“Io sento la scrittura come uno spazio di verità”. Conversando con Alessandra Perotti, writer coach, editor e ghostwriter

12 Maggio 2026

Alessandra Perotti è writer coach, editor e ghostwriter. Ha fondato e diretto, per dieci anni, la casa editrice Edizioni Astragalo e ha dato vita all’Accademia di scrittura. Collabora con la Libera Università dell’Autobiografia Anghiari. E’ intervenuta come speaker al Salone Internazionale del Libro di Torino, al Bologna Children’s Book, a Radio Rai 1 e come esperta di scrittura su testate quali Vanity Fair, Amica, Donna Moderna, Io Donna, Marie Claire. Conduce, con la scrittrice Sara Rattaro, il corso “Scrivi e pubblica il racconto della tua vita!”. Ha scritto libri per accademici, giornalisti, formatori, personaggi dello spettacolo, sportivi. Fra i suoi numerosi libri pubblicati: Ha ideato la collana “Scrivere con il cuore” (Edizioni Astragalo, 2000); “Yogurt, rapinatore innamorato” (Demetra Editore, 2001); “Scrivere per guarire” (Editrice Bibliografica, 2022); “Writer Coach. Chi è, cosa fa, a chi serve” (idem, 2023) e “90 giorni di scrittura terapeutica” (Accademia di Scrittura, 2025).

Francesca Rita Rombolà conversa con Alessandra Perotti, writer coach, editor e ghostwriter.

D – Ci racconti qualcosa, in sintesi, delle sue pubblicazioni.

R – Le mie pubblicazioni raccontano molto del mio percorso professionale e umano. Ho scritto testi di narrativa, manualistica e libri legati alla scrittura come strumento di conoscenza, crescita e trasformazione. Tra i titoli più significativi ci sono “Vision. Narra te stesso, scrivi il tuo futuro”, un libro che invita a usare la narrazione personale per dare forma a una visione nuova di sé e della propria vita; “Scrivere per guarire”, pubblicato da Editrice Bibliografica, in cui approfondisco il valore terapeutico, emotivo e autobiografico della scrittura e “Writer coach. Chi è, cosa fa, a chi serve”, sempre per Editrice Bibliografica, dedicato a una figura professionale ancora poco conosciuta, ma sempre più importante: quella di chi accompagna autori, professionisti e persone comuni nel dare voce ai propri contenuti, alle proprie storie, ai propri libri. Ogni mio libro nasce da un’esperienza concreta: il lavoro con le persone, l’ascolto delle loro storie, la convinzione profonda che scrivere non sia solo produrre un testo, ma anche attraversare un processo di consapevolezza.

D – Alessandra Perotti come “sente” intimamente e come “vive” realmente la scrittura?

R – Per me la scrittura è una forma di vita; è un modo di stare al mondo. Io sento la scrittura come uno spazio di verità. Quando scriviamo davvero, quando ci permettiamo di andare oltre la superficie, entriamo in contatto con parti di noi che spesso restano in silenzio. La vivo ogni giorno nel mio lavoro di editor, ghostwriter e writer coach, ma anche come pratica personale. Il mio mantra è: Scrivere è vivere.

D – Cosa pensa delle scrittrici e degli scrittori di ultimissima generazione? In cosa sono diverse/i da chi le/li ha preceduti in questo campo?

R – Le scrittrici e gli scrittori di ultimissima generazione vivono in un tempo molto diverso rispetto a chi le/li ha precedute/i. Hanno a disposizione strumenti, piattaforme, linguaggi e possibilità di diffusione che un tempo non esistevano. Possono pubblicare, condividere, farsi leggere, costruire comunità intorno alla propria voce con una rapidità impensabile fino a pochi anni fa. Questo è un grande vantaggio, ma anche una grande sfida. Oggi c’è molta esposizione e, a volte, il rischio è confondere la visibilità con la profondità. Credo che le nuove generazioni abbiano una grande libertà espressiva e una forte capacità di contaminare generi, registri e linguaggi. Sono più fluide, più immediate, spesso più coraggiose nel raccontare temi identitari, emotivi, sociali. Rispetto a quelle del passato, forse sentono meno il peso di certi schemi e di certe gerarchie culturali.

D – E’ davvero un buon farmaco la scrittura per la psiche?

R – Sì, credo che la scrittura sia un buon farmaco per la psiche, senza sostituirsi ai percorsi medici o terapeutici quando sono necessari. Scrivere permette di portare fuori ciò che dentro pesa, confonde o fa male. Quando mettiamo in parole un dolore, una paura, un ricordo, una fragilità, iniziamo a guardarlo da una certa distanza. Non siamo più immersi nel caos emotivo: cominciamo a mettere ordine. La scrittura autobiografica, emozionale e terapeutica può diventare uno spazio in cui ascoltarsi senza giudizio. A volte scrivere significa nominare ciò che non avevamo mai avuto il coraggio di dire. Altre ancora significa immaginare un futuro diverso. Non sempre scrivere è facile: può smuovere, può commuovere, può far emergere nodi profondi. Ma proprio per questo, se accompagnata con cura e consapevolezza, la scrittura può essere una grande alleata della psiche.

D – E della poesia e dei poeti cosa pensa?

R – Penso che la Poesia sia una delle forme più alte e più necessarie della parola. La Poesia riesce a dire l’indicibile, a dare corpo a ciò che spesso non trova spazio nel linguaggio ordinario. I poeti hanno una sensibilità particolare, una capacità di cogliere sfumature e inquietudini che molte volte sfuggono. La Poesia appartiene alla vita. Credo che oggi abbiamo ancora molto bisogno di poesia, forse più che mai. In un tempo spesso superficiale, la Poesia ci chiede di fermarci. E’ una forma di resistenza alla banalità e alla distrazione.

Francesca Rita Rombolà

Alessandra Perotti

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