizione sulle odierne dinamiche di accesso al mercato musicale e artistico italiano, nel quale meccanismi, spesso superficiali e tutt’altro che meritocratici, ne governano l’ingresso e la permanenza. Il personaggio più…
“(…) L’orizzonte degli eventi, la regione di confine dello spazio – tempo da cui non è possibile evadere, agisce un po’ come una membrana unidirezionale attorno al buco nero: qualche oggetto, come astronauti imprudenti, potrebbe cadere attraverso l’orizzonte degli eventi nel buco nero, ma nulla potrebbe mai valicare lo stesso confine in uscita dal buco nero. (Si ricordi che l’orizzonte degli eventi è il percorso nello spazio – tempo della luce, che cerca invano di evadere dal buco nero. Nulla può viaggiare più veloce della luce). Si potrebbero ben dire dell’orizzonte degli eventi le parole che Dante vide scritte sopra la porta dell’Inferno: << Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate. >>(I, 3, 3). Qualunque cosa o chiunque cadesse attraverso l’orizzonte degli eventi raggiungerebbe ben presto la regione di densità infinita e la fine del tempo. (…)”. Brano tratto dal libro DAL BIG BANG AI BUCHI NERI di Stephen Hawking Questo brano, bellissimo e insieme sconvolgente, di un genio inglese della fisica può forse servire ad introdurre un argomento particolare quanto affascinante riguardante le componenti dell’Universo. In questo caso si tratta dei “buchi neri”. Che cos’è un buco nero e perché viene in tal modo denominato? Il buco nero è, per così…
