… Perché solo la scrittura conserva e, insieme, tramanda il nostro esserci nel mondo. “I ragazzi della Barca” di Il Mancino
000 Primo piano , Il Mancino / 27 Marzo 2026

“( … ) Questo è un romanzo di rapine, di vite di rapinatori. ( … ) Noi siamo stati i ragazzi degli anni ’80 e ’90. Noi abbiamo vissuto davvero ( …)”. (cap. 15 – Il quartiere non è più lo stesso” – pag. 310). ” ( … ) E se domani nessuno ricorderà i nostri nomi, resteranno queste pagine. A dire che una volta, in un quartiere di Bologna, cinque ragazzi hanno sfidato il mondo. E hanno vissuto come se il tempo non dovesse finire mai”. ( cap. Finale – Il mare che non parla più – pag. 311). Frasi importanti, stralci carichi di nostalgia forse e di una punta di orgoglio tratti dal romanzo “I ragazzi della Barca” di Il Mancino. Un romanzo crudo nel racconto di vita vissuta, lineare e asciutto nella scrittura che segue passo passo le vicende di cinque ragazzi del quartiere la Barca di Bologna. Ogni ragazzo ha un nome, o meglio, un soprannome (“Il Mancino”, “Il Biondo”, “Lo Spilungone”, “Lo Schizzato”, “Il Nervoso”) e, all’inizio del libro, vi è pure la foto di ciascuno, quasi come a voler dire al lettore che la loro esistenza è stata reale, partecipe, viva. La Barca di…

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