L’apporto del poetare o della poesia. “E piove ancora” di Francesco Montalto
000 Primo piano , Francesco Montalto / 25 Giugno 2020

Una raccolta di poesie breve, definirei il volumetto “E piove ancora” di Francesco Montalto. Poesie che toccano vari argomenti e aspetti di un vissuto lacerato e spesso pieno di disincanto, versi che giocano con ciò che le emozioni e i ricordi possono produrre nell’anima… un’anima che sembra ferita e disillusa ma pur sempre capace di rispondere ad ogni tempesta, caos, travolgimento con il “farmaco benefico” della poesia. Ecco, ad esempio, i versi della poesia “Calde strade”: Calde strade/che si perdono nel nulla/la pelle brucia/sotto il sole rovente/Puttane a buon mercato/si incontrano/all’entrata di sudici motel/dove accamparsi per poco tempo/e sentirsi vivo. Stringata e asciutta nel linguaggio, realistica e mordace nelle descrizioni forse fa scaturire nel lettore un moto profondo che agita fino a scuotere l’essere tutto, e la sua immediatezza ha un ché che lascia quasi interdetti. Vi scaturisce un senso di inadeguatezza marcata che si trasforma in una sorta di malessere esistenziale con un occhio vigile sulla possibilità di riscatto (sociale? Morale? Spirituale e umano?). “E piove ancora”, silloge poetica che si colloca come appropriata metafora di un tempo (o di tempi, se si preferisce) che ha mutato e stravolto i normali paradigmi, non solo di una civiltà con valori…

Il vento, e la sua ombra. In ricordo di Carlos Ruiz Zafòn
000 Primo piano , Carlos Ruiz Zafòn / 22 Giugno 2020

Dopo Luis Sepulveda un altro grande scrittore di lingua spagnola si è spento pochi giorni fa, esattamente il 19 di giugno. Carlos Ruiz Zafòn avrebbe compiuto cinquantasei anni il prossimo 20 settembre, era nato infatti nel 1964 a Barcellona, in Spagna. E’ morto a Los Angeles, in California (Stati Uniti d’America) stroncato da un cancro al colon. Scrittore di spessore mondiale, portatore di un senso della scrittura e della letteratura come strumenti di comunicazione universale, Carlos Ruiz Zafòn era considerato uno dei massimi scrittori spagnoli. Le sue opere sono state tradotte in ben cinquanta lingue, quindi si può dire veramente in ogni angolo del pianeta a dimostrazione, forse, di come il concetto di globalizzazione ha un valore molto positivo e altamente significante per quanto riguarda le lettere. Ci lascia prematuramente Carlos Ruiz Zafòn, ancora al culmine di una giovinezza avvolta dalla piena maturità dell’età che induce alla vera e profonda comprensione di se stessi, delle cose tutte, di quel che abbiamo vissuto, che stiamo vivendo e che forse vivremo. Carlos Ruiz Zafòn è stato l’autore della tetralogia “Il Cimitero dei Libri Dimenticati” composta da: “L’ombra del vento” (il più conosciuto dei suoi libri che ha venduto milioni di copie nel…

Una poesia che non si concede mai subito. Renè Char e il mistero della sua poesia
000 Primo piano , Renè Char / 17 Giugno 2020

Renè Char (1907 – 1988), poeta, francese. Il suo cognome è breve e duro. Nella Resistenza portava un altro nome, più melodioso: Capitaine Alexandre. La Resistenza in Francia si chiamava “Maquis”, come l’impenetrabile macchia che copre certe zone della Provenza. Renè Char abitava in Provenza, esattamente a L’ Isle – sur la Sorgue. Nella lotta clandestina Renè Char era un combattente, un soldato. C’è, in fondo, una gloria antica nella combinazione di poeta e soldato, basti pensare a Wilfrid Owen, a Ernst Junger, a Miguel de Cervantes e alla poesia dei samurai del Giappone antico: il poeta come eroe guerriero, quasi mitologico. Nel caso di Renè Char l’aspetto mitologico sembra sia ulteriormente rafforzato dal mistero della sua poesia: una poesia che non si concede mai subito, che sfida e mette alla prova. Versi misteriosi e non conformisti certo, nei quali echeggia latente una sorta di “recondita antichità” che stabilisce le proprie leggi e ha la propria storia. Versi che vanno letti in lingua originale (il francese) per poterli comprendere e gustare appieno. Versi che forse catapultano in una specie di incantesimo da cui emerge lentamente un senso che non corrisponde alle parole, ma che tuttavia cattura finché non si riesce…

