Lo sforzo di superare la passività, l’immobilismo della sofferenza e dell’ingiustizia. “Le donne di Messina” di Elio Vittorini
000 Primo piano , Elio Vittorini / 30 Aprile 2026

Lo sforzo di superare la passività, l’immobilismo della sofferenza e dell’ingiustizia prende forma nel romanzo “Le donne di Messina” di Elio Vittorini (romanzo edito nel 1949 e ripubblicato con sostanziali modifiche nel 1964). Vi si narra la storia di un gruppo di persone le quali, in seguito allo sbandamento determinato dalla guerra (la Seconda Guerra Mondiale), si stabiliscono in un villaggio abbandonato, e lì decidono di dare vita ad una comunità con nuovi rapporti sociali al di fuori di qualunque conformismo e condizionamento del passato. E’ l’avventura di un gruppo di sfollati, tra cui delle energiche donne provenienti da Messina, che vogliono costruire una società senza classi e senza divisioni sociali di sorta, per cui ci si prodiga, in tutti i modi, per realizzare rapporti di “purezza” e di “realtà primigenia” a contatto con la natura, forse con una certa anticipazione di decenni almeno sulla percezione ecologica che avrà tanta importanza in futuro. Nel villaggio di ambientazione della storia si trova un capo. Piano piano si viene a scoprire un comunismo latente di vita “divisa tra bisogno e bisogno prima d’essere divisa tra uomo e uomo”; poi nascono lentamente intrecci amorosi, si svolgono fatti tragici ecc. ecc … in fondo…

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