Fiore delicato e dal profumo intenso e, allo stesso tempo, lieve e penetrante il gelsomino cresce nelle zone mediterranee formando quasi sempre una siepe che orna muri e cancelli, inferriate e semplici staccionate; quello di Spagna (il più comune) e quello ionico li puoi vedere nei giardini di ville di campagna o sulle terrazze di case che si affacciano su piazze solari e spesso solitarie.
Fiore che in passato è stato prediletto, fra tanti, da re e imperatori, da sultani e da condottieri e per la bellezza della sua forma e per l’essenza profumata usata nella cosmesi personale come degli ambienti abitativi e cultuali. La sua profusione bianca e soffice si ha dalla primavera fino all’autunno inoltrato, e fra il cielo azzurro e il mare ancor più azzurro il candore dei suoi petali particolari riempie l’occhio di estasi, di incanto, di gratuita bellezza.
Nelle albe e nei tramonti infuocati (quasi in ogni periodo dell’anno) delle nostre latitudini, il gelsomino spande fresco olezzo evocando per analogia tempi lontani che sanno di una mitica grandezza ormai estinta, di magici ricordi, di realtà forse sognanti che pur sono state e sembrano rivivere in memorie vaghe le quali si vanno assottigliando sempre di più.
Quando spira il vento caldo dal Sud e il mare increspa repentino le sue onde, l’aria si satura presto dell’essenza del gelsomino, e ne porta la propria esistenza allo straniero che non lo conosce ancora, stuzzicando i suoi sensi e la sua immaginazione; allora sai che è iniziata la lunga stagione propizia che rinfranca e acquieta lo spirito di colui, o di colei, che sa ancora aspirarne e “viverne” pienamente il profumo.
Siepi di gelsomino
Ornano le ville
ammantano i cancelli
siepi di gelsomino,
e l’aria profuma
di primavera, di estate,
di caldo autunno.
Profumo intenso
sottile e lieve
saluta il sorgere del sole
ride gentile ai suoi lunghi tramonti
dalle forti tinte,
il gelsomino di Spagna
il gelsomino che giunge
da esotiche lontananze
oltre il mare Ionio.
Mentre cammini
a passo lento
o di corsa
immagini anche tu
oltre la siepe di profumi
ciò che i sogni suggeriscono
al viandante impavido:
antiche colonne spezzate
capitelli e fregi
metope in rilievo,
e odi voci
al di là dell’ultimo meriggio
che ti amarono
e amasti
le età degli uomini
e dell’uomo,
e il tuo respiro impercettibile
diviene essenza fluttuante
che darà bellezza
all’attimo
quando lo specchio
chiude il cerchio
dell’Essere a mezzogiorno.
Pongono i bianchi fiori
talvolta ancora
sul bordo del tabernacolo
di chiese in ombra e solitarie
donne traviate
che sanno molto amare
vedendo ormai
solo il puro spirito
al di là della terrena estetica,
e i petali a stella
rimarranno freschi
mentre la luna alterna
i suoi cicli nel cielo notturno.
Riconoscente ed estatica
è la vista del vulcano azzurro
alla sua siepe di gelsomino
quando le brezze meridiane
passano, e in un lampo
se ne vanno.
Francesca Rita Rombolà

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