La Poesia è espressione dei sentimenti di un artista. Breve dialogo con Chiara Taormina
000 Primo piano , Chiara Taormina / 9 Giugno 2020

Chiara Taormina nasce a Palermo nel 1973, dove vive e lavora. Ha una formazione classica avendo frequentato Lettere e Filosofia all’università. Ha ottenuto premi e menzioni in diversi concorsi letterari nazionali e internazionali. Da sempre amante della natura, ha deciso di dedicare molti dei suoi scritti alla causa per la tutela dei diritti animali scrivendo dei libri per ragazzi apprezzati e recensiti anche dalla LAV (lega antivivisezione). Nel 2012 pubblica un libro per ragazzi “I racconti di Leccius, l’albero saggio” con illustrazioni di Serena Pieri. Sue liriche sono presenti in antologie di poeti contemporanei. Fra le sue pubblicazioni: la raccolta di poesie “La voce della sera”, il racconto “Le rose del silenzio”, “Ruggero e la macchina del tempo”, con la speciale prefazione di Luis Sepulveda, “La fantastica storia della fata Lunina”. Francesca Rita Rombolà e Chiara Taormina dialogano insieme. D – Chiara Taormina, parliamo un pò dei suoi libri. R – Da diversi anni mi dedico alla letteratura per bambini. Ho pubblicato diversi titoli, riscuotendo un discreto successo. I protagonisti dei miei libri sono quasi sempre animali a cui affianco bambini dall’animo sensibile e nobile, che si prodigano per aiutare chi è meno fortunato su questo pianeta. Non è casuale…

Metafora di un viaggio particolare. “Next stop Anagnina” di Meri Jo
000 Primo piano / 29 Maggio 2020

Volumetto dalla foggia briosa e dal rosso caliente, “Next stop Anagnina” di Meri Jo, edito da Horti di Giano Editore, si presenta fin dalla prima pagina divertente, ironico e rilassante. L’autrice racconta con un linguaggio schietto e immediato le avventure, o meglio, le disavventure vissute in prima persona ogni giorno soprattutto sulla linea della metro A Anagnina, la principale linea metro di Roma. Episodi solari e buffi si intrecciano ad aneddoti curiosi. Alla fermata della metro di una città come Roma si possono incontrare persone di ogni tipo la cui caratterizzazione li fa subito diventare personaggi di tutto rispetto. Anzi l’autrice ne fa proprio una specie di classifica con tanto di grafico con dati e indicazioni piuttosto precise. Vi è il turista la cui abilità speciale è l’ottimismo, vi è il ragazzo – abilità speciale il menefreghismo – e poi l’operaio – abilità speciale la determinazione – e l’impiegato che sfoggia, quale abilità speciale, una faccia da snob, e ancora la vecchietta che si serve – quali abilità speciali “proprie” – del sorriso gentile e affabile; volti e figure che chi frequenta abitualmente la metro principale e più affollata della capitale (la metro A Anagnina, appunto) riconosce subito. Di che…

“Rimini Criminale”: Rimini sotto assedio nell’atteso libro di Luca Cafaro edito dalla Mauna Loa edizioni
000 Primo piano / 25 Maggio 2020

