In poesia l’immaginario, e l’immaginazione, sono un ponte. Un ponte che collega due sponde: l’anima e il linguaggio. Senza l’immaginario, e l’immaginazione, profondi e misteriosi al pari di una dimensione insondabile, nouminosi e colmi di sacralità quanto un atto di magia o un antico rito sacrificale, le due sponde dell’esistere, cioè l’anima e il linguaggio, resterebbero separate per sempre senza possibilità di contatto, di confronto, di conoscenza, di fusione o anche di rafforzamento e di indebolimento. Il poeta attinge al pozzo dell’immaginario, e dell’immaginazione, oscuri, larvali, spesso orrifici ma, allo stesso tempo, luminosi, limpidi, ludici e gioiosi, che porta in sé come un fardello spesso di una levità lieta ma, molto più spesso, di una pesantezza dolorosa e greve talvolta insopportabile; vi attinge nei momenti di ispirazione quando il gorgo assordante dei flutti della sua anima tace o è in tempesta mentre egli, solitario ed enigmatico come il neofita che sta per essere iniziato ai misteri dell’Altrove, si accinge ad attraversare il ponte sospeso che sta in alto il quale è periglioso, oscillante e stretto come i ponti sospesi su fiumi infernali nelle vallate andine o himalayane a oltre tremila metri di quota. E’ sempre un rischio quasi estremo per…
Paolo Vites è redattore del quotidiano online ilsussidiario.net. Ha scritto per le maggiori riviste musicali italiane tra cui “Il mucchio selvaggio, Buscadero e Jam”, per l’americana “On the tracks” e per diversi quotidiani nazionali. E’ autore di monografie su Bob Dylan, Patti Smith, The Clash e Cat Stevens. Nel 2011 ha pubblicato “Un sentiero verso le stelle, sulla strada con Bob Dylan” (Pacini Editore). Nel 2018 ha firmato, insieme a Roberto Saetti, “Ghosts Upon the Road, Eric Andersen disco per disco” (Late for the Sky/ Vinyl Legacy Association). Ha inoltre scritto le biografie ufficiali di Francesco De Gregori e Antonello Venditti per il “Corriere della Sera” e “TV Sorrisi e Canzoni” (2009 e 2022) e pubblicato una raccolta di racconti con il Gruppo Editoriale l’Espresso “Do you believe in magic? La strada verso casa” (2008). Per Caissa Italia Editore ha pubblicato “Enzo Iannacci – Canzoni che feriscono” (2019); “Bob Dylan – 18 anni di canzoni e altro” (2020); “Rock ‘n’ roll suicide – Il lato oscuro del rock” (2022). Francesca Rita Rombolà dialoga con Paolo Vites. D – E’ un piacere, per me, dialogare con Paolo Vites; Paolo vorrei che parlassi del tuo ultimo libro, “Rock ‘n’ roll suicide –…
Liliana Angela Angeleri è scrittrice e sceneggiatrice, sposata con il pittore Gigi Coppo. I suoi libri sono principalmente romanzi storici. “Il romanzo di Aleramo”, “Viaggio nel Monferato sulle orme della cavalcata aleramica”, “Chi era?”, “Una panchina per gli angeli” sono già stati pubblicati. A breve uscirà “L’Angelo dell’assedio e i Templari”. Liliana Angeleri è dotata di una imperiosa e intensa ispirazione artistica. Francesca Rita Rombolà e Liliana Angeleri conversano insieme. D – Liliana da dove nasce la tua passione per il romanzo storico? R – La mia passione per il romanzo storico nasce dalle vicende molto coinvolgenti che formano la storia che io desidero raccontare. Sono tutte vicende ambientate in Piemonte, specialmente nel Monferrato, quasi tutte inedite. Per esempio, “Il viaggio sulle orme della cavalcata aleramica”, con molte illustrazioni, che potete trovare su Amazon e le altre librerie elettroniche. D – Hai scritto delle sceneggiature per film e fiction TV? R – Ho scritto nove sceneggiature, che sono in attesa di essere trasformate in film o fiction. Sono: “Aleramo. la vera vita leggendaria di Aleramo” (romantico/cavalleresco/fantasy); “Viaggio nel Monferrato sulle orme della cavalcata aleramica”; “Giuseppe Mayno, il bandito di Marengo”; “Chi era?”; “Una panchina per gli angeli”; “Bolle di sapone”;…
Ho appena finito di leggere il libro “Racconti di Nativi Americani – Luther Standing Bear Il mio Popolo i Sioux – My People the Sioux” a cura di Raffaella Milandri (Mauna Kea Edizioni, dicembre 2022). Un libro davvero intenso, piacevole da leggere e direi piuttosto inusuale, per non dire di una certa novità nel panorama editoriale non solo italiano. Innanzitutto Raffaella Milandri: studiosa e appassionata della cultura dei nativi americani, in particolare dei Sioux – Lakota; si percepisce, fin dalle prime pagine del libro, un’empatia sottile quanto intensa di questa autrice – studiosa nel modo di rendere il racconto preciso e insieme vivace nella traduzione dei particolari, dei paesaggi, della vita, della realtà inerenti questo popolo del nord America. Un qualcosa di profondo e di accattivante eppure di una semplicità quasi disarmante permea il racconto della vita (straordinaria sì) di Luther Standing Bear, figlio di un capo Sioux del Nord Dakota, vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Con lui i popoli nativi del nord America riescono ad aver voce e a farsi conoscere dai “bianchi” portatori (spesso con la coercizione e con la forza anche bruta) di una civiltà che può apparire, a prima vista,…
I tamburi di guerra si odono ogni giorno e ogni notte. Vicini o lontani. Lontanissimi o vicinissimi. Dietro l’angolo o oltre la linea dell’orizzonte. Si odono per tutto l’anno. Si odono da anni. Si odono da secoli. Si odono da millenni. Si odono fin dalle prime civiltà umane. Si odono da sempre. Non c’è mai stato un periodo storico sul pianeta terra che abbia conosciuto la pace globale. Uguali, distinti, talvolta spaventosi, talvolta del tutto normali, delle volte perfino monotoni. Di giorno hanno ritmi incessanti. Rullano. Durante la notte sono un suono vago e indistinto che colpisce nel profondo la percezione e può mettere anche paura o panico. Un suono che penetra ciascuna fibra dell’anima e fa vibrare ciascun lembo di pelle. Ogni guerra, da quella combattuta con la fionda e le pietre più di diecimila anni fa, a quella combattuta con le bombe, i mitra, i missili nel ventunesimo secolo, porta con sé, inevitabilmente, distruzione, violenza inaudita, miseria, perdita, dolore dello spirito e sofferenze nel corpo, traumi di ogni tipo ma soprattutto morte. Dove la guerra sosta, anche per un tempo brevissimo, non vi sono che macerie su macerie … intere città, grandi e piccole (e villaggi), che un…
