…La lunga stagione propizia che rinfranca e acquieta lo spirito

30 Giugno 2026

Fiore delicato e dal profumo intenso e, allo stesso tempo, lieve e penetrante il gelsomino cresce nelle zone mediterranee formando quasi sempre una siepe che orna muri e cancelli, inferriate e semplici staccionate; quello di Spagna (il più comune) e quello ionico li puoi vedere nei giardini di ville di campagna o sulle terrazze di case che si affacciano su piazze solari e spesso solitarie.

Fiore che in passato è stato prediletto, fra tanti, da re e imperatori, da sultani e da condottieri e per la bellezza della sua forma e per l’essenza profumata usata nella cosmesi personale come degli ambienti abitativi e cultuali. La sua profusione bianca e soffice si ha dalla primavera fino all’autunno inoltrato, e fra il cielo azzurro e il mare ancor più azzurro il candore dei suoi petali particolari riempie l’occhio di estasi, di incanto, di gratuita bellezza.

Nelle albe e nei tramonti infuocati (quasi in ogni periodo dell’anno) delle nostre latitudini, il gelsomino spande fresco olezzo evocando per analogia tempi lontani che sanno di una mitica grandezza ormai estinta, di magici ricordi, di realtà forse sognanti che pur sono state e sembrano rivivere in memorie vaghe le quali si vanno assottigliando sempre di più.

Quando spira il vento caldo dal Sud e il mare increspa repentino le sue onde, l’aria si satura presto dell’essenza del gelsomino, e ne porta la propria esistenza allo straniero che non lo conosce ancora, stuzzicando i suoi sensi e la sua immaginazione; allora sai che è iniziata la lunga stagione propizia che rinfranca e acquieta lo spirito di colui, o di colei, che sa ancora aspirarne e “viverne” pienamente il profumo.

Siepi di gelsomino

Ornano le ville

ammantano i cancelli

siepi di gelsomino,

e l’aria profuma

di primavera, di estate,

di caldo autunno.

Profumo intenso

sottile e lieve

saluta il sorgere del sole

ride gentile ai suoi lunghi tramonti

dalle forti tinte,

il gelsomino di Spagna

il gelsomino che giunge

da esotiche lontananze

oltre il mare Ionio.

Mentre cammini

a passo lento

o di corsa

immagini anche tu

oltre la siepe di profumi

ciò che i sogni suggeriscono

al viandante impavido:

antiche colonne spezzate

capitelli e fregi

metope in rilievo,

e odi voci

al di là dell’ultimo meriggio

che ti amarono

e amasti

le età degli uomini

e dell’uomo,

e il tuo respiro impercettibile

diviene essenza fluttuante

che darà bellezza

all’attimo

quando lo specchio

chiude il cerchio

dell’Essere a mezzogiorno.

Pongono i bianchi fiori

talvolta ancora

sul bordo del tabernacolo

di chiese in ombra e solitarie

donne traviate

che sanno molto amare

vedendo ormai

solo il puro spirito

al di là della terrena estetica,

e i petali a stella

rimarranno freschi

mentre la luna alterna

i suoi cicli nel cielo notturno.

Riconoscente ed estatica

è la vista del vulcano azzurro

alla sua siepe di gelsomino

quando le brezze meridiane

passano, e in un lampo

se ne vanno.

Francesca Rita Rombolà

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