Monumenti e vie di Rimini fanno da scenario a una storia mozzafiato in cui fino all’ultimo è dubbia la soglia tra coloro che sono vittime e carnefici. Il libro è in uscita in questi giorni, l’autore è Luca Cafaro e la casa editrice è la Mauna Loa, “sorella” esordiente della Mauna Kea, nota soprattutto per le uscite dedicate ai Nativi Americani. La Mauna Loa, invece, si dedica agli autori emergenti e spazia su diversi generi. Dice Raffaella Milandri, fondatrice della Mauna Kea e Mauna Loa: “Siamo particolarmente orgogliosi di “Rimini Criminale”, un thriller molto curato e preciso come un orologio”. Vediamo insieme la trama: una serie di crimini, apparentemente non collegati tra loro, dilaga tra le strade cittadine e le campagne di Rimini. Per il vicequestore Lombardi e la sua squadra è una matassa davvero difficile da sbrogliare. È proprio dietro la figura tranquilla del professor Casagrande, docente di lettere al Liceo, che si nasconde la soluzione: porterà a una banda straniera che coordina un incredibile e efferato traffico di vite umane. E la risposta di tanti misteri che lo coinvolgono nasce dal suo cuore nuovo, un trapianto che avrà risvolti imprevedibili. Un thriller avvincente, dal finale imprevedibile. Il libro…

Maria Domenica Lazzeri e la “passione vivente” di Cristo nel libro “La manutenzione dell’universo” di Pino Loperfido
000 Primo piano , Pino Loperfido / 21 Maggio 2020

“La manutenzione dell’universo” è un libro di Pino Loperfido autore di saggi, di romanzi, di piece teatrali già conosciuto da poesiaeletteratura.it, il suo ultimo libro, nel senso che è uscito nel marzo 2020. Un libro di sicuro diverso da molti altri libri, dalla maggior parte dei libri in primis per l’argomento che tratta. L’autore affronta quasi una prova con questo libro, una prova piuttosto difficile dalla quale uscirà rafforzato nello spirito e nell’anima. Egli racconta di una figura straordinaria e, al tempo stesso, semplice: la mistica trentina Maria Domenica Lazzeri vissuta nel diciannovesimo secolo. Maria Domenica Lazzeri, conosciuta familiarmente anche come la Meneghina, nasce a Capriana, un piccolo villaggio sulle montagne del Trentino – Tirolo, nel 1815. A tredici anni perde l’amato padre, e da allora in poi ella soffrirà di una strana febbre, una “febbre nervosa intermittente”. In famiglia sono rimasti in sei: la moglie di Bortolo Lazzeri e i cinque figli, due maschi e tre femmine, inclusa Maria Domenica. Bortolo Lazzeri era mugniaio, e presso il mulino lavorerà il resto della famiglia. Nell’estate 1833 Maria Domenica Lazzeri vive un evento della sua vita piuttosto strano che sarà forse determinante per il suo futuro di mistica stimmatizzata, e cioè…

La Morte è forse il mistero più grande. “Il dubbio di Signora Morte” di Francesco Loretucci

Che cos’è la Morte? Un passaggio verso una dimensione altra? La fine assoluta della vita, quindi di tutto? La Morte è forse il mistero più grande. La Morte rende tutti uguali al suo cospetto. Di fronte alla morte non c’è ricco o povero, bianco o nero, vecchio o giovane, uomo o donna. La Morte annulla per sempre quelle distanze sociali che la vita non riesce mai a colmare. “Il dubbio di Signora Morte” è un volume di racconti di Francesco Loretucci edito dalla casa editrice Horti di Giano. Forse la prima cosa che colpisce leggendo questi racconti è la bravura con la quale l’autore riesce a personificare la Morte. Egli sa dosare ogni caratteristica, ogni sentimento, ogni emozione: ironia, paura, incredulità, sgomento, fatalità, perfino una certa comicità sembrano dare ai personaggi tutti dei racconti un modo precipuo di interagire con la Morte. Ne “Il dubbio di Signora Morte” il racconto più lungo, quello che apre il volume e da il titolo all’intera raccolta, la Morte si trasforma in una sorta di giudice in terra la cui sentenza si fa implacabile verso coloro che si sono macchiati di crimini in un tempo remoto, sicuri di non essere mai scoperti e di…

