…Tenace nella sua esplosione di vita così intensa e prolungata

1 Giugno 2026

Fiori tipici della macchia mediterranea, i papaveri sbocciano sinuosi e rigogliosi, con quei petali sottili e la corolla centrale nera ricca di semi, a ridosso dei mesi di maggio e giugno e allietano il paesaggio e colorano la terra e abbelliscono il suolo. Spesso li vedi nei campi di grano le cui spighe già biondeggiano, danzando al primo sole caldo della stagione estiva o tra il fieno pronto per la falce il cui odore si sparge nell’aria già satura di profumi e di essenze. Splendido nella sua forma naturale, il papavero sembra guardare, ignaro di tutto, il cielo azzurrissimo e il mare più azzurro in orizzonti che si perdono oltre il pur vasto spazio che li contiene. La sua visione è potente, il suo rosso spicca sempre in una miriade di colori accesi da sfumature delicate o forti in un profluvio di bellezza, di gioia, di vitalità rinnovata.

Un paio di settimane forse, o qualche settimana in più, talvolta … e poi la fioritura si arresta, il rosso sbiadisce lentamente e scolora: ecco, è giunto il caldo che sfianca, dardeggia possente, indurisce e spacca la terra rendendola assetata e brulla; il verde di foglie e arbusti si fa polveroso e perde la brillantezza iniziale, le stoppie ingialliscono e sono pronte per essere arse in falò che si alzano solitari nella campagna estiva. L’estate è calda nella macchia mediterranea, una lunga estate che va oltre ormai i mesi di luglio e agosto. Ma tutto risuona di voci allegre, di voglia di godere della natura, di desiderio di passeggiate ai meriggi mentre ai bordi delle strade occhieggia ancora un papavero rosso sfuggito al caldo intenso, tenace nella sua esplosione di vita così intensa e prolungata.

Un papavero

Lunghe le albe

e i giorni

il tempo migliore

per il cuore e lo spirito

e lieto il corpo si veste,

e gli occhi

che ancora sanno guardare:

i fiori liberi

danzano ai venti caldi

di un giugno precoce

da sempre profluvio

di forme e di colori

nella splendida macchia mediterranea.

Lieve carezza passa

d’istinto

sulle pupille:

il rosso speciale

dei petali del papavero

il cerchio centrale

dei suoi neri semi …

un papavero fra i molti

si flette,

e lambisce l’asfalto

e sfiora innocente

le rotaie dove il rosso innaturale

di un treno in corsa

ha toccato appena

il suolo al suo passaggio.

Fiero nei millenni,

il papavero ha attraversato

la storia umana

ma ai margini

degli orrori degli uomini,

al riparo dalle tempeste

battuto dalle intemperie

dimenticato e colpito

dall’ignoranza o dall’esaltazione.

Un papavero. Là

nelle fertili e ampie distese

dell’Anatolia

misterioso emblema

del femminile,

simbolo della vita feconda

che continua

e addita al materno sentire

foriero di civiltà,

portatore di una pace

e di un sogno

sconosciuti ai molti.

Rosse le labbra

della fanciulla

si aprono al bacio

dell’amato,

quel rosso di un papavero

il cui gambo sottile

è stato lambito dal fuoco

per preservarlo ancora …

le labbra di lei

divenuta madre

in questo istante.

Francesca Rita Rombolà

Nessun commento

Lascia un commento

Poesiaeletteratura.it is Spam proof, with hiddy