Quel freddo giorno di gennaio
Giovanni Pascoli / 25 Gennaio 2014

IL LAMPO E cielo e terra si mostrò qual era: la terra ansante, livida, in sussulto; il cielo ingombro, tragico, disfatto: bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d’un tratto; come un occhio, che largo, esterefatto, s’aprì si chiuse, nella notte nera. Giovanni Pascoli Il poeta che hai sempre amato, Giovanni Pascoli, in questo giorno, 25 gennaio, tanto particolare. I versi di questa poesia, IL LAMPO, tratta dalla silloge MIRICAE. Un giorno d’inverno quando la terra e il cielo si mostrano nudi agli esseri viventi tutti. Un cielo grigio, ingombro di nubi che presto scateneranno la tempesta e la terra dura, arida, percossa. Gennaio è un mese impietoso, forse il più rigido dei mesi dell’anno. Eppure quando il sole fa capolino da una nuvola appena mite diventano la terra e il cielo; liete le ore trascorrono fino a sera. E la notte, lunga e nera, sarà un attimo soltanto vissuto sul cammino lineare dei sogni. Ricordi i giorni trascorsi? Anni ormai lontani, momenti in cui voci care si disperdevano nell’aria tersa e fredda? Dolce era la nostra casa; dolce, comprensivo e aperto al mondo e ai suoi accadimenti chi vi abitava. Potremo mai dimenticare il tocco lieve di…

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