Il weekend della consapevolezza del risveglio interiore. “Satori weekend” di Pablo Cerini
000 Primo piano , Pablo Cerini / 8 Maggio 2020

“Satori weekend” è l’opera prima di Pablo Cerini, ossia il suo primo romanzo edito. Mi soffermo, innanzitutto, sul titolo che appare una metafora piuttosto appropriata della storia narrata. Il Satori, nella pratica del buddismo zen, indica l’esperienza del risveglio, inteso in senso spirituale, nel quale non c’è più alcuna differenza fra colui che si “rende conto” e l’oggetto dell’osservazione. Certo il concetto è molto più complesso e articolato, ma nelle linee generali è questo il suo significato. Si parla, dunque, di “risveglio” spirituale, interiore nel romanzo di Pablo Cerini? Direi proprio di sì. Nei quattro protagonisti, Leonardo e Raphael, Sara ed Elena, avviene un qualcosa di particolare e inaspettato, forse veramente un risveglio interiore, una certa, direi, consapevolezza di sé e della propria esistenza, nel corso di un weekend estivo che si consuma intensamente soprattutto al mare sulla costa ligure. Leonardo, Raphael, Sara, Elena sono stati ragazzi, (lo sono ancora, forse), sono giovani; vivono tutti a Milano: una Milano conscia di essere una metropoli, attiva, dinamica, a livello europeo e mondiale, una Milano dalle infinite possibilità ma anche dai molti rovesci di medaglia che possono trasformarsi pur tuttavia in delle “trappole asfissianti” per la psiche sollecitata e tentata da stimoli…

La vita, la morte, l’amore nel romanzo di Rossana Pessione “La teoria del moltiplicatore”
000 Primo piano , Rossana Pessione / 29 Aprile 2020

Strano e inusuale thriller, a mio parere, quello di Rossana Pessione, dal titolo “La teoria del moltiplicatore”. Non tanto per la trama, per lo stesso titolo e per l’ambientazione, di certo molto particolari, quanto piuttosto per un non so ché di pacato e , allo stesso tempo, di inafferrabile, tranquillo e lineare e insieme placidamente inquietante, cold e insieme bollente come un fuoco liquido. L’argomento può sembrare sinistro e orrifico ai palati deboli ma è tuttavia reale, attuale, moderno e post – moderno in modo quasi perfetto. L’autrice, Rossana Pessione, dimostra acume nella descrizione e competenza nel sapersi districare in un ambito scientifico complesso e non sempre di facile comprensione quale quello della medicina. La sua scrittura scorre lineare e fluida dalla prima fino all’ultima pagina del romanzo facilitandone la lettura anche al lettore più esigente o più ostico. E veniamo ai personaggi, almeno ai principali o ai più interessanti dal punto di vista del loro ruolo o del loro carattere: Francesca, Alessandro, Sebastiano, Giorgio, Margherita, Nora, Ludmila, la piccola Cecilia, il professor Malaspina. Spiccano fra tutti sicuramente Francesca, Ludmila, Giorgio e Sebastiano in primis. Francesca e Ludmila, apparentemente così lontane nello spazio, saranno le protagoniste latenti e positive dell’intera…

Firenze in Letteratura

Rive Gauche-Festival Concorso – Festival per Opere in prosa, poesia e testi teatrali V edizione – 2020   Regolamento   Art. 1 – Rive Gauche-Festival, con sede in Firenze, affiliata a Fedic, con il patrocinio di Nardini BookStore e dell’Associazione LiberPop organizza la V Edizione del Concorso Festival Internazionale per Opere in Prosa, Poesia e Testi Teatrali. Art. 2 – Il concorso letterario è aperto a tutti gli autori italiani e stranieri che, alla scadenza del presente bando, abbiano compiuto il 18° anno di età, e si articola nelle seguenti sezioni: Sez. A – Romanzo edito (pubblicato dal 1° gennaio 2010) e inedito a tema libero. Ogni autore potrà partecipare con una o più opere. Le stesse, di qualsivoglia genere (comprese le raccolte di racconti, testi di saggistica e testi per bambini e ragazzi) e senza limiti di lunghezza, potranno essere inviate, a scelta, nelle seguenti modalità: n° 1 copia cartacea pdf ebook Sez. B – Silloge poetica edita (pubblicata dal 1° gennaio 2010) e inedita a tema libero (per silloge inedita si intende anche una raccolta, a cui dovrà essere dato un titolo, di minimo 5 liriche). Le poesie potranno anche essere in vernacolo, purché con traduzione. Ogni autore…

