Una Pasqua di pace interiore e di pace universale

30 Marzo 2024

Una Pasqua di pace interiore e di pace universale. Perché l’uomo è inquieto e in guerra contro se stesso. Perché gli uomini sono indifferenti e in guerra gli uni contro gli altri. Perché l’uomo, nel più profondo di se stesso, desidera ardentemente la pace. Perché gli uomini, nel loro inconscio collettivo, profondamente,  desiderano con ardore la pace.

LA PIETRA MONOLITICA

Un tremore nelle ossa

da lungo diaccio

o da colpo mortale

il rombo sordo

come da profondità abissali,

e una luce micidiale dal cielo

o dal principio cosmico

dei multiversi sconosciuti.

Cosa accade?

Cosa è accaduto?

Nulla di simile

ai distinti boati della guerra

al fragore e ai fuochi

dei campi di battaglia

alla morte e al sangue

che su di essi impera.

La vista si assottiglia.

E scompare.

Ritornerà attonita

quando il sole è ormai alto

e nessuno saprà

o capirà o immaginerà

col suo povero e gretto

mortale e umano pensare.

Cosa accade?

Cosa è accaduto?

Domande su domande

risposte infinite

che si rincorrono e si scontrano

voci e mezze voci che borbottano

ipotesi e di nuovo ipotesi

che non hanno né fondamento né appiglio.

… Ma la pietra monolitica

che copriva l’entrata del sepolcro

giace a terra. A terra.

Dura roccia dei deserti

roccia rossa di ere geologiche

prima degli uomini

e delle bestie

e delle piante.

Rude il palmo della mano

avvezzo alla spada

gonfio il cuore di nostalgia

per i lidi d’Occidente,

ma avvertono quasi per istinto

e per l’afrore ineluttabile

tante volte percepito

che la Morte è stata sconfitta.

La vita rinnovata

di tutto ciò che infinitamente

esiste e si riproduce

emana ora il suo sottile profumo

percepibile soltanto

da umili, innocenti, semplici

le menti acute e altere, ghignanti

stringono già in mano il sudario

compostamente ripiegato in un angolo,

e quel lenzuolo funebre

che tanto nei secoli futuri

farà parlare

e scrivere

e dissertare

altre e altre menti

di ogni genere e origine.

La pietra monolitica

possente roccia

del pianeta nascente

conserverà in eterno

il tocco che crea e distrugge i mondi

guida le collisioni fra galassie

le spaventose convulsioni

e le silenziosissime danze

negli impossibili orizzonti degli eventi,

questa mattina di un giorno nuovo

il calzare del legionario

la sfiora appena

incredulo, intontito, ignaro.

Francesca Rita Rombolà

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