“Il taglio del bosco” è un racconto lungo che è fra le prime opere scritte da Carlo Cassola (1917 – 1987) – scritto fra il 1948 e il 1949, fu pubblicato nel 1950 su “Paragone”; è stato successivamente ristampato nel 1954 con altri racconti in un volume omonimo – ma che tuttora non pochi critici letterari considerano il capolavoro di questo scrittore. In “Il taglio del bosco” vi sono rievocate, con appassionata partecipazione, l’angoscia e la solitudine di un boscaiolo sui trentotto anni, Guglielmo, che, dopo aver perduto la moglie (e in ciò rivive la dolorosa esperienza dello scrittore) ed essere rimasto solo con due bambine, per fortuna accudite da una zia, nel lavoro accanito del taglio di un bosco – un lavoro senza un momento di sosta dall’autunno al mese di marzo successivo – cerca di superare la disperazione. Nulla, però, vale ormai per l’uomo, tanto il tormento della morte della donna amata lo tiene afferrato; a Natale, ad esempio, neppure il pensiero delle figlie riesce ad indurlo a lasciare per due giorni il bosco e tornare a casa da loro. E quando una volta si ammala, e nella capanna è in preda alla febbre, si sente addirittura felice…