Premio Poesia Tropea: PROROGA

ASSOCIAZIONE “Tropea: Onde Mediterranee” ricordiamo che In considerazione dell’estrema gravità dei tempi che il nostro Paese sta vivendo; tenuto conto della difficoltà che numerosi autori hanno ad inviare le loro opere; su esplicita richiesta di molti di essi; la scadenza a partecipare al PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA “Tropea: Onde Mediterranee” XVII edizione 2020 è prorogata a ULTIMO GIORNO DEL MESE DI MAGGIO 2020 la premiazione dei poeti vincitori avverrà nel MESE DI OTTOBRE 2020 Per venire incontro alle esigenze dei partecipanti è possibile INVIARE LE OPERE CON POSTA ELETTRONICA e-mail: info@tropeaondemediterranee.it attenendosi a quanto richiesto dal Regolamento del Concorso. La Poesia dà speranza ed è vita. Notizie sul Premio sono reperibili sul sito ufficiale: www.tropeaondemediterranee.it; su fb Premio Poesia Tropea; su gf Tropea: Onde Mediterranee; per informazioni ci si può rivolgere al Presidente, prof. Pasquale De Luca contrada Gornella n. 6 – 89861 Tropea (VV), tel. 0963.666344 – (+39)329.7094134 – (+39)347.1091443 – 340.3161630; info@tropeaondemediterranee.it

Intorno al libro e oltre…

INTORNO AL LIBRO E OLTRE… I libri? – importanti, banali, inutili impossibili, inerti, dimenticati, vivi, folli ma… I libri- belle copertine illustrate, foto splendide o insignificanti pagine e pagine di pensiero, di entusiasmo di emozioni, di sentimenti repressi o esplosivi di molte asperità incofessabili e oscure di vita che pulsa e va oltre, della morte rimossa che ritorna con più forza e virulenza. Ma sono solo fogli di carta dall’odore intenso e sottile e irresistibile quasi che colpisce le narici più sensibili, fogli di carta sì, profumo di alberi – segno e traccia – di un altrove nascosto. Un libro è il pezzo di pane che si divora con il gusto inconscio della fame placata per un attimo. Il libro – sogno e libertà, sognata libertà e speranza – è un mondo. Il mondo anche. Forse anche di più, un universo stelle e pianeti che si rincorrono galassie in formazione l’eterna danza cosmica dell’ombra e della luce. Da un sussurro appena può nascere un verso da una parola il movimento della Storia da un carattere di scrittura dipinto, inciso o stampato il senso ultimo di ogni cosa. Leggere talvolta è il canglore silenzioso di una resurrezione che trasfigura l’essere, leggere…

Addio a Luis Sepulveda, cantore degli umili e veri
000 Primo piano / 16 Aprile 2020

Oggi, 16 aprile 2020, è morto in Spagna, a Oviedo, dove viveva da qualche tempo, Luis Sepulveda. Scrittore, poeta, giornalista era nato il 4 ottobre 1949 a Ovalle, in Cile. Se n’è andato in un giorno di aprile, un giorno di primavera avanzata. Se n’è andato perché aveva contratto, come migliaia e migliaia di uomini e donne nel mondo, il coronavirus il virus influenzale che spesso attacca, in modo letale, i polmoni e porta alla morte; la pandemia mondiale di questi primi mesi del 2020. Negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso sono stata attivista di Amnesty International e ricordo che, durante una campagna di “invio lettere” per sollecitare la liberazione di un detenuto per motivi di opinione (non ricordo chi e in quale nazione in quanto è passato molto tempo), lessi, per la prima volta, nel bollettino che riportava i nomi di coloro che negli anni erano stati liberati dalla reclusione, nei propri paesi, per motivi ideologici, tramite pressione e interessamento di tale organizzazione mondiale, il nome dello scrittore cileno Luis Sepulveda. Fu allora che, forse spinta dalla curiosità o da una certa propensione alla ricerca letteraria del nuovo, volli conoscere questo scrittore. “Storia di una gabianella e…

