Gianfranco Iovino nasce a Roma nel 1965. A diciotto anni ha acquisito l’abilitazione all’insegnamento del solfeggio, e si è iscritto alla SIAE con la doppia qualifica di compositore e autore letterario. Ha collezionato esperienze importanti nel mondo del teatro, oltre che da fonico ed assistente al missaggio in studi di registrazione, che lo hanno spronato alla composizione di colonne sonore per spettacoli teatrali, spot pubblicitari e un’infinità di ore al PianoBar. Nel 2005 pubblica il romanzo “Cuori nella tormenta” (Seneca Edizioni, Torino); nel 2006 il romanzo “Dietro di me” (Girardi Editore, Bologna); nel 2008 pubblica “Tremendamore” (A. Car Edizioni, Milano); nel 2011 “Oltre il confine” (Sassoscritto Editore, Firenze) che riceve diversi riconoscimenti letterari. Nel 2014 esce “Sono solo canzoni” (A. Car Edizioni, Milano); nel 2020 “Io sono Paola” (Bertoni Editore, Pomezia); nel 2023 pubblica “Abbracciami ” (Capponi Editore, Ascoli Piceno) e nel 2026 il suo nuovo romanzo “Chiara come il buio” (Capone Editore, Ascoli Piceno). Il suo sito internet è: www.gianfrancoiovino.it
Francesca Rita Rombolà conversa con Gianfranco Iovino, musicista e scrittore.
D – Gianfranco Iovino che cos’è veramente: un musicista, un cantante, un attore, uno scrittore o altro?
R – Mi verrebbe da rispondere “un po’ di tutto”, ma rischierei di essere scambiato per un esaltato o un illuso; la verità è che ognuna delle arti citate riempie i miei pensieri, le mie azioni e i miei sogni. Aver vissuto l’adolescenza e la giovinezza a Napoli mi è servito moltissimo per dare sfogo e opportunità alla mia voglia di essere “invischiato” nell’arte creativa. A Napoli l’arte la trovi su un palco, ma anche dal panettiere sotto casa, nei mercati rionali o nelle sere passate fermo davanti al mare a sognare un futuro che ti permetta di esprimere i tuoi talenti costantemente. Ho iniziato come guitto nella filodrammatica parrocchiale, per poi ritrovarmi a dirigere da regista una compagnia di amatori. Successivamente mi sono spostato sulla musica, mia grande e infallibile amica da sempre: ho trascorso ore intere a suonare nei PianoBar, a gridare tanti “viva gli sposi!”, e comporre musica leggera per alcuni esordienti. Trasferitomi a Verona, ho dovuto fare delle scelte di vita, allontanandomi parzialmente dalla musica e dal teatro, senza però tralasciare la scrittura. Questa passione mi ha portato prima a iscrivermi all’Albo dei Giornalisti del Veneto come pubblicista e, contestualmente, iniziare a scrivere storie lunghe, poi diventati romanzi. Per cui, per rispondere alla domanda, posso solo dire che mi sento ciò che vivo dentro in quel momento – che sia scrittura, musica o recitazione – con un unico denominatore comune che lega tutto: l’amore per l’arte creativa.
D – La musica è importante, è primaria nella tua vita, vero?
R – Assolutamente sì. Mi ha salvato mille volte dai “dissesti” emozionali causati dalle frustrazioni dell’arte, come i deleteri “NO” che a volte fanno crescere ma tante altre ti sotterrano sotto quintali di insoddisfazioni e tristezza. Credo che la musica, insieme alla poesia, sia un regalo divino: se la sottraessimo al genere umano la Terra sarebbe sicuramente un luogo triste e privo di fantasia.
D – Ci parli un po’ dei libri che hai scritto?
R – Ad oggi se ne contano sette a mia firma. Se considero che tutto è cominciato nel 2005 con “Cuori nella tormenta@” (Seneca Edizioni), posso ritenermi soddisfatto, visto che nella vita faccio tutt’altro mestiere. Dopo quel debutto narrativo – incentrato sulla storia di Freccia@ e Ginevra@, incontratisi in una chat interattiva quando internet era ancora un mondo strano e sconosciuto – nel 2006 ho pubblicato, per Girardi Editore, “Dietro di me”, che narra l’odissea di Olga. Il libro è ispirato alla canzone dei Pooh “Buona fortuna e buon viaggio”, e vanta la prefazione del compianto batterista del gruppo, Stefano D’Orazio. Nel 2008, per A. Car Edizioni, è uscito “Tremendoamore”, che racconta di Giuliano, un prete che conduce una rubrica del cuore in radio, e di Claudia, la giornalista incaricata di intervistarlo. Nel 2011, Laura Capone Editore ha proposto un’edizione ampliata di “Cuori nella tormenta@” in versione cartacea ed e-book, seguita dall’edizione spagnola “Corazones en la tormenta”. Sempre nel 2011, Sassoscritto ha pubblicato “Oltre il confine”, che ha esaurito la prima ristampa in sole due settimane. Dopo tre anni è stata la volta di “Sono solo canzoni …”, una raccolta di diciotto racconti ispirati ai testi di alcuni dei più famosi brani della musica leggera italiana. E arriviamo al 2020, che ha segnato l’uscita di “Io sono Paola”, Bertoni Editore, riadattamento di “Oltre il confine” (non più in commercio), per poi arrivare ai lavori più recenti, entrambi curati da Capone Editore: “Abbracciami”, nel 2023, e l’ultimo nato, “Chiara come il buio”, in distribuzione da aprile 2026.
D – Leggere un libro, o scrivere un libro, è ancora fonte di arricchimento intellettivo, secondo te?
R – E’ fondamentale arricchire l’anima e i pensieri con la lettura. Qualsiasi libro va bene, purché permetta di spaziare con la mente tra luoghi, situazioni e trame inaspettate che alimentano la fantasia, tra colpi di scena e scenari imprevedibili. La scrittura creativa, inoltre, è un grande sostegno alla crescita di un adolescente: se fossi Ministro della Cultura, la proporrei come materia di studio didattica fin dalle scuole elementari.
D – Quale poeta, italiano o straniero, ti piace e la poesia che hai letto, o che leggi, con piacere.
R – Per restare in tema con il vostro portale ed esaltare il bello della poesia – sia per chi la scrive, che per quanti amano leggerla – mi piace citare un capolavoro di Alda Merini. In poche righe, la Merini materializza il momento esatto in cui nasce un’opera d’arte, che sia una poesia, un quadro o una melodia. Racconta quell’istante magico in cui il rumore del mondo si azzera e inizia l’ispirazione. “I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore”.
Francesca Rita Rombolà
Gianfranco Iovino

Nessun commento