Sì: pane, olio e sale elementi della terra e simboli nel tempo della civiltà umana. “A carte scoperte” di Leonardo Lastilla
000 Primo piano , Senza categoria / 16 Settembre 2026

“A carte scoperte” (Argento Vivo Edizioni, 2026) di Leonardo Lastilla forse non è un romanzo, forse i capitoli che ne compongono il tutto, con i rispettivi titoli, non sono poi dei capitoli ma dei racconti, ciascuno con una trama a sé e una vicenda propria indipendenti l’uno dall’altro: ognuno staccato da tutti i precedenti e da tutti i successivi. Molti sono i personaggi: tanti nomi di protagonisti (Giorgio, Giulia, la famiglia Tranquilli di “Sincronie esistenziali” o Leo e Libero di “Segni” o anche Lucio e Italo di “Perimetri isosceli” ad esempio) che prendono vita da una penna la quale sfoggia, in questo lavoro letterario, una scrittura brillante e scorrevole unita ad una capacità, di certo non più molto comune oggigiorno, di fare una sorta di scavo psicologico nell’io multiforme di donne e uomini e di far emergere tutto quel che essi contengono, di inconscio o subconscio o meno, alla luce di un sole non sempre benevolo e rischiarante quanto un’alba estiva (operazione piuttosto riuscita, e mi complimento con Leonardo Lastilla). In “A carte scoperte” di Leonardo Lastilla il lettore attento e non frettoloso o superficiale vi riscontrerà, neppur in modo troppo nascosto, il (lo si chiami pure così) mutamento antropologico…

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