L’ulivo: simbolo di pace e di resurrezione

L’ulivo: pianta millenaria, eccellenza endemica delle terre intorno al bacino del mar Mediterraneo. Non vi è civiltà senza ulivo, non vi è ulivo senza civiltà. I popoli del sud dell’Europa lo sanno bene perché da millenni le loro terre ospitano questa pianta insieme alla storia, alle leggende, ai miti che hanno disegnato e formato l’Occidente. Ancora oggi al Sud vi sono ulivi che, secondo la leggenda, sono stati piantati da Ulisse, alla cui ombra si sedette Ercole, al cui tronco rugoso si appoggiò Pitagora. Da un commento di Servio Tullio al libro I delle Georgiche di Virgilio si apprende di una fortezza, Gargaròn (dal nome di una delle vette del monte Ida nella Troade), costruita in Calabria da centocinquanta troiani che approdarono nel golfo di Taranto dopo la distruzione della loro città. L’Ulivo, In Calabria, è provato, era coltivato già nel 1200 a. C., proprio il tempo della leggendaria guerra di Troia cantata da Omero! Uno strano fenomeno sembra sia la caratterista dell’ulivo: esso “cammina”, e i molti esemplari ritorti e bizzarri, che oggi si vedono dalla Calabria alla Grecia, dalla Spagna alla Terra Santa, sono il frutto della “frammentazione migrante” di ceppi antichissimi, addirittura plurimillenari. Cosa significa ciò? <<…

Premio Città di Castello 2020

PREMIO LETTERARIO «CITTA’ DI CASTELLO» XIV edizione 2020 REGOLAMENTO Art. 1  L’Associazione Culturale «Tracciati Virtuali» indice la XIV edizione del Premio Letterario «Città di Castello», riservato a opere inedite, che dovranno essere tali sia al momento dell’iscrizione che al momento della premiazione finale. Art. 2  Il concorso, a tema libero, è diviso in tre sezioni: Narrativa, Poesia e Saggistica. I lavori, su formato max A4, dovranno essere necessariamente scritti a macchina o al computer: non vengono pertanto accettati manoscritti. La quantità di pagine (circa 2.000 caratteri cad.) per la narrativa dovrà essere compresa tra un minimo di 50 e un massimo di 180; per la saggistica il quantitativo minimo dovrà essere di 60 per un massimo di 200; per la poesia il quantitativo minimo accettato sarà di 25 poesie per un massimo di 60. Art. 3  I concorrenti dovranno far pervenire, entro e non oltre il 31 luglio 2020, a mezzo posta elettronica (premioletterariocdc@libero.it) il seguente materiale: 1) File dell’opera in formato word o pdf; 2) breve presentazione dell’Autore con i dati anagrafici completi e l’indicazione della fonte da cui è stata appresa la notizia del concorso, recapiti telefonici; e-mail; 4) attestato dell’avvenuto pagamento del rimborso di segreteria di €…

