“Piange nel mio cuore” è una poesia molto famosa del poeta francese Paul Verlaine (1844 – 1896). Il lento cadere della pioggia sottile e fredda rattrista tanto il cuore stanco e annoiato del poeta, colmo di tetro dolore immotivato, e questa è proprio la pena maggiore: provare tanto dolore senza motivo. Eppure, anche se può apparire strano e incredibile, per il poeta in generale è quasi normale questo dolore e questa noia all’apparenza immotivati … forse perché egli “sente”, profondamente e intensamente, la sofferenza e le difficoltà del vivere, forse perché il dolore di ogni essere vivente è vicino al suo cuore e alla sua percezione intellettuale e umana.
E’ questa una poesia languida e tuttavia musicalissima in cui il verso sembra seguire il ritmo sconosciuto e misterioso della pioggia che cade, in cui l’insieme da il senso angoscioso del dolore esistenziale, della stanchezza e della noia come insuperabile condizione di vita, perfino di esistere in sé. Musicale e malinconica allo stesso tempo, come in fondo tutte le poesie di Paul Verlaine, “Piange nel mio cuore” traduce in versi raffinati e pieni di delicatezza i palpiti più fuggevoli dell’animo, i sentimenti più impalpabili, le sensazioni più spontanee e più immediate … chi, in realtà, non ha mai provato tristezza, malinconia, sofferenza e anche noia, spesso senza alcun motivo apparente, di fronte a giornate invernali in cui la pioggia cade ininterrottamente e offusca il cielo, le strade, i campi, la riva del mare o del fiume come la collina e la cima del monte? Forse anche un senso quasi incredibile e inconcepibile di oppressione e di prigionia che sembra gravare nell’aria, nei rumori, nei movimenti impercettibili e in tutte le azioni quotidiane … e si arriva a desiderare che dal cielo invece della pioggia cadessero petali di fiori o cibi deliziosi che possano rallegrare, almeno per pochi attimi, tutto l’essere.
Certo il rumore della pioggia (anche quando è forte) è in sé dolce, ma l’animo umano può trasformarlo, trasfigurarlo cambiarlo, costruirlo e decostruirlo a proprio piacimento: un giorno sarà rilassante e piacevole, il giorno dopo sarà orribile e spaventoso; il dolore o la gioia del momento ne determinano le qualità!
Piange nel mio cuore
Piange nel mio cuore
come piove sulla città.
Cos’è questo languore
che penetra il mio cuore?
O dolce rumore della pioggia
in terra e sopra i tetti!
Per un cuore che si annoia,
oh il canto della pioggia!
Piange senza ragione
in questo cuore che si disgusta.
Che! Nessun tradimento?
Questo dolore è sì immotivato.
E’ maggiore la pena
di non sapere perché,
senza amore e senza odio,
il mio cuore ha tanta pena.
Francesca Rita Rombolà

Nessun commento