Premio Kanaga

Bando Prima Edizione “PREMIO INTERNAZIONALE DI POESIA, NARRATIVA E SAGGISTICA – KANAGA”   KANAGA EDIZIONI bandisce la Prima Edizione del concorso denominato “Premio Internazionale di Poesia, Narrativa e Saggistica KANAGA” riservato agli autori maggiorenni, esordienti e noti, di qualsiasi nazionalità, che presentino poesie, un’opera di narrativa originale, di raccolta poetica e saggistica purché siano inedite e scritte in lingua italiana. Art 1. Sono previste QUATTRO SEZIONI. Sezione A: Poesie Inedite – Potete inviare sino a un max di 2 poesie (lunghezza max 30 versi) a TEMA LIBERO. Le poesie devono essere assolutamente INEDITE (mai pubblicate, mai premiate in altri concorsi). Sezione B: Opera poetica a tema libero di minimo 40 poesie e massimo di 100 poesie. Sezione C: Opera di narrativa a tema libero (romanzo di qualsiasi genere o raccolta di racconti) in formato 12 Times New Romans, interlinea 1,5, massimo 25 righe per foglio con i 4 margini da 2,5. Massimo 200 pagine; Sezione D: Opera Saggistica – Tesi di laurea (letteraria, storica, antropologica e/o filosofica) a tema libero in formato 12 Times New Romans, interlinea 1,5, massimo 25 righe per foglio con i 4 margini da 2,5. Massimo 200 pagine; Art 2. Gli Autori devono inviare gli elaborati…

La consapevolezza di una catarsi universale e atemporale. Il romanzo “Cecità” di José Saramago
000 Primo piano , Josè Saramago / 27 Marzo 2020

“(…) Finalmente si accese il verde, le macchine partirono bruscamente, ma si notò subito che non erano partite tutte quante. La prima della fila di mezzo è ferma, dev’esserci un problema meccanico, l’acceleratore rotto, la leva del cambio che si è bloccata, o un’avaria nell’impianto idraulico, blocco dei freni, interruzione del circuito elettrico, a meno che non le sia semplicemente finita la benzina, non sarebbe la prima volta. Il nuovo raggruppamento di pedoni che si sta formando sui marciapiedi vede il conducente dell’automobile immobilizzata sbracciarsi dietro il parabrezza, mentre le macchine appresso a lui suonano il clacson freneticamente. Alcuni conducenti sono già balzati fuori, disposti a spingere l’automobile in panne fin là dove non blocchi il traffico, picchiano furiosamente sui finestrini chiusi, l’uomo che sta dentro volta la testa verso di loro, da un lato, dall’altro, si vede che urla qualche cosa, dai movimenti della bocca si capisce che ripete una parola, non una, due, infatti è così, come si viene a sapere quando qualcuno, finalmente, riesce ad aprire uno sportello, Sono cieco”. E’ l’incipit del romanzo “Cecità” dello scrittore portoghese José Saramago (1922 – 2010) Premio Nobel per la Letteratura 1998, e dal quale nel 2008 è stato tratto…

La letteratura in sé metafora che insegna e guida

Giorni di tristezza, di lutto, di incertezza e di velata speranza. Ma oggi è pur sempre il primo giorno di primavera dedicato nel mondo intero alla poesia. E la Poesia non ha mai mancato, nelle varie epoche storiche, di cantare, di mostrare, di testimoniare, di far riflettere e di descrivere grandi pandemie che hanno sconvolto popoli, nazioni, regni, civiltà. A cominciare dal poeta romano Tito Lucrezio Caro che nel poema “De rerum natura”, soprattutto nell’ultimo libro, ha lasciato ai posteri un affresco terribile quanto struggente ed elevato della peste di Atene secoli prima dell’era cristiana. E poi Giovanni Boccaccio nel suo “Decamerone” rammemorazione letteraria in tempi (medioevali) sconvolti da pestilenza universale, esempio primo per le generazioni future di poeti e letterati che si sarebbero cimentati con ecatombi umane provocate da nemici invisibili tuttavia potenti e difficili da sconfiggere. E ancora Alessandro Manzoni che nel suo capolavoro “I promessi sposi” si sofferma molto sulla peste che sconvolse Milano e la Lombardia nel diciasettesimo secolo. Come non ricordare, a tal proposito, soprattutto dai tempi del liceo (parlo della mia generazione, primi anni ’80 del Novecento, e forse anche della generazione successiva. Di quella odierna non lo so più) la visione di